Cari, CARI concittadini…

New York, dall’ inviato del kaiser.  Ieri in metropolitana mi siedo a fianco di una famigliola, padre, madre e due figlie femmine poco più che adolescenti, che scopro sentir parlare in italiano con l’inconfondibile familiare accento genovese. Belin belin belin…

Esco dal treno ed affronto la scala che sale verso la strada, davanti a me una signora anziana e dietro una delle due figlie della suddetta famigliola. La scala è stretta e non si può superare la signora che arranca un pò più lentamente di quanto non avrebbe probabilmente fatto quando aveva 20 anni. Verso la metà della rampa, la ragazza dietro di me sbotta in un “oh issa, oh issaaa” urlato in modo che la signora potesse sentire bene ed anche i suoi congiunti in cima alla scala, che ridacchiano compiaciuti. Il tono di voce è tale che il significato non poteva essere frainteso  anche in una lingua straniera. “sei lenta, mi stai ostruendo la strada e togliti un po’ dal belino”

Quante volte in questi anni mi sarò trovato in metropolitana o per salire su un autobus a New York in questa situazione ? Tantissime. Quante volte qualche altro passeggero ha manifestato fastidio ? Nessuna. Non una singola volta.

Cara famigliola genovese in vacanza; siete degli stronzi. Meglio, siete dei grebani, degli incivili burini figli di una culturetta locale decaduta, volgare, stupida, provinciale e per nulla divertente. Il piccolo dramma cittadino è che siete in tanti, siete la maggioranza qualificata dei genovesi e siete la causa principale della rovina di Genova.

C’era una volta un tempo in cui, quando vedevo le strade del Righi inondate di spazzatura e quando vedevo i pochi turisti che affrontano la funicolare trovarsi nel degrado, scrivevo al comune di genova. Sono anni che non lo faccio più perchè sono arrivato alla conclusione che è inutile. Alla stragrande maggioranza dei miei concittadini va bene così. E la loro incivile insofferenza e maleducazione di fronte ai più deboli è parte integrante della loro cultura del menefreghismo e del mugugno, che vorrei capire come possa ancora essere considerato un simpatico elemento caratteriale da parte di molti.

Cari concittadini; affondate pure nella spazzatura, nella maleducazione, nel progressivo ed inarrestabile isolamento dal resto del mondo, nel traffico veicolare di chi a Genova passa e fugge via portanto altrove soldi e benessere.

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6 Responses to Cari, CARI concittadini…

  1. Di says:

    I remember something like this happening in Belgium once. I learned a little Turkish while I lived in Istanbul. One day, in an elevator in Belgium at the language school I was attending, one of the Turkish students described the large woman in the elevator with us as a fat foreigner to another Turkish student.
    Afterwards, as we 3 walked to class together, I said to the friend of the rude Turkish girl, ‘Nasılsın?’ … as in ‘how are you?’
    The rude girl almost died, realising I had understood her in the elevator.

  2. Roberto says:

    Sicuramente un newyorkese spazientito non si sarebbe mai comportato così. A seconda della scintilla che fa scattare l’impazienza, potrebbe sterminare tutta la metropolitana a colpi di M24, o farsi largo con la fida Glok, o, da perfetto patriota, con una Colt 45 automatica. Questo è un comportarsi da vero americano scevro di volgarità incivili. In effetti a me a Genova non è mai capitato di avere il figlio ucciso a revolverate a scuola, o di rischiare la vita per essere andato a vedere un film, quella si che è civiltà. Forse sono io che sono scemo, ma preferisco questa mia civiltà un po’ zoppa a quella perfetta che tu porti in palmo di mano ma che mi inquieta tantissimo. Sena polemica.

    • admin says:

      No, nessuna polemica, ci mancherebbe. Mi sa che però tu stia parlando di una cosa diversa. La follia di chi decide di uccidere e poi di togliersi la vita in Italia ed in USA c’è in misura credo uguale, è statistica, ogni 100 abitanti ce ne sono una percentuale che sclerano. Gli effetti sui vicini di casa sono molto diversi per la diversa disponibilità di armi micidiali tra Italia e USA. Io avevo un M24 come dici tu, però era un personal computer dell’Olivetti. Se avessi voluto fare una strage e poi uccidermi non so come avrei potuto. Probabilmente avrei dovuto usare un coltello, come spesso avviene in Italia. In USA puoi comprare un M4 in dotazione ai militari in Afghanistan ed a quel punto se ti salta il tappo ne parlano i giornali.

