Il condominio per facoltosi stranieri ha raggiunto la sua massima altezza di 425 metri dalla strada. E’ alto come il monte Moro, annotazione provincial-pestocratica ma a me rende l’idea. In cima ci sono circa 2 gradi e mezzo in meno rispetto al livello del mare, l’aria è sicuramente più pulita e si può vedere fino a 73Km. Ho rifatto il calcolo diverse volte pescando la formula su Wikipedia e spero sia giusto. Comunque si vede molto lontano, specialmente se non ci sono altri grattacieli nelle vicinanze, o se non c’è la nebbia.

E’ anche dritto.
Però pare che le vendite degli appartamenti abbiano rallentato, i prezzi nel corso del 2014 sono scesi e chi stava per tirarne su altri ci sta ripensando, si dice che la crisi della Cina e dei paesi sud americani convinca anche i super super super ricchi a rivedere i propri piani di acquisto di una casetta all’estero. Se io avessi 90 milioni di dollari da spendere in una casa non credo che la comprerei in cima a quel grattacielo. Avrei paura che un giorno potesse crollare perchè hanno sbagliato i calcoli del carico del cemento armato, oppure la falda di granito sul quale è costruita si rompe e quello sprofonda.
Mattinata freddina ma meno fredda che nei giorni scorsi. Il sole che sorge si riflette nelle finestre delle case sulla Park West. Sticazzi meteorologici.
Io sarò anche un ritardato, ma vivere in un grattacielo penso sia una delle cose più insensate e innaturali che l’uomo possa fare; e infatti solo gli americani e gli orientali arricchiti che cercano di imitarli lo fanno.
Io dalla merdosa casetta di Genova sotto la madonna del monte a soli 100 m vedo di meglio e anche più lontano, e respiro aria altrettanto pulita nonostante tutto. Francamente non è questo che dobbiamo imparare dagli altri, anche perché, nonostante i nostri orrori – specialmente nell’edilizia popolare -, siamo gli unici ad avere ancora un’idea di casa che gli altri avranno forse tra qualche secolo. Non smetterò mai di stupirmi di quante siano le persone che pur avendo tanti soldi non abbiano idea di come spenderli bene.
Anch’io non vivrei in un grattacielo, potendo scegliere. Io sono a mio agio nella campagna basaluzzese, però se decidi di vivere in una città molto popolata che offre molte opportunità di lavoro ed anche per avere i benefici di una città civilizzata, il grattacielo non è un soluzione mostruosa. Credo ci siano diverse variazioni sul tema, ci sono grattacieli belli e brutti, accoglienti e squallidi, ma se la casa è calda, comoda, in centro, con i negozi vicino e con i trasporti facili, dei bambini che vanno a scuola con il bus e gli amici, cinema e teatri a distanza di qualche minuto di taxi, non mi meraviglia che molti invece trovino il grattacielo la soluzione migliore. Comunque tu ed io siamo dei privilegiati perchè viviamo un po’ in collina ed abbiamo della vista. Milioni di persone vivono in case la cui vista è un muro oltre la strada ed i tubi dei gas di scarico sono a pochi metri. Forse loro se potessero, sceglierebbero il grattacielo ?
Premesse:
– questo sarà un post lungo e noioso;
– farò con naturalezza e disinvoltura quello che mi riesce meglio (ossia rompere i coglioni)
– sono cresciuto in pianura, nel verde e con ampi spazi;
– ho avuto avuto modo di vivere, sepur per brevi periodi, in tipologie di abitazione diverse, dal condominio alla monofamiliare/monopiano circondata da molto terreno;
– nonostante ciò mi sono sempre considerato un “cittadino”, anche se inizio ad avere ripensamenti.
