Il botia è morto. Non so quanti anni avesse, almeno una quindicina. Ultimamente si comportava in modo un po’ strano, sarà stata la vecchiaia.
Il cortile è un tappeto di foglie alto diversi centimetri, le medesime foglie che prima erano appese ai rami e che grazie ad una granditata adesso sono per terra. Le piante, ancorchè brutte a vedersi, sopravviveranno.

La medesima grandinata ha lacerato il cavo di rete della Righicam 3. Cavo riempitosi di acqua che è passata attraverso 20 metri di lunghezza dal colmo del tetto prima di sbucare dall’alimentatore vicino al router. E’ andata bene, poteva far andare tutto in corto circuito. La webcam invece è intatta, a parte il supporto che la reggeva che era quasi totalmente marcito.
Comunque, dopo aver cercato di asciugare il cavo nel suo attacco all’alimentatore con un asciugacapelli, ritenendo di aver perso del tempo ho tolto la webcam e sfilato tutto il cavo.

Per poi scoprire che la mia operazione di asciugatura aveva funzionato e la Righicam 3 aveva ripreso a trasmettere foto. Dunque se avessi aspettato un po’ adesso sarebbe on line. Invece devo rifare il cablaggio dati dal router fino alla webcam.
Comunque quel cavo, l’unico delle tre webcam ad essere esposto a vista, doveva probabilmente essere sostituito. Una grandinata non lo può ridurre in quello stato senza che fosse già seccato per l’usura del tempo. Scemo io che ho avuto fretta; tra due settimane stenderò un cavo nuovo, questa volta nella sua canalina, sistemerò meglio la webcam e le trasmissioni riprenderanno. Spero.
Ho anche scoperto che all’aereoporto di Genova in entrata non fanno più i controlli dei documenti. Ti prendi la valigia dal nastro e te ne esci tranquillo. Oppure era solo un temporaneo momento di scazzo ed erano tutti a bersi un caffè.
Ho anche scoperto che esiste “radio sportiva”; 20 minuti di taxi accompagnati da una radio che trasmette solo commenti sul calcio. Ho dovuto continuare a ripetermi mentalmente “e sticazzi” per non implorare il taxista di spegnere quella merda. Sull’aereo – dimenticavo – avevo come vicini una coppia di tatuati, credo di ritorno dalle vacanze in Portogallo. Lui leggeva avidamente “la gazzetta dello sport” ossia la trascrizione di tutto lo “sticazzi” che avrei poco dopo sentito nel taxi. Non so perchè, ma quando vedo uno che si immerge nella lettura di un articolo che descrive lo stato emotivo del menisco di un giocatore di calcio che ha recentemente cambiato squadra, insomma gli strapperei il giornale dalle mani e lo coprirei di insulti.
Gli antichi hanno insegnato: “panem et circenses” e tanti bei dogmi religiosi per distrarre ed addormentare il popolo. Ancora oggi è così: in questo caso il “pantarei” non si applica, tutto è immobile.