      Io sto parlando non della patologia mentale, ma della normale, giornaliera convivenza di quando si vive in una comunità. Con tutte le eccezioni che ci possono essere, nessuno in USA pensa che andare allo stadio possa trasformarsi in una battaglia, neppure che per vivere sereno nella propria casa ci si debba blindare dietro sbarre e sistemi di allarme. Salvo poche eccezioni in aree spaventosamente degradate. Ma parlo di esempi che non disegnano la totale realtà di due mondi diversi, nessuno perfetto, nessuno migliore, solo umanamente imperfetti.

      Sono ora rientrato nella mia nativa Genova. Domattina di buon ora andrò in ufficio con il motorino e lo posteggerò nello spazio riservato ai motorini. Sarò tra i primi e dunque non avrò problemi per posteggiare. Ma avrò problemi per togliere il motorino ed andare via nel pomeriggio, perchè tra quelli che arriveranno a posteggiare dopo di me ci saranno alcuni stronzi che per farsi spazio sposteranno a peso il mio motorino e quelli dei miei vicini schiacciandoli l’uno contro l’altro, piegandomi lo specchietto, rompendomi il parabrezza, graffiando la carrozzeria. Questo banale esempio è uno dei mille episodi di indisciplina, menefreghismo, egoismo che vivo tutti i giorni, quando sono nella “Superba”. Questo genere di disinteresse e maleducazione urbana mi risulta odioso, è la superficie di una mentalità che detesto e che a Genova è stradiffusa, imperante. Lo sarà anche altrove ma a me importa Genova, città nella quale sono nato, verso la quale nutrirei un certo affetto se non fosse perchè mi rendo conto che purtroppo è una città della quale quando si parla con i foresti ci si può vantare sempre meno, ogni giorno di meno. Ci sono tanti luoghi nel mondo dove la gente, le istituzioni ti mettono voglia di farne parte, di costruire qualcosa, di collaborare, di aiutare chi ha bisogno, di rispettare, di partecipare alla vita cittadina, di conoscere, di condividere. A Genova vorrei fosse così, ma non lo è.

      Quella mia concittadina che ha offeso una persona anziana ha fatto una cosa sciocca, banale, innoqua se vuoi ma lo trovo un gesto insopportabile. Si, hai ragione se pensi che dovrei rivolgere il mio sdegno ai gravi delitti del mondo, alle gravi colpe della società ed elle multinazionali. Ma io sono di basso profilo e vedo poco oltre il mio naso; quando in una città straniera colgo un inatteso e rarissimo gesto di ignoranza che nulla ha a che fare con le abitudini locali, e poi scopro che l’autore del gesto è un mio concittadino, mi incazzo da morire e farei come Nerone, brucerei Genova ed i genovesi suonando la Lira dalla collina del Righi. Salvando solo il pesto e la focaccia. Se mi viene in mente qualcosaltro da salvare, lo aggiungo dopo.

  3. Mig1 says:

    Ti capisco.
    Alla veneranda età di 37 anni mi sono quasi rotto il belino di far notare alla gente che non si molla spazzatura in giro, che nel traffico non si è soli, e che in generale un comportamento poco più civico di quello tenuto sarebbe nell’interesse di tutti.
    Mi sono *QUASI* rotto. Di solito faccio notare le cose con calma algida e arroganza estrema. Prima o poi busco.

  4. andrea says:

    In poche parole: menefreghismo, maleducazione ed egoismo ci hanno portato nel baratro dal quale difficilmente usciremo, se non piu’ poveri. E sono gli unici “valori” aumentati in questi anni. Anche dalle nostre parti. probabilmente ben si accoppiano col nostro carattere chiuso e mugugnone….
    …peccato pero’ vedere come li tramandiamo ai nostri figli invece di insegnar loro a stare al mondo INSIEME. L’isolazionismo aumentera’ sì i consumi (leggi consumatori) ma difficilmente giovera’ ad un sano futuro…. non ci resta che confidare nel mondo ordinato (e vigilato) dei social network!

    Buon 2013 a tutti!

  5. Roberto says:

    Ho idea che la soluzione sia attendere che vengano a normale routine i voli interplanetari e cambiare pianeta. O sparasi nell’attesa, magari con un M4 e non un M24, e questo la dice lunga quanto io sia esperto in armi di sterminio (se devo tirare un vecchio PC in testa a qualcuno comunque preferisco un C64….). Difetti comportamentali dei genovesi….certamente! Difetti comportamentali dei milanesi….altrochè! Difetti comportamentali dei napoletani….difficile scegliere! Difetti comportamentali degli italiani….lasciamo perdere! Non si può fare tutti come Gerad Depardieu, non abbiamo la sua fama ed i suoi soldi. Guardiamo tranquilli alla nostra trave nell’occhio e lasciamo perdere la pagliuzza nell’occhio altrui. E beviamoci una damigiana di Cynar.

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