In genere ho un libro sul comodino, ma rimane in quella posizione per mesi con il segnalino nella stessa posizione. Nel senso che tocco il letto e dormo, anche senza sostegno chimico. Se invece sono in ansia, assumo sostanze dopanti e dormo comunque.
Ma ieri sera ero in quello stato di torpore incerto ed ho deciso di leggere uno di quei racconti brevi che sono gli unici che riesco a terminare senza essermi dimenticato come erano iniziati. Un tempo leggevo “la Fondazione” di Asimov in poche settimane e ricordavo tutto. Adesso se non sono racconti brevissimi dovrei rileggerli da capo tutte le volte perchè non ricordo la trama. Insomma si invecchia.
Però questo breve racconto è di quelli fulminei, come quando avevo letto un racconto che si chiamava “Baffi” ed era la storia di un tizio che si taglia i baffi e nessuno lo riconosce più, neppure i suoi famigliari ed alla fine si suicida. Beh, insomma questo racconto breve è simile per crudezza ma le circostanze sono diverse. Non entro nei dettagli ma la citazione che qui segue è un pezzo di bravura.
Poi vorrei citare quanto segue.
L’ha detta, in un libro che parla di mafia, un bieco personaggio politico che minaccia un giornalista. Non ricordo il nome del libro era ambientato in un paese del terzo mondo.

Infine mostro una immagine: è il cartello appeso all’interno di un ascensore. Sembra che sia stato scritto non 50, ma 500 anni fa. Alcuni aspetti sono superati, nel senso che a quei tempi gli ospiti se la sarebbero dovuta fare a piedi perchè per aprire la porta dell’ascensore serviva una chiave (a dire il vero, anche oggi in questo ascensore serve una chiave altrimenti ciccia, fai le scale). Ma soprattutto al punto 5 viene citato un precetto che oggi è quasi scomparso dal vulgo della gente; “nel comune interesse“. Quanti sono quelli che pensano al comune interesse perchè sono tenuti a farlo o per semplice educazione civica ?
E’ un vero peccato, speriamo nelle prossime generazioni, quando i rettiliani avranno invaso il pianeta, ingravidato le nostre donne e dato vita ad una nuova generazione di esseri viventi che si spera siano meno fastidiosi di noi umani. Nel frattempo il Bisagno sarà straripato almeno una decina di volte, perchè l’algoritmo ha ancora qualche difetto.