Ora, sicuramente esistono opinioni diverse a questo mondo, va bene, e non ho problemi a motivare il mio astio nei confronti degli stecchini di cemento (antieconomicità, mancanza di sicurezza, creazione di ombra, impossibilità di demolirli, pessime caratteristiche sociali, alienazione e così via), ma ti faccio notare che “se la casa è calda, comoda, in centro, con i negozi vicino e con i trasporti facili, dei bambini che vanno a scuola con il bus e gli amici, cinema e teatri a distanza di qualche minuto di taxi” sostanzialmente si applica anche a dove sto io e non ha niente a che vedere con la tipologia di abitazione. Anche se le cose stanno un po’ cambiando, è esattamente quello che ho sempre fatto da adolescente. Certo, non so se Genova possa essere considerata civilizzata, ma non penso che NY lo sia grazie ai grattacieli. I “se potessero” non possono, punto; e non è detto che sceglierebbero un grattacielo. Viceversa chi ha 90 milioni di dollari da spendere in un appartamento il cinema se lo mette in casa, come gli insegnanti, la palestra, ecc …probabilmente persino un reparto di pronto soccorso. Quello che volevo dire è proprio questo: con tali disponibilità economiche davvero non c’è altro da scegliere? Non c’è altro a cui ispirarsi? Con quei soldi puoi vivere bene più o meno ovunque nel mondo e avere accesso alle cose che citi, persino nella schifosa Italia, quindi di scelta ce n’è moltissima. Io sarò anche un privilegiato (sì in piccola parte hai anche ragione… forse…), ma non farei cambio con la vista sul cemento di manhattan, l’aria che respiro è quella che entra dalla finestra (purtroppo a volte anche quando questa è chiusa), non dall’impianto di condizionamento, il canto del gallo è quello dei vicini, non quello che esce dall’interfono, il sole qui bacia tutti, dal primo all’ultimo piano, non solo quelli che stanno dall’ottantesimo in su (fin tanto che non viene costruito un altro grattacielo più alto di fianco). E se avessi tanti soldi vorrei qualcosa di ancora migliore, non di peggiore. Tieniti stretto il ducato basaluzzese e le sue/tue bellissime piante (che ammiro molto), che migliorano la vita più di una scatoletta di vetro-cemento, che possono tranquillamente tenersi a NY. Sarebbe bello se arrivasse un po’ di civiltà a Genova, semmai. 🙂
No dai, non sembri essere un rompicoglioni. Magari lo sei davvero, boh, sei tu che ti frequenti tutti i giorni. Mettiamola così; se dici di rompere i coglioni vuol dire che sai di farlo, ma in questo microscopico luogo di incontro non mi sembra di riconoscere le fattispecie.
Quanto dici sui grattacieli è vero come è vero che ci siamo creati spesso ambienti ostili nei quali vivere. Noioso per noioso e verboso per verboso, ecco cosa ti rispondo.
La specie umana va a vivere dove ci sono risorse. E dunque ama agglomerarsi per avere scambi di oggetti, sicurezza, servizi. Questa attitudine diventa un circolo, virtuoso o vizioso decidi tu caso per caso, e dunque più gente arriva più arrivano disponibilità di mano d’opera, soldi servizi eccetera eccetera. E dunque nascono le case vicine, i paesi, le città dove per essere sempre più vicini le case diventano a due piani, poi tre, quattro, 100 piani. C’è chi adora viverci e chi no. Chi ci vive strabene e chi ci vive malissimo in una squallida periferia ma non ha alternative.
Chi ha 90 milioni di dollari può comperarsi una villa isolata con 1000 ettari di terreno (vado a caso) oppure 100 metri quadri a Manhattan. Gli auguro di godersi il proprio investimento immobiliare. Io andrei per esclusione; NON li investirei a Genova, FORSE NON li investirei in Italia, FORSE non comprerei proprio una o più proprietà immobiliare. Se avessi 90 milioni di dollari e non avendo figli, metterei su una azienda agricola per la produzione di alimenti il meno possibile contaminati e li venderei a km. zero perdendoci sicuramente dei soldi – perchè io sono un certificato pessimo aborto di imprenditore – ma creando un po’ di occupazione, mantenendo in ordine una fetta di territorio che avrei sottratto al degrado.
