Il ghiaccio da vicino.

Il ghiaccio della Pozzanghera ha raggiunto spessori record. Almeno nei tre anni di vita della stessa, il che non è una statistica rappresentativa. Il ghiaccio è pieno di bollicine, immagino siano venute dal fondo, percui sono di ossigeno, oppure anidride carbonica oppure metano.

Ho visto e fotografato una Carpa a fianco del moletto, mi sembrava stesse bene, si muoveva anche se sembrava respirasse nel sonno. Insomma non è possibile, non credo che i pesci dormano, semmai se ne stava li in attesa della primavera, o di una perturbazione atlantica che alzerebbe la temperatura portando pioggia.

 

 

Anche l’acqua sotto il moletto oggi è ghiacciata, la scorsa notte ha fatto molto freddo.

 

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Buongiorno.

Negli ultimi tempi mi sono accorto di vedere un po’ offuscato. Ieri l’oculista mi ha detto che sono diventato un po’ miope, mi ha prescritto gli occhiali da vista.

Il mio ufficio è freddo. Quando la temperatura scende sotto i 5 gradi, il riscaldamento proprio non ce la fa. Una parete intera consiste in vetro e profili in alluminio, materiali che disperdono il calore come pochi altri.

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Che noia.

Pubblicare le solite foto della Pozzanghera Fangosa Menada – ora Ghiacciata.

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Nuvole bianche, nuvole nere.

Il vapore acqueo è trasparente ed incolore, ma quando raggiunge il punto di rugiada, si condensa e forma delle goccioline di acqua (non vapore) queste formano una nuvola. La nuvola viene illuminata dal sole e diventa bianca perchè rifrange tutta la gamma delle lunghezze d’onda, insomma le nuvole sono bianche perchè noi le vediamo così in virtù dei nostri occhi che così le percepiscono. Al tramonto le nuvole diventano rosse perchè ricevono dal sole solo quella gamma di lunghezze d’onda, non possono fare altrimenti. Se una nuvola non riceve direttamente i raggi del sole, non riesce a riflettere e dunque appare scura. E se una nuvola è spessa i raggi del sole non riescono ad illuminare tutta la nuvola pertanto in genere la base sembra scura mentre la sommità sembra bianca.

Tutto questo perchè qualche tempo fai discussi animatamente con una persona che voleva farmi ammettere che esistono due tipi di nuvole, quelle chiare e quelle scure. Quelle scure sono più dense, ecco perchè sono scure. Nella foto sopra ci sono tutte, quelle chiare, quelle scure, quelle metà chiare e metà scure, quelle grigie e quelle can-che-fugge, ossia che non si capisce bene.

Una mia cugina ha messo su Facebook un disegno che illustra le posizioni che i tibetani assumono quando si svegliano la mattina. Cose tipo “Apro il mio cuore verso il cielo” in cui uno si inarca. Io ho commentato “Se posso cago, poi apro il cuore al cielo ma prima bevo il caffè”. Si sarà mica offesa ?

Io vorrei poter credere stabilmente in queste forme di valorizzazione delle proprie energie, ma spesso mi convinco che siamo delle grosse scimmie con le scarpe e che se riusciamo a star bene solo perchè respiriamo con la pancia, siamo fortunati ma il risultato non è affatto scontato.  Se poi io provassi a mettermi nella posizione 3, con le mie ernie mi farebbe un male boia. Il movimento della posizione cinque si chiama sltresì “La Concussione Con Schiacciamento dei Testicoli”.

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Ombre su ghiaccio.

Il titolo fa davvero cagare, era solo per mettere questa foto che mi piace.

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Che peccato.

Uno dei tanti simboli di come alcuni umani siano ignoranti e stupidi, ecco questa sera in onda l’inutilità di dar fuoco al bosco così, per divertimento alle spalle di Genova.

Fa più danni un dirigente della Exxon che paga dei senatori per deviare le attenzioni del Congresso da eventuali tentativi di incentivare tecnologie meno dannose dei combustibili fossili, oppure un piromane che da alle fiamme un bosco alle spalle di una cittadina di per se sporca ed inquinata come Genova ?

