Poi smetto.

Ma prima qualche migliaia di foto ripetitive e per nulla interessanti dalla finestra, perdipiù con il cielo grigio autunnale che piace solo a pochi che NON siano depressi.

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9 Responses to Poi smetto.

  1. LedLighter says:

    Tutti i giorni passo sotto il tuo ufficio per raggiungere il mio, spero sempre di incontrarti mentre attraversi la strada e gridare: “Menada…%&$£@#§!!!”
    (non ho ancora deciso cosa gridare)

    • admin says:

      Allora, direi che “menada… percentuale, E commerciale, dollaro, lira sterina, chiocciola, cancelletto, trombino, tre punti esclamativi” è un po’ lungo, nel frattempo io sono chissà dove, tu hai causato una coda e due tamponamenti.
      Ho cercato come si chiama § ma non sono riuscito a scoprirlo, ho usato il termine trombino che utilizzava una mia collega di ufficio 30 anni fa per qualsiasi cosa che fosse di origine ignota.

    • LedLighter says:

      Sezione

    • admin says:

      Ti ringrazio per il commento. E’ un po’ criptato, se mi concedi l’osservazione. Spero non rappresenti un invito del tipo “fatti sezionare il cervello, fallo per tutti noi”.

    • LedLighter says:

      Vivi§ezione?

    • admin says:

      Pensavo fosse sommatoria. Ma forse no.

  2. peg says:

    Macaia??? Un lontano ricordo d’infanzia (diciamo 1960, più o meno): in un giorno come questo ero sul tram 12 (quello della val Bisagno, per capirci) e c’era una signora accanto a me con un profumo che mi sembrò buonissimo. Ho messo in croce per anni le commesse delle profumerie fino a scoprire che di trattava di Mitsouko di Guerlain. In un giorno come questo Genova per me profuma di Mitsouko … e di parecchi anni in meno! (esti……)

    • admin says:

      Makaiuko di Guerlain ? Verso la Foce ha delle nuances di pesce morto; tiene lontane le formiche ed i roditori. Anch’io ho un profumo femminile che mi riporta indietro di qualche decina di anni. Si tratta dell’odore della Gnocca. Vabbè, questa battutaccia mi sale dal profondo del post disagio giovanile e non potevo non farla, tali volgarità sono, a 50 anni suonati, ancora parte del mio modello di sviluppo interiore.
      In realtà c’è davvero un profumo, lo Chanel N° 5, che ancora oggi fa mi l’effetto della focaccia di Proust. Però non so perchè, i ricordi sono sbiaditi come una foto antica, o come la stessa focaccia però dopo 30 anni che è stata sfornata.

  3. Mig1 says:

    mmmmmmm focaccia! 🙂
    Intanto oggi è spuntato il sole! Meno male, mi stavano crescendo le branchie!

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