Bestiacce

Anche oggi a New York nevica; anche qui oltremare, inverno d’altri tempi. La cara Mobotix funziona, la qualità del filmato è scarsa, ma è meglio di niente.

Due sere fa, ristorante un po’ isolato tra alti mucchi di neve a Sauze di Cesana. Non vedevo così tanta neve in fondovalle da decenni. Sto per entrare quando mi si presenta davanti una palla di pelo, colore principale bianco con macchie di grigio, marrone e panna.

La chiamo e questa arriva, affettuosa. Mi si sfrega tra le gambe, allora mi inginocchio ed inizio a farle un sacco di feste, le gratto la testa, il collo. Infine la sollevo da terra e le metto la mia testa contro il suo naso. Sono incoscente, corro un grosso rischio con un gatto che non conosco, ma questa si mette a fare le fusa. Il pelo è gelato ma sotto è soffice e tiepida e sa di gatto pulito. E’ uno dei padroni del ristorante, ce ne sono altri tre. Arrivano due clienti, la poso e la lascio andare. Quando i tizi entrano nel ristorante la chiamo e questa spunta da sotto una panchina, poi se ne va. Io le vado dietro ma metto il piede su una lastra di ghiaccio trasparente e cado di sedere.

Nella caduta metto istintivamente le mani a proteggermi le antiche natiche e l’unghia di un pollice si stacca leggermente dal dito.

Sangue, un male boia.

Morale; stupidi gatti.

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