Fango?

Fine settimana tra castelli ed acque termali.

E fiori
Stemmi
Gatti
Martini con olio di oliva

Ma di fango, proprio poco. Io pensavo ci fosse il fango termale, quello abbondante e caldissimo che a Monsummano mi avevano piazzato sulla schiena. Così era scritto nella pubblicià. Il fango c’era, una sorta di scrub estetico che va benissimo per lisciare la pelle, ma non aveva nulla di curativo, anzi, era freddino. Però in Toscana si mangia bene, ci sono delle zuppe di verdura clamorose e siccome vanno giù, è il mio cibo di elezione.

E mentre io mi immergevo nella piscina termale, è comparso Zucchero, il cantante. E’ invecchiato ma ha sempre la stessa pettinatura. L’ho rivisto alla prima colazione, potevo salire in piedi sul suo tavolo con una scopa in mano simulando una chiarra ed urlare a squarciagola “I’ve got the devil in me”. Ma ho scelto un approccio più misurato; gli sono andato vicino e gli ho sussurrato “grazie”. Lui mi ha guardato perplesso e mi ha chiesto “perchè?”. Gli ho risposto “e me lo chiede pure?” Allora gli si è illuminato il volto, un sorriso sincero e mi ha detto grazie e ci siano dati la mano. Spero di avergli fatto piacere. Era solo al tavolo e mentre venivo via ho incrociato la sua compagna che mi aveva visto parlare con il Fornaciari e mi ha fulminato con uno sguardo severo.

Intanto a Basaluzzo…

Ed intanto a Grange Sises.

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