Altre foto di cui si potrebbe fare a meno.

E non basta, aggiungo anche un commento a ciascuna, un vero sfacelo. Ma l’accesso a questo blog è gratuito e bla bla bla. Oggi inizia con una alba coloratissima.

Clicca per vedere questa foto in tutta la sua grandezza.

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Pi

Pi

Questo è Pi (pronunciato pai) che non è Pie (torta) ma P (P greco) e ho impiegato un anno a capire qual’era il suo nome correttamente. Sento che ho già scritto questa roba ed ho anche già messo una foto simile. Miriam quando ha visto questa foto ha iniziato ad emettere ultrasuoni e – sono quasi le nove – non credo abbia ancora smesso.

Juno

Juno

New York, New York. Non so dove sia la location esatta di questa foto, ma mi piace lo stesso. Direi che è una strada (street) perchè le avenues sono ben più larghe. Mi sembra sia leggermente in discesa, dunque si potrebbe restringere il campo anche se non di molto, west side, east side, midtown, uptown. Si vede sulla sinistra un grattacielo vetrato che a me dice poco, ma sulla destra c’è un altro high rise che invece è molto caratteristico. Chi conosce bene New York sarebbe in grado di dire esattamente dov’è stata scattata questa foto; se mi impegnassi riuscirei forse a stabilire le generalità del grattacielo che è probabilmente degli anni ’30. Sticazzi a griglia.

Basacam 1

Basacam 1

Il rosso caratterizza anche l’alba a Basaluzzo. Direi che fa freddino anche se non riesco a collegarmi con la stazione meteo dell’ARPA Piemonte, da qualche giorno è irraggiungibile, o forse è cambiato il link ed io non ho aggiornato un cassettone.

declino

E per concludere, e per la serie azzera la tua autostima in poche mosse, ecco le ultime 4 generazioni di famiglia. Non so se mio padre, mio nonno e mio bisnonno possano leggere questo blog. E’ possibile ma non v’è certezza dunque pubblico questa irriverente composizione ironizzando sul fatto che io – al contrario – ho la certezza di aver combinato pochino nella vita rispetto ai miei illustri antenati.

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3 Responses to Altre foto di cui si potrebbe fare a meno.

  1. Mitì says:

    😉 Ma non è vero; tu continui quello che han fatto loro. (io tuo papà devo averlo conosciuto…prima o poi mi verrà in mente dove. Cena Rotary possibile?)

    • admin says:

      Guarda che la vignetta non è un esagerazione volta a sostenere l’esatto contrario (questo ha un nome in greco antico che non ricordo, non è un paradosso, ne’ un anacoluto, ne’ un terapia tapioca ma qualcosa di simile).
      E’ davvero in questi termini; si va bene sono cambiati i tempi, ma loro hanno davvero fatte cose egregie, per le loro famiglie e per le comunità dove vivevano. Io bah e poi bah. Rotary ? Si è possibile, non so quanto fosse un assiduo frequentatore ma potrebbe.

  2. Mitì says:

    Avevano certamente indubbie capacità e sono stati decisamente speciali, ma a discolpa di noi (mi ci metto anch’io, come generazione) hanno avuto la “fortuna” di vivere in tempi in cui, nonostante difficoltà enormi tipo guerre, l’impegno, il coraggio imprenditoriale, l’iniziativa, la voglia di creare cose funzionanti non veniva castrata sul nascere. C’era una proiezione in avanti, una sorta di ottimistico e positivissimo orgoglio collettivo nazionale che dava forza, carica, impulso. In questo periodo, smontando le case dei miei nonni, trovo lettere e documenti di 2,4,6 generazioni fa (non si è buttato mai via nulla in casa nostra) con le quali ho ricostruito quasi ogni loro iniziativa. Era tutto più…semplice, chiaro, lineare. Lo Stato non strangolava, la burocrazia (che pur c’era) era meno inconsulta e in malafede. Mah. (Io non assidua Rotary, ma molto spesso ospite a presentare i miei libri o a conferenziare)

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