Solo un po’ di annotazioni inutili.
- Ho modificato la Torta aggiungendo alcune rotondità, ma il risultato non mi è piaciuto e dunque non ho scattato foto. Forse io sono più spigoloso, le rotondità mi confondono in quanto non facilmente schematizzabili con facili linee rette e se voglio applicarle alla mia arte il risultato è una mrd. (ho omesso le vocali apposta).
- Miriam ha acquistato in super-saldo una specie di indumento che assomiglia ad un piumino, pur non essendolo. Me lo ha mostrato orgogliosa e le ho riso in faccia, cosa maleducata di cui non sono orgoglioso. Ma quella roba è orrenda, l’avrà pagata due euro ma è davvero inguardabile, che cazzo. E’ duble face. Da una parte è un color oro falso con delle bande arancioni. Le ho detto che va benissimo come giubbotto da mettere in autostrada quando hai la macchina in panne, sicuramente è approvato dalla Motorizzazione. Dall’altra parte non è a norma antinfortunistica ma è di un colore che sembra l’esondazione del Bisagno. Infine da l’impressione che se lo metti d’inverno congeli dal freddo, se lo metti d’estate muori dal caldo e se piove assorbe l’acqua come un grosso Tampax e muori sotto il peso. (è corto, non copre la pancia; roba da dissenteria immediata, Miriam si mette la termocoperta anche a Dubai ad Agosto, secondo me finirà per indossarlo solo quando si lava i denti, in bagno)
- Ero ad una assemblea. Il presidente ha detto qualcosa del tipo “… è stata dura farli venire tutti, ma alla fine ci siamo riusciti!”. Io avevo la sventura di essere seduto proprio al suo fianco ed avere di fronte tutti gli altri. Credo di essere diventato verde, poi giallino ed infine porpora. Penso a quanto era austero mio padre a 52 anni; io ancora oggi interpreto il verbo “venire” nella sua veste di “raggiungere l’orgasmo” come se avessi 16 anni. E mi sono immaginato la scena di un gruppo di persone non certo più giovani, vestite in giacca e cravatta, che cercano di stimolare manualmente o oralmente i delegati arrivati dagli USA. Scena terribile che mi suscita ilarità immediata. Quando ero in compagnia con un gruppo di amici la cui età media non superava i vent’anni, si usava forzatamente il termine “andare da li a qui” proprio per evitare di usare il verbo a rischio ed essere oggetto di dileggio globale. Sono passati inutilmente 30 anni, nessuna crescita e maturazione emotiva ha avuto luogo. Il verbo “venire” usato in circostanze formali mi costringe a soffocare il riso ancora oggi.
- Stupido gatto, gli ho preso una ciotola nuova.

Sono d’accordo sul dire “andare da la a qui”.
La scorsa settimana in riunione un avvocato dice compiaciuto: “comunque li abbiamo fatti venire in fretta..”
A me è scappato un “trollonoz” che non credevo sentisse ma lui, credendola una mia dotta precisazione, ha chiesto “in che senso scusi”. E’ in questi momenti che si vede
a differenza tra il ragazzo e il vero uomo. In un istante ho soffocato un attacco di riso da liceale, lo stupore/rabbia per essere stato sentito, la meraviglia per la replica dell’avvocato giovane e arrogante.
Credo che per un istante la somma delle emozioni avesse trasformato la mia faccia in un quadro di Picasso.
Quando il mio cervello ha ripreso il controllo sulle emozioni, ho detto che avevo usato un tipico intercalare swahili simile a “cribbio”. Lavorando con la Namibia ci stava. Se ci abbia creduto o no non mi interessa ma lil processo mentale per rispondere mi ha evitato le convulsioni dal riso in un contesto serio.
Quindi con noi non si viene mai.