Comunque il problema non si pone. E le piante di Basaluzzo sono mie, ma in realtà non lo sono. Ossia sono mie nel momento che io decido stupidamente di distruggerle, ma se crescono in pace appartengono alla terra che le ospita ed agli animali che ne traggono beneficio. A parte gli stupidi caprioli che ne mangiano le cortecce. Nel mio spaccio di verdure bio devo ricordarmi di aggiungere il bancone di carne di capriolo.
Ma guarda, sfondi una porta aperta, nemmeno io li investirei a Genova! …e ti dirò di più, spero che questo sia l’anno buono per andarmene dall’Italia, possibilmente giusto negli States, proprio perché alla ricerca di migliori possibilità lavorative e di un più alto tasso di cività (oddio, sono abbastanza scettico sul fatto che si possa entrare da fuori ma questo è un altro discorso). Detto questo, esistono città e città, anche nella stessa America quante somigliano a Chicago e NY? In secondo luogo le opportunità servono per migliorarti la vita, non per peggiorartela. Come dicevo non c’è bisogno di andare a vivere in un grattacielo di NY per avere una buona istruzione, i cinema, la vista, l’aria pulita, ecc. Poi i gusti sono gusti e le opinioni varie, ma la relazione tra edilizia verticale e opportunità o civiltà semplicemente non esiste. Lo sviluppo in verticale oggi difficilmente è una necessità (persino NY è meno “densa” di una qualunque città europea), i grattacieli piuttosto sono una forma di esibizione spacciato per modernità. Dal punto di vista tecnico sono un’idiozia e mi sembrano in tutto e per tutto simili ai SUV, mezzi enormi, inefficienti e incapaci di eccellere in qualcosa se non nel costo. Per entrambi non c’è alcuna relazione sensata tra spesa e resa. Poi ognuno spenda i propri soldi come vuole, ci mancherebbe, ma non nascondo che provo un certo dispiacere nel vedere come vengano spesso apprezzate cose che di valore ne hanno poco, così come l’esatto contrario.
Che sapore ha la carne di capriolo?
PS: prima mi è uscito un “sepur”, ma non è colpa mia, è l’istruzione genovese 😉
Non ho mai pensato al grattacielo come un esempio di spreco energetico e non so dove attingere informazioni ma in effetti credo che la dispersione e la inefficienza sia tanta. Comunque anche le case a 1 o 2 piani costruite in Italia dal dopo guerra a ieri – forse anche a oggi – sono un esempio di coibentazioni inesistenti, dunque spreco energetico sia per tenerle calde in inverno che fresche in estate. Anzi forse ho il sospetto che l’impatto ambientale per tenere in inverno 100 appartamenti in un grattacielo a 20 gradi sia molto simile e forse inferiore all’equivalente consumo che serve per mantenere caldi altri 100 appartamenti costruiti in edilizia popolare – casermoni o villette che siano – dalle nostre parti.
Che poi il grattacielo sia un ostentazione di potere e di ricchezza hai probabilmente ragione, almeno in buona parte. Però se proprio devo costruire in una città, io urbanista (mi immedesimo in questa parte) non so quanto io sia in grado di costruire 100 villette monofamiliari al posto di un high rise di 100 appartamenti, forse gli spazi per 100 villette con il giardino non lo trovo tanto facilmente, oppure devo andare oltre la periferia e costruire strade, portare la corrente e elettrica, l’acqua, servire la zona con mezzi pubblici, tutto questo ha un impatto ambientale importante, forse allora mi conviene costruire un blocco alto in centro che occupa poco suolo ed ha già tutte le utilities a disposizione.
Bell’argomento; ma non ci capisco un cazzettone e tiro ad indovinare…
Non sono un esperto (e nemmeno un ambientalista), ma indipendentemente dai gusti esistono fatti incontrovertibili: un grattacielo non è mai conveniente. È un dato di fatto, punto.
