Di, che talvolta legge questo blog ed occasionalmente ha persino il coraggio di scrivere commenti, ha pubblicato quanto allego più sotto.
Non ho fatto ulteriori ricerche sulla provenienza originale, ma indipendentemente dalla fonte, secondo me forse riassume in modo veritiero come il mondo occidentale abbia affidato agli americani la gestione del difficile rapporto con la cultura araba, con i risultati disastrosi che si vedono. Non è un mio manifesto politico, non sono schierato ma assisto, bovino ed impotente, alla giornaliera strage di innocenti.

Tutto ciò mi sembra assimilabile, come esempio, al classico ingorgo di traffico, ad un incrocio, detto “a croce uncinata”, dove ogni coda ne blocca un’altra perpendicolare e così via fino a completare l’incrocio paralizzando l’intero sistema viario della zona. Oppure ho capito male?
P.S. La mia conoscenza della lingua anglosassone è rimasta ai tempi delle scuole superiori e delle canzoni dei Beatles, e così pure il mio comprendonio generale.
E’ il caos prodotto da un modo sbagliato di intervenire negli equilibri di paesi la cui cultura è molto diversa da quella nostra. E’ come cercare di sedare una rissa in un condominio. Forse era meglio lasciare che si litigassero e non cercare di fare i maestrini del caso. Malauguratamente loro hanno molte riserve di petrolio, dunque s’è pensato bene di andare nei loro paesi con l’esercito. Pessima idea.
Provo a tradurre:
Chiaro come il fango.
Siete confusi da cosa sta succedendo in Medio Oriente. Lasciate che vi spieghi.
Noi appoggiamo il governo iracheno nella lotta contro l’ISIS. A non non piace l’ISIS, ma l’ISIS è appoggiato dall’Arabia Saudita, che a noi piace.
A noi non piace il presidente della Siria, Assad. Noi appoggiamo la lotta contro di lui, ma non l’ISIS, che pure sta combattendo contro di lui.
A noi non piace l’Iran, ma l’Iran appoggia il governo dell’Iraq contro l’ISIS. Dunque, alcuni dei nostri alleati appoggiano i nostri nemici ad alcuni dei nostri nemici sono nostri amici, ed alcuni dei nostri nemici stanno combattendo contro altri nostri nemici, che noi vogliamo che perdano, ma non vogliamo che i nostri nemici che stanno combattendo i nostri nemici, vincano.
Se la gente che vogliamo sconfiggere vengono sconfitti, potrebbero essere rimpiazzati da gente che ci piace ancora meno. E tutto questo è cominciato da parte nostra invedendo una nazione per scacciare terroristi che non c’erano fino a quando non abbiamo cercato di mandarli via.
Capite ora ?
Aubrey Bailey, Fleet, Hants
Giuro che è stato come tradurre uno scioglilingua, continuavo a perdere il segno… ho cercato on line altre indicazioni, ma senza successo.
Carino ma incompleto, nel senso che non arriva al punto: la politica internazionale americana è guidata da grossi interessi economici (per altro più individuali che nazionali), i quali il più delle volte si scontrano con altre logiche, principalmente morali e politiche, portando ad evidenti contraddizioni. Il problema grosso è che i cittadini americani stessi dovrebbero iniziare a mettere in discussione le qualità e i comportamenti del proprio paese, cosa che secondo me non faranno mai spontaneamente, ubriachi come sono di nazionalismo e superbia “giovanile”. ontestualmente l’Europa è ancora troppo divisa, immatura, menefreghista e non del tutto disinteressata per inziare a prendere un po’ le distanze dall’america (e terminare la sua egemonia nella nostra politica) e dunque mettere in risalto ciò che non va.
Il tema della coerenza è un po’ emerso, timidamente, in questi giorni, ad esempio qualcuno inizia a chiedersi cosa voglia realmente dire libertà, libertà di stampa, per chi, e così via. Merita decisamente ascoltare l’analisi, che condivido, fatta la settimana scorsa nei primi 10 minuti di questa trasmissione: http://www.radio24.ilsole24ore.com/player.php?channel=2&idpuntata=gSLA94BOr&date=2015-01-09&idprogramma=mix24
Un giorno ascolterò il tuo link. Si, nell’articoletto mancano dei dettagli, ma credo che l’intenzione non fosse quella di approfondire un tema che comunque è ancora tabù per buona parte. Per il resto che dici condiRISO. Passando molto tempo negli USA credo che la tua impressione sugli americani sia giusta, o meglio è applicabile per una larghissima maggioranza di loro. I liberals, quelli veri e sani, sono pochi e abbastanza inermi. Adesso che il congresso è in mano ai GOP’s, brutte notizie su tutti i fronti.