Scagliarsi contro i piromani forse è davvero non capire i gravi problemi del pianeta, ma se io mi trovassi di fronte un piromane, probabilmente gli darei fuoco alle balle.

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I due progetti a corredo della Pozzanghera Fangosa.

Questa è una altana. La vorrei fare altissima, il limite di altezza è dato dal limite di fornitura dei pali perimetrali. Devo verificare con il mio fornitore di pali, la ditta Stella di Cuneo, credo che quelli più alti arrivino a 8 metri. Non ho ancora risolto la questione tecnica di come ancorarli al suolo e come tirarli su senza farmi venire un clamoroso mal di schiena, per poi scoprire che sono storti e che rischio di far crollare la struttura appena provo a salirci. Mi farò aiutare molto probabilmente da una ditta che fa questo di mestiere. Oltre ad appollaiarmi in cima ed osservare il mondo con distacco, non vorrei precipitare al suolo dovendo conseguentemente osservare il mondo da una camera di ospedale. Ho deciso la posizione, ossia sulla collinetta che affianca la Pozzanghera, quadagnando così altri 3 metri in altezza. Potrebbe anche ospitare una o più webcam. Potrebbe avere una tettoia per proteggere da sole ed intemperie.  Un nido di mitragliatrici o meglio dei nidi di uccelli. E’ da quando sono bambino che sistemo dei nidi di uccelli che vengono totalmente ignorati dai pennuti, il massimo che ho ottenuto è un nido di calabroni. Ho anche il sospetto che Miriam possa avere delle perplessità su questa struttura, ma alla fine le dovrebbe piacere, soprattutto se riesce a salire ed incastrarsi con un piede fino all’arrivo dei pompieri.

Questo invece e l’acquario che potrebbe essere installato, magari vicino al moletto della Pozzanghera, nella speranza che le Carpe entrino dal basso e salgano fino a superare il livello della Pozzanghera. Altrimenti ho sprecato tempo & denaro per fare una cosa inutile. Magari verrebbero le rane. Forse dovrei immettere nella Pozzanghera anche dei pesci più amichevoli, devo cercare su Google quali sono i pesci più amichevoli, quelli che appena ti vedono arrivano subito scodinzolando e non ti vogliono mangiare.

Altro Argomento: Pedro. Ieri pomeriggio si è presentato dalla finestra miagolando. Gli ho dato qualche crocchetta ma sembrava più interessato ad entrare in casa, poi forse voleva qualche coccola.

Bestiaccia

Miriam stava quasi per farlo entrare, poi si è ricordata di quanto è allergica ai gatti, meglio evitare.

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Che Fai Tu Luna In Ciel ?

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Ti rifletti sul ghiaccio della Pozzanghera fangosa. Giornate con una discreta inversione termica.

E’ l’effetto della circolazione da nord, di giorno il sole scalda e c’è anche un po’ di vento di caduta, dunque caldo. Di sera il vento cessa e l’irraggiamento fa il resto.

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Questa è un’idea.

Grazie a Mitì, scopro questa invenzione. Pare che i pesci la adorino tanto da affollarla. La sua costruzione non è complicata, ma il mio dubbio è dato dal fatto che le Carpe sono molto sospettose e non so se rischierebbero di emergere dalla Pozzanghera per esporsi in questa specie di acquario. Rischio di fare un lavoro e poi trovarlo totalmente inutile.

A proposito, le Carpe sono vive e vegete sotto il ghiaccio, stanno tutte e quattro vicine, immobili, vicino al molo sotto il quale l’acqua non è ghiacciata. (miracoli del’impedito irraggiamento notturno, credo)

Il ghiaccio è spesso circa 4 centimetri verso sud, ci si può camminare sopra anche se non mi sono azzardato ad avventurarmi lontano dal bordo. Nella parte più a nord invece probabilmente prende più sole e dunque lo strato è di pochi millimetri.

Tornando a quello strumento nella foto, certamente dovrei aumentarne la parte immersa perchè il livello della Pozzanghera varia con il variare delle stagioni, in fase di installazione forse potrei immergere completamente la parte trasparente per riempirla di acqua senza dover acquistare strumenti per togliere l’aria dalla parte trasparente, poi ruotarla e sollevarla per sistemarla sulla struttura da utilizzare come ripiano, sarà sicuramente pesante man mano che sale dal livello della Pozzanghera.