Ci sono una marea di motivi che possono essere facilmente trovati su internet, ma giusto per fare qualche esempio:
– impossibilità di usare parte della struttura, che però va ovviamente pagata
– scarsissima superficie calpestabile ai piani bassi, tanto valore solo in alto
– complessità di progetto esplosiva, per milioni di motivi (venti, terremoti, incendi, impatti), con costi elevati (a cui si aggiunge la tipicamente astronomica parcella dell’architetto/studio che firma il “design”)
– costi di mera costruzione altissimi, specialmente se vicino a spazi stretti e già densamente abitati, specialmente se l’altezza è elevata e le fondamenta profonde
– costi di materiali molto elevati (ridondanze nei servizi, sistemi di sicurezza, rivestimenti anti-incendio, impianti anti-incendio, certificazioni), oltre al fatto che molta della struttura serve a sostenere se stessa (così come i SUV servono a spingere quasi solo stessi)
– elevato inquinamento (ad es. il fatto che l’acciaio venga prodotto altrove non rende la costruzione pulita)
– costi di gestione elevati (spostare di 200-400 metri persone e acqua non è gratis in orizzonale, figuriamoci in verticale; anche il condizionamento è più costoso)
– costi di manutenzione esagerati
– demolizione non contemplata (perché tecnicamente impossibile; se anche lo fosse non converrebbe)
In Italia e in Europa in generale, oggi, si fanno edifici estremamente più convenienti e sostenibili (certamente non si possono fare paragoni onesti tra criteri contemporanei e di 60 anni fa). Non sono un esperto, ma dubito che oltre i 30-40 piani il valore del terreno, per quanto alto, giustifichi i costi di uno sviluppo verticale. Portare infrastrutture e servizi in periferia è sicuramente fattibile (con più di un miliardo di dollari se ne fanno di cose!), probabilmente meno inquinante oltre a creare del valore vero. Comunque non penso che le due cose siano in competizione, del resto nel grattacielo di lusso ci va gente con i soldi che vive “larga” e probabilmente saltuariamente, anche da questo punto di vista l’efficienza è poca.
La realtà è che molte società immobiliari che hanno realizzato grattacieli sono fallite, moltissimi grattacieli, specialmente i più famosi, sono mezzi vuoti. Le uniche aziende, o meglio colossi, che possono permettersi di stare in un grattacielo oggi sono o banche o sono società petrolifere… o pezzi di stato (casualmente tutte e tre le tipologie sono in salute grazie a furti legalizzati), tutte le altre hanno sloggiato o sono fallite anch’esse. I grattacieli semplicemente non hanno senso, sono solo una forma di ostentazione economica. Non c’è davvero nient’altro, anche se vengono frequentemente spacciati per tecnologia, creatività e modernità. Ma come molti altri prodotti moderni venduti a caro prezzo, intendiamoci.
Tornando al punto e rimarcando come ognuno sia libero di andare a vivere dove gli pare, a me personalmente non frega una mazza se finiscono in un anno o due (se è per questo in Cina vanno ben più veloci), non sono queste le cose che noi italiani dovremmo invidiare agli americani. Come non dobbiamo invidiare l’esorbitante consumo pro capite di combustibile e i loro tempi di “commuting”. Forse qualcosa non va nel loro modo di abitare. E no, i grattacieli, che piacciano o meno non sono la soluzione.
Senza polemica e volontà di rompere le balle. Saluti!
Mi va bene tutto. Ma adesso devo prendere un’aspirina. 🙂
Leggi A Potentially Disastrous Design Error e/o How a Simple Design Error Could Have Toppled a NYC Skyscraper e prendine un’altra 😛
E magari anche One World Trade Center is most costly skyscraper in history e Estimated cost and funding e prendine una terza 😛 Ovviamente per un investimento del genere il prezzo di vendita al mq dovrebbe essere 2-3 volte quello di realizzo (fai tu i conti!), anche se non credo che potranno permetterselo.
Comunque la cosa interessante è che anche in America, da un po’ di anni almeno, hanno il vizio di far pagare a molti gli investimenti sbagliati – o meglio enormi e folli – di pochi.
