Sarà il Sole.

Da settimane, forse qualche mese, non riesco più a fare una telefonata completa con il cellulare. Ad un certo punto della conversazione, passati trenta secondi o un minuto, la linea si interrompe. Ovviamente la quasi totalità delle telefonate che faccio è inutile. Difficilmente ho una telefonata di “lavoro” in quanto io lavoro via e-mail, il resto sono cazzate o cose fondamentali del tipo “vuoi del prosciutto crudo stasera ?”. Qualche amico, qualche attività socialmente utile, qualche contatto per altre questioni logistiche.

Telecomunicazioni

Telecomunicazioni

Il problema è sottile, perchè capita pari pari a conoscenti ed amici che lamentano lo stesso problema. Allora i casi sono due, o forse di più; i gestori telefonici sono oberati di utenze e non adeguano gli impianti perchè intanto vivono una condizione di cartello e se ne strabattono la ciolla. Il Sole è in una fase particolarmente attiva e questa disturba le telecomunicazioni, oltre a far perdere il cesso del mio ufficio nuovo.

Ancora; siamo spiati da un grande sistema di intercettazioni che ha appena fatto l’upgrade del software e c’è qualche problema. Perchè la gente è tanto spaventata di sapere che siamo spiati ? Se qualcuno registra le mie telefonate può solo morire di noia e di banalità. Se qualcuno intercetta i rumori che arrivano dal gabinetto, chissenefrega. Dimenticavo; anche Internet lavora in un modo strano. E’ talvolta lento più del solito. Anche in questo caso qualcuno sta intercettando questo messaggio e dentro di se pensa “ma che lavoro di merda mi tocca fare, leggere le cazzate che scrive questo demente” E’ un problema tuo, intercettatore. Anzi, se continui a farti gli affari miei potrei anche raccontarti una barzelletta, che è la cosa che meno so fare nella vita, dopo tutto il resto.

Altro Argomento. Ufficio nuovo, vista nuova, degrado nuovo. Nell’aiuola spartitraffico di fronte all’hotel President in corrispondenza del semaforo c’è spesso un lavavetri che cerca di sbarcare il lunario come può. Sulla verde erba ha i suoi strumenti di lavoro consistenti in qualche bottiglia di plastica contenenete acqua e detersivo, un sacchetto o due di plastica contenente chissà cosa. Quando “stacca” dal proprio turno lascia regolarmente i suoi tools da lavoro usa e getta sul prato che si accumulano di giorno in giorno. L’altro ieri hanno tagliato l’erba ma la spazzatura è rimasta intatta, oggi invece noto con piacere che qualche bravo addetto all’igiene urbana ha pulito. Dev’essere difficilissimo tenere pulita una cittadina abitata da cialtroni autoctoni e di importazione. Genova è sempre di più una “Melting Pot” di poveracci. La ricetta è semplice; mandare via chi ha i soldi e vorrebbe investire, tollerare chi di soldi non ne ha e si arrangia alla bell’e meglio. Genova è un laboratorio sociale, dicono. Bene; non è una scelta sbagliata a priori, ma le conseguenze sono che nei giardini di Piazza Verdi di fronte alla stazione Brignole ci sono persone che si lavano i vestiti con l’acqua della fontana e poi li stendono ad asciugare. Ed il turista danaroso che spende i soldini nei ristoranti, nei negozi e per le attrazioni turistiche se ne va perchè non vuole vedere povertà e degrado. Triste, ingiusto quanto si vuole, ma è così. Quei businessman che arrivano a Genova ed alloggiano al President non solo per andare a mignotte, che impressione hanno di Genova ? Risposta possibile: sono cazzi loro. Genova non è peggio di altre città analoghe. Chissenefrega di quello che pensano Genova-è-il-centro-etnico-del-Mediterraneo. No TAV no gronda e nessuno tocchi Caino. Però devo dire che mi ritrovo, dopo anni di assenza, nel quartiere della Foce e fino ad ora sono entrato in esercizi commerciali laddove ho conosciuto negozianti cortesi e simpatici. E Genova vista dal mio ufficietto è stupenda.

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