Interessante. Ci penserò anche se il progetto che in questo momento ha la priorità è la costruzione di una altana di quattro metri di altezza sulla quale mi posso ritirare per osservare il mondo in modalità snob-distaccato. Ma questa dell’acquario mi intriga non poco.

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Il leggero gelicidio.

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Non è un termine che mi entusiasma, glazed frost o freezing rain in Inglese forse rendono meglio l’idea, insomma a Basaluzzo ha piovviginato con -1.6°, creando al suolo una leggera patina di ghiaccio perfettamente trasparente che qui non si vede proprio, ma si dovrebbe intuire perchè se il molo sembra bagnato, perchè il ghiaccio sulla Pozzanghera è opaco ?

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La mia è una considerazione estremamente acuta che dimostra che il colpo in testa non solo non mi ha danneggiato, ma anzi ha smosso risorse neuronali che ora sono disponibili. Questa mattina per esempio mi è venuta in mente prepotentemente la pubblicità del dado da brodo Roger e la canzone di Ringo Starr “It don’t come easy”.

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Solo per precisare e completare la storiella ospedaliera.

In
 conseguenza del fatto che  la mia memoria fa sempre più cagare, torno al curioso episodio di Domenica, quando per me si sono aperte le porte del pronto soccorso, per completare la storiella con elementi che sto per rimuovere per sempre dalla mia testa, e che allora scrivo qui così si perdono per sempre ma su formato elettronico.

Quella che segue è una narrazione lunga e tediosa; l’occasionale visitatore farebbe meglio a chiudere questa pagina e dedicarsi invece a far qualcosa di migliore.

Location: Central Park lato east all’altezza della 72 strada, New York NY ore 13 circa. La prima cosa che ricordo è una voce che mi diceva che mi stava mettendo un collare. La cosa mi confondeva, avevo freddo ed ero circondato da estranei che mi guardavano con interesse. Non sapevo perchè ma non avevo la forza di reagire e suggerire a questo sconosciuto, come avrei dovuto fare, di mettere il collare o le manette pelose o il cappello da cowboy a quella troia di sua sorella. Ero sdraiato ed oltre al collare sentivo che mi legavano con diverse cinghie.  Intuivo che la giornata aveva preso una strana piega, ma non sapevo perchè; avevo prenotato nel pomeriggio 60 minuti di Shiatsu e questo non rientrava nel programma, mi è però venuto in mente Hannibal Lecter.

Miriam intanto non era più convinta che fossi morto, ma in coma. La nostra amica aveva assunto un pallore giallo/verde, i suoi figli piangevano, tra i presenti ammutoliti c’era una donna che piangeva, insomma era la scena di un film drammatico, però senza alieni o sparatorie. Poco prima di riprendere conoscenza, pare che mi sia messo a balbettare parole incomprensibili. A quel punto Miriam mi vedeva già semiparalizzato su una sedia a rotelle, con lei che mi spinge ma perde il controllo e mi spedisce inavvertitamente sotto un treno merci.

Poi ho sentito che mettevano in moto una specie di motozappa, o motoslitta, un decespugliatore ma più probabilmente uno di quei mezzi che girano nel parco guidati da persone anziane, perlopiù volontarie che raccolgono le foglie. O dalla Polizia che ti insegue per prenderti a manganellate se non sei bianco. Oppure era uno di quei carretti che vendono hot dogs e gelati. Qualunque cosa fosse,  vibrava, abbiamo fatto poca strada e poi il motore è stato spento, mi hanno spostato e messo in quella che ho capito era un ambulanza. Qualcuno mi faceva domande del tipo “sai perchè sei qui, ricordi cosa è successo, come ti chiami, sai dove sei, sai che giorno è oggi”.

