Atlantico 1 – Buco 1

Devo prendere atto del fatto che non posso più fare certi sforzi. Dei sei buchi che dovevo fare per i tutori, due soli sono andati a buon fine, ossia sono abbastanza profondi. Per gli altri quattro mi sono dovuto arrendere alla durezza del terreno. Se avessi avuto più energie disponibili, avrei insistito e probabilmente avrei sconfitto la resistenza dell’argilla secca basaluzzese.

E poi il cielo era nuvoloso con sprazzi di sole, insomma di pioggia nemmeno l’ombra ed ero già avvilito. Stanco, sporco, sudato & avvilito.

Ho riportato mestamente la trivella al venditore che me la aveva noleggiata. Poi ho chiamato le Truppe Rumene. Però è in fase “no pozo”. Insomma, avrei voluto il suo insuperabile aiuto per finire il lavoro ma in questi giorni la sua attenzione è focalizzata su altri temi ed è fuori uso. Capita con frequenza abbastanza regolare, come le mestruazioni o il mio mal di testa.

Una persona che segue il mio blog contro ogni ragionevole buon senso, mi ha salvato questa foto dicendo che il giallo mi dona. Palo in legno impregnato, lunghezza tre metri, diametro dieci centimetri, con punta.

Già contrariato per l’insuccesso con i pali e la mancanza di pioggia, stavo perdendo la speranza di vedere qualcosa, poi ecco il miracolo:

I monti del savonese sono tra le poche garanzie che se producono qualcosa di interessante, arriva molto probabilmente a Basaluzzo. Altre linee di convergenza o passano a nord o passano a est, e di li non si scappa.

Venti millimetri non sono tanti ma sono buoni e la temperatura è scesa di dieci gradi, che suonano tanto, ma si partiva da un +35° che urlava vendetta.

Non avevo mai visto “very heavy rain” e neppure sapevo facesse parte delle descrizioni disponibili.

Se c’è una cosa che adoro fare, quando si presenta l’occasione, è sedermi sulla panchina Zen ed aspettare l’arrivo della pioggia. Il radar era eloquente ed ho aspettato le prime gocce. Gioia.

Poi ha intensificato, mi sono seduto sullo schienale della panchina perchè questa posizione offre più riparo. Ma finita la ripresa iniziavo a bagnarmi seriamente, ho fatto una mossa sbagliata e mi sono ribaltato dalla panchina. Ho preso la classica culata, domani aspetto un largo livido da quelle parti e qualche dolore, mi sono stortato la mano che già da mesi mi fa male, sbucciato un gomito come non mi capitava da anni. Sono un pirla.

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