Ghhhhh,pffst…

… cerco di trattenermi, ma non ce la faccio. Sposto la cosa sulla retorica e parlo per sillogismi, neologismi e belinogismi.

Supponiamo che io compia gli anni e faccia una festa. Nell’invito scrivo a chiare lettere che il regalo migliore è una offerta per il centro di recupero Santa Polenta da Righi. Una ONLUS che si occupa di beneficienza.

Tu, immaginario lettore di queste righe stantie, cosa faresti ?

Punto primo. Intanto non ti presenteresti a casa mia con un regalo. Perchè mi sembra una cafonata. Io ti chiedo di fare un’offerta per beneficienza e tu mi arrivi con un regalo. E’ per caso un messaggio del tipo che sei abbastanza benestante da permetterti l’offerta ed il regalo ? Se è così, mavaffanculo. O forse non hai capito un cazzo e i soldi che hai speso nel ciondolo o pendolo o cazzolo che mi hai comprato non vanno in beneficienza e la cosa mi spiace perchè è contrario a quanto ti avevo cortesemente chiesto. Se ti chiedo, caro ospite invitato, di fare una offerta in denaro per una ONLUS vuol dire che gradisco quello, non un cazzo di oggetto da bigiotteria fatto in Cina che hai comprato nella tabaccheria sotto casa.

Punto secondo. Che offerta fai ? In genere ai compleanni c’è questa burina moda di mettersi in 400 per dare ciascuno €2 e comprare un cazzo di golf di cachemere di cui non me ne frega una beata ciolla di cazzo. Ma se fai una offerta per una associazione caritatevole, quanto metti nella busta ? Diciotto virgola 6 Euro a persona ? Ma scherzi ?? Vieni a casa mia dove ti ingozzi come un tacchino e poi – per beneficienza – tiri fuori meno di €20 ??? Ma sei davvero uno straccione, credimi.

Punto terzo. Scusa ma io non fumo e dunque tu sei pregato di non fumare a casa mia. Dovrebbe essere scontato, anzi è oltremodo stronzo se fai finta di fare il gentile e mi chiedi “ti spiace se fumo” perchè mi metti nella sgradevole posizione di doverti dire “ma ceeerto figuuurati se mi da fastidio, fuma pure..”  Ed allora forte della mia risposta a denti stretti, ti metti in un angolo ed accenti la tua sigaretta di merda e mi riempi la casa di fumo. Poscia altri burini, stronzi ed ineducati ti imiteranno, dunque dopo un po’ bisogna aprire le finestre perchè voi residuati di gente per bene mi avete ammorbato la casa.

Punto quarto. Ma non ultimo, maledetti, quando vi siete serviti al buffet riempendovi il piatto come se foste a digiuno da un mese, SIETE PREGATI DI TOGLIERVI DAI COGLIONI ed allontanarvi dalla stanza per permettere ad altri di servirsi. No, casa mia non è il palasport e se voi state nel cazzo attorno al tavolo del buffet, gli altri taccagni tabagisti del culo non mangiano e si innervosiscono e poi parlano male di me dicendo che si è mangiato poco e male.

Corollario: “Senti,ti spiace se fumo ?

  • si, mi spiace per favore non fumare.
  • si, detesto il fumo e se provi ad accenderti una sigaretta ti sbatto fuori casa.
  • si, fuma pure ma in strada. Non sul pianerottolo, non nelle scale, non nell’androne. Esci dal portone e ti metti in mezzo alla strada sperando che qualche auto del cazzo ti investa, te e la tua merda di sigaretta.

 

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One Response to Ghhhhh,pffst…

  1. Roberto says:

    Io farei così:
    Punto primo: una tavolino all’ingresso con penna bic da 50 cent rigorosamente legata da una catenella, con cartello: “Penna da utilizzare per compilare assegni. Grazie per la vostra generosità.”
    Punto secondo: presenziare il tavolino suddetto osservando attentamente quanto viene scritto sugli assegni. Essere giudicati taccagni può favorire scrivere cifre congrue.
    Punto terzo: munirsi di pistola ad acqua e schizzare ripetutamente su sigarette e sigari accesi.
    Punto quarto: remunerare un giovane forzuto con contratto a chiamata che, presenziando il buffet, faccia da “buttadaparte” spingendo via chi si è già servito per far posto ad altri.
    Di più non so.

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