Credo di aver risposto esaurientemente a tutte le domande tranne “cosa hai fatto ieri” che non ricordavo non per la botta ma perchè proprio perdo la memoria. Ho avuto paura che la mia risposta vaga avrebbe comportato l’erogazione di una scossa o di una martellata sulle balle, per punizione. Ma dai, ho sentito una voce fuori campo – era Miriam – ricordi che siamo stati con Carolyn a fare lunch dal cinese ?  Poi qualcuno mi ha chiesto di stringere forte con le mie mani, le dita di entrambe le sue mani che ricordo azzurre nei guanti di lattice. Era una ragazza; non sapevo se stringere con tutte le forze o limitare la stretta in modo cavalleresco. Se stringo poco, ho pensato, questa pensa che io sia troppo debole, chiama un lottatore di Greco-romana e mi fa mettere una supposta di vitamine ricoperta con granella di nocciole. Se stringo troppo, ho pensato, questa pensa che io sia un macho che cerca di imporre la propria forza fisica su una donna, allora chiama un lottatore di Greco-romana e prima mi gonfia di schiaffi e dopo mi fa mettere una supposta di vitamine ricoperta con granella di nocciole. Poi mi ha fatto muovere le punte dei miei piedi, prima in avanti e poi verso di me.  Poi qualcun’altro mi ha chiesto se ero su “medicare” e gli ho detto di no, che avevo una assicurazione privata. In quel momento Miriam al mio fianco brandiva la carta di credito richiamando l’attenzione dei presenti perchè le ho sempre detto che se in ambulanza negli USA ti chiedono una carta di credito e tu non ce l’hai, aprono le porte posteriori, ti scaricano al suolo, se ne vanno e forse ti sparano anche. Non lo hanno fatto ma hanno studiato la mia tessera dell’assicurazione. C’era intanto un infermiere con un tablet che prendeva appunti. Ricordo tre luci potenti sopra di me. Siamo partiti e mentre mi iniziavano a fare un elettrocardiogramma, sono stato informato che andavamo al Presbyterian ed ho pensato che mi stessero portando in chiesa, forse per darmi l’estrema unzione o per lavarmi da ogni peccato. Invece il NYP è un ospedalone con un pronto soccorso più indaffarato dell’IKEA la domenica. Intanto Miriam telefonava a quelli dello Shiatsu fornendo indicazioni vaghe del tipo “mio marito ha avuto un lieve incidente e lo stanno portando in ospedale”. Pare che l’ambulanza fosse del Lenox Hill Hospital; un luogo di ritrovo per VIP dove una fasciatura al piede costa $3,000 esclusa la crema. Visto che non avevo l’assicurazione giusta, mi hanno veicolato in un ospedale più umano.

Siamo dunque arrivati nel set di una delle infinite puntate di ER (Emergency Room) che qui invece chiamano ED dove D sta per Department. Mi hanno gentilmente messo su una lettiga, abbiamo fatto un po’ di strada lungo dei corridoi ed infine siamo arrivati in una stanza con due letti. Ci aspettava una dottoressa che si è presentata e mi ha fatto tutte le domande che mi avevano fatto prima,  Miriam però mi aveva detto cosa era successo, dunque quando la dottoressa me lo ha chiesto ho prontamente risposto “someone hit me with a sledge in the park”.  Questa mi ha guardato e mi ha risposto “a sledgehammer ?” Ok, va bene, gli inglesi per dire slitta dicono sledge, gli americani sled e la pronuncia varia di conseguenza. No, nessuno mi aveva colpito con un martello da fabbro, spiritosona di una dottoressa, ma con una slitta. Poi è arrivata una infermiera. Anche questa mi ha fatto le domande di rito, credo facciano parte del protocollo per chi prende botte in testa. Nel frattempo mi ha messo su tutto il corpo una serie di elettrodi con i quali in Italia diamo corrente ad un paese di medie dimensioni, mi ha preso la pressione, mi ha infilato un ago nella vena e mi ha fatto un prelievo di sangue. Mi ha fatto i complimenti per le vene. Ero tentato di risponderle che avrebbe dovuto vedere le vene del mio cazzo ma:

  1. avrei mentito,  ormai sembrano al più capillari,
  2. Miriam non avrebbe capito l’ironia e mi avrebbe fatto le storie tese una volta rientrati a casa.
  3. Per vendicarsi della battutaccia, l’infermiera mi avrebbe ordinato chissà quale altro esame che comporta l’utilizzo di sonde ad alta pressione ed ettolitri di detersivo per lavasoviglie.

