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Il mio dito si blocca sempre più frequentemente e per sbloccarlo devo aiutarmi con l’altra mano. Anche la mano mi sembra un po’ peggiorata; grazie ad un provvidenziale raffreddore ho evitato la cura con il veleno per topi, ma mi sa che tra non molto mi toccherà farla. A Basaluzzo tutto sommato fa freddino e spero che piova un po’ per bagnare la terra in superficie e favorire la crescita dell’erba anche dove stenta.

Anche in questa primavera noto con il solito stupore la differenza che c’è tra gli alberi nella loro ripresa vegetativa. Anche alberi di genere identico, le querce ad esempio, ce ne sono alcune che ormai hanno tutte le foglie ben sviluppate, a poca distanza alcune hanno le gemme appena visibili.

Ecco cosa intendo dire; la quercia contrassegnata con il numero 1 in un elegante rosso con bordo bianco ha tutte le foglie fuori, ben sviluppate. La numero 2 ha iniziato a metter su le prime foglioline, infine la numero 3 ha i primi getti ma di foglie neppure l’ombra.

Alcune ipotesi campate per aria e prive di un supporto didattico di alcun tipo. La numero 3 è la più recente, è stata messa li nel febbraio dello scorso anni ed ha subito mostrato segni di patimento, diverse ferite nel tronco, un po’ di rami seccati. Forse c’è una certa tendenza a ritardare la ripresa. Le numero 1 e 2 sono li da quattro anni, stesso vivaio e messa a terra simultanea. Unica differenza, la numero 1 aveva fino allo scorso agosto un olmo grossino a pochi metri di distanza che faceva molta ombra. L’olmo è seccato e rimosso, potrebbe essere che l’improvvisa esposizione al sole non offuscata sia stata uno stimolo a partire in quarta?

Ovviamente non ne ho idea, invento di sana pianta ed ecco perchè mi sono morti così tanti alberi da quando ho iniziato a metterli.

Tra le piante in osservazione resta il terzo tiglio a destra della Pozzanghera. E’ in ritardo rispetto a tutti gli altri tigli. Ha solo dei minuscoli getti ma solo nei rami più bassi. Le fronde più alte sembra davvero secche. Speriamo.

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2 Responses to Foto

  1. Franco says:

    Dito a scatto? Colpisce più frequentemente 3° e 4° dito sulla prima interfalangea.
    Munisciti di un tutore che dovresti trovare in qualche farmacia ben fornita o un negozio di articoli ortopedici e cerca di tenerlo a riposo per un buon mesetto: questi tipi di infiammazione sono lunghi a risolversi.
    Anche le infiltrazioni di corticosteroidi miscelati con lidocaina possono essere di aiuto e vengono effettuate normalmente non sul dito ma in corrispondenza della guaina sinoviale, alla base del dito, ovvero nell’area metacarpo-falangea del raggio interessato. Questa tecnica è valida ma il suo utilizzo difficilmente è praticato più di un paio di volte perché il cortisone, alla lunga, può danneggiare guaina e tendini.
    Le cause possono essere: sovraccarico, attività ripetitive o semplicemente un effetto collaterale del diabete. Non ricorrere all’intervento chirurgico prima di verificare che il riposo articolare possa essere risolutivo (consiglio personale del tutto opinabile).

    • admin says:

      Grazie mille delle informazioni. Intanto… operarmi nemmeno dipinto. Il dito è quello medio, sono stato da un reumatologo, anzi due ed ho fatto esami a bizzeffe. Il dito me lo tengo così, forse guarisce da solo. Il problema è un altro, non chiedermi cosa, le infiltrazioni non servono, la diagnosi riguarda l’interno di un osso, si cura solo con un farmaco che avrebbe effetti collaterali pesanti su tutti gli organi disponibili, si fa endovena o intramuscolo e lo sto rinviando con scuse puerili, probabilmente ho preso un colpo o fatto qualche sforzo eccessivo. Facendo lavori agricoli artigianali nulla di più probabile. Grazie ancora.

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