Mi fermo qua, ma ci sarebbe tanto altro da dire.
Se applichiamo il criterio del carbon footprint a qualsiasi attività umana, scopriamo che l’essere umano a parità di unità di peso corporeo consuma e spreca più risorse di qualsiasi altro essere vivente sul pianeta. E si riproduce “contro natura” ossia esigendo che la selezione della propria specie venga annullata provocando la sovrapopolazione. Ciò detto, sticazzi.
Deciditi… non so dove tu voglia arrivare. In ogni caso, nonostante i tuoi apprezzabili tentativi, non c’è nulla che tu possa fare per sostenere l’utilità o la bontà dei grattacieli, tecnicamente sono stupidi. A questo aggiungo la mia personale contrarietà anche da un punto di vista umano. Ovviamente non deve essere così per tutti, per me la gente è libera di amarli e ammirarli, francamente me ne sbatto abbastanza i coglioni. Certo, l’impatto che questi colossi hanno non riguarda solo gli investitori e gli acquirenti, ma tutta la comunità che ci vive (e su questo me ne sbatto i coglioni un po’ meno). E non parlo del carbon footprint. Bisognerebbe un attimino pensarci prima di fare grandiose stupidaggini, considerando che nelle società moderne esistono persone impiegate a prendere proprio questo tipo di scelte. E sottolineo scelte. Quindi, rispondendo anche a Roberto, bisognere un attimino capire cosa vuol dire “moralmente accettabile” per quella società (non in queste pagine, per carità). Senza cambiare tema, basti pensare alle contestazioni ai grattacieli di Torino, Milano o a quello della BCE. Ma anche in America qualcuno inizia a sollevare dubbi.
Non devo decidermi su un argomento che tutto sommato mi interessa poco, e non voglio arrivare da nessuna parte specifica. Tu piuttosto, hai detto esattamente come la pensi, io ti ho detto che condivido quasi tutto, non credo che mi imbottirò di esplosivo per farmi brillare contro i capitalisti che costruiscono i grattacieli, altro non saprei cosa dirti.
Mi sembra che si parta da un aspetto filosofico non considerato: noi non decidiamo di nascere, di conseguenza non scegliamo i genitori, il censo sociale, il posto dove questo ha luogo. Perciò tutto quello che segue nel percorso umano personale è frutto di un insieme di tutti quei fattori indipendenti da noi. Possiamo fare scelte, è vero, ma sempre nell’ambito delle possibilità che la vita, il lavoro, i lasciti di chi ci ha patrimonialmente e geneticamente preceduto, ci permettono di metterle in atto più o meno compiutamente rispetto le nostre ambizioni. Ed ogni scelta, purchè lecita e moralmente accettabile, è da rispettare perchè frutto della propria personalità e possibilità, e mettiamoci anche la casualità degli eventi della vita. Chi vuol vivere in grattacielo e gli piace lo faccia, chi vuole vivere bucolicamente e gli piace lo faccia, che si ritrova avivere in un condominio con un muraglione davanti alle finestre ed i gas di scarico appena esce dal portone senz’altro non gli piacerà, ma probabimente non ha altre soluzioni. E’ la vita, e noi dobbiamo adattarci ad essa, non lei a noi.
La domanda potrebbe essere: dove voglio andare a vivere per ridurre il più possibile il mio impatto ambientale, o carbon footprint ? Costo di meno all’ambiente se vivo in un grattacielo in città o in una villetta in periferia ?
Io non so dare la risposta, ma intravedo il rischio di diventare un fondamentalista ambientalista e di arrivare a stabilire che dovrei vivere in una grotta e nutrirmi di bacche e di radici. Preferirei di no, grazie.
A questo punto mi sembra che ci siano stati un bel po’ di “fuori tema” circa l’argomento iniziale della discussione, per cui trovo “moralmente accettabile” chiuderla quì. Buon proseguimento di 2015 a tutti.
Potremmo buttarlo sulla figa, tanto per sdrammatizzare.