Dopo un po’ è arrivata la carissima Roberta, che intanto aveva portato i bambini a casa e li aveva chiusi a chiave nel frigorifero così avrebbero smesso di piangere. Portava con se dei generi alimentari per Miriam, che nella confusione, era rimasta a digiuno. Roberta sa che quando Miriam è in debito di zuccheri diventa pericolosa e temeva per la vita mia e per la vita di tutti quelli del reparto emergenza. Mi è stato offerto un cubetto di cioccolato, ma il collare non permetteva di deglutire tanto bene.

Miriam è uscita nel corridoio per sfamarsi ed ogni tanto passava una infermiera che le chiedeva se andava tutto bene. Miriam, agitata com’era, ha risposto a tutte “I’m OK I’m just waiting for my husband who passed away”.  Se invece di pass away (morire) avesse usato pass out (svenire) l’avrebbero guardata con meno sospetto. Quando gliel’ho detto ci siamo fatti una risata. Poi per la stanza improvvisamente si è diffuso un profumo di legna, quel profumo che ricorda una baita in montagna con il fuoco che scoppietta del camino ed un bicchiere di Brandy in mano. Avevano portato un pompiere appena uscito da un incendio. Aveva la faccia nera come in un cartone animato, ma per fortuna stava bene, era li solo a scopo precauzionale.  Era contento perchè nessuno si era fatto male, gli abitanti della casa andata in fumo erano stati portati in salvo, aveva avvisato la fidanzata di non preoccuparsi, un paio di suoi colleghi sono venuti a salutarlo. I suoi occhi erano un po’ affumicati ma nessun danno, glielo ha detto l’ennesima dottoressa giovane e molto graziosa che lo ha visitato con affetto e professionalità. A New York tutti amano i pompieri.

Nel frattempo, dopo avermi fatto gli esami, probabilmente in Amministrazione hanno fatto delle ricerche per sapere chi ero e se ero solvibile.  Immagino ci sia un responsabile che fa ricerche per capire se il paziente ha lasciato tracce in qualche banca, se ha precedenti per truffa e atti osceni in luogo pubblico, se esiste negli archivi della polizia o degli uffici immigrazione, se visita siti porno e se ha un blog dove scrive cazzate. Non so a che risultato siano giunti, però dopo 3 ore di attesa mi hanno fatto firmare una liberatoria, dove ho scoperto che, manco a dirlo, hanno sbagliato il mio cognome. Non ci riescono proprio, non è nel loro sangue, è chiaro che MENADA per loro non sembra un cognome plausibile, quella “A” finale è contro natura e pertanto chi trascrive il mio conome corregge la “A” in una bella “O” che suona molto meglio. Prima di uscire ho salutato il pompiere e poi sono andato in accettazione dove ho spiegato che il mio cognome terminava con la lettera “A”. La signora mi ha rassicurato che la correzione è stata recepita del loro sistema centrale ed ora siamo in due, io ed il signor MENADO che riceveranno due set di fatture uguali. Adesso in attesa delle fatture mi hanno dato un plico di istruzioni sul tipo di vita che avrei dovuto fare per 3 giorni (tipo non bere non guidare non fare sport da impatto non scalare montagne).

Eccomi con tutti i fili attaccati.

Update. Ho avuto uno scambio di e-mail con Roberta, vittima impotente per essere stata sottoposta suol malgrado a questa sceneggiata da telenovela. Mi ha detto che mentre ero al suolo immobile, un tizio con una macchina fotografica professionale ha scattato diverse foto. E’ noto come molte persone siano attratte dalle sventure altrui, altrimenti non si spiegherebbero le code autostradali che si formano per i curiosi che rallentano nell’opposta corsia per vedere l’incidente. Ma questo che sembrerebbe aver immortalato la scena va oltre. Escludendo qualsiasi nobile scopo, il tizio chissà, forse ha pensato che avrebbe potuto vendere le foto del morto ad un giornale locale e tirar su qualche dollaro. Non vedo altra spiegazione. Forse sono già su Facebook o Twitter o Il gazzettino Degli Avvoltoi.

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