Questo è veramente un post palesemente autocelebrativo. Cosa autocelebro ? Il fatto che riesco ancora ad andare in modo e sopravvivo ad un giro molto facile, che tuttavia è impegnativo per chi, come me, è totalmente fuori allenamento.

Ma che grinta, che stile. Intanto una annotazione davvero sticazzi; i pantaloni, la maglia ed il giubbotto sono i medesimi che indossavo più o meno quando ho iniziato; 30 anni fa sapevano fare vestiti che duravano, probabilmente erano fatti in Italia. La moto ha sette anni, ma funziona ancora bene. Fa fumo perchè penso di aver sbagliato la miscela, sono fuori allenamento anche per quella. Non era necessario impennare in quel punto, ma avevo paura di incartarmi ed allora ho applicato la regola “se sei incerto tieni aperto” e così è stato.

Ho solo qualche dolorino sparso, le mani sbucciate perchè i guanti avevano dei buchi e mi uscivano alcune dita. Ho fatto il percorso semplice, ma ho fatto bene perchè mi sarei stancato troppo. Adesso spiego una nozione fondamentale; nel Trial, come credo in tutti gli sport che richiedono una prestazione fisica, è necessario un buon equilibrio tra forza e tecnica. I due fattori lavorano in coppia e se uno dei due comincia a mancare, l’altro deve suplire, va in stress e finisce per esaurirsi subito mettendo il sistema in emergenza. Mi spiego peggio e la sommatoria sticazzi va a fondo corsa. Se io affronto le difficoltà con sufficiente energia, la concentrazione mi fa usare la tecnica per superarle con il minimo consumo. Ma se le forze iniziano a mancarmi, anche la tecnica va a farsi benedire perchè subentra l’affanno, il panico e dunque il coordinamento motorio si fotte ed intervengono errori tecnici che costringono ad impiegare più forza che però non c’è. Un terribile circolo vizioso che in pochi secondi può azzerare energie, tecnica e capacità di sopravvivenza. A quel punto devo fermarmi. Se mi fermo in un tratto in pianura posso anche aspettare un minuto per riprendermi, ma se sono alla base di una rampa e questa mi ha già respinto una volta, rischio di farmi respingere una seconda volte ed una terza con il graduale e totale annullamento di tutto quanto serve per superare l’ostacolo. Dunque devo farmi portare la moto oltre l’ostacolo: in queste manifestazioni c’è sempre “il team della spinta” che è composto da organizzatori che aspettano gli zombie come me nei punti più difficili e tirano, spingono ed occasionalmente ti fanno scendere e portano la moto su per quei pochi metri che sono diventati insuperabili, altro che tonno. La foto qui sopra me la sono fatta scattare apposta dell’addetto delle fotografie. Ero al punto di ristoro, più o meno a metà percorso, ed altro non potevo che fare la mia peggiore espressione da scemo. Ma ho mangiato due banane che contengono potassio e bevuto un caffè che contiene caffeina, dunque sono arrivato alla fine in buone condizioni.

Trial ?