Nei quartieri belli.

Un mio cugino che vive a Roma ha sposato, una quarantina di anni fa, una splendida ragazza di New York, oggi una affascinante donna. Mi ha dato l’indirizzo di dove viveva da bambina, e sono andato a curiosare.

L'incrocio Nord-Est tra Park e 81.

L’incrocio Nord-Est tra Park e 81.

Park Avenue at 81st street è un indirizzo prestigioso, anzi di più. Ho fatto alcune foto dall’esterno e poi ho bussato al portone, mi ha aperto un portiere vestito come un generale di corpo d’armata dell’esercito prussiano con vicino un semplice ufficiale. I portieri dei condomini vestono in modo pomposo all’inverso della distanza dal Central Park. Sulla Fifth (adiacente al Parco) sembrano degli ambasciatori in visita ufficiale, sulla Park (che non è a fianco del parco nonostante il nome) sono dei semplici alto ufficiali, poi si passa alla giacca e cravatta e dunque a maglie e girocolli. Non credo di aver mai visto un portiere sulla York (a fianco dell’East River, opposto al Parco) ma potrebbe essere vestito in canottiera e pantaloni alla zuava, con l’indirizzo del condominio tatuato su una chiappa.

Alla mia richiesta di poter scattare qualche foto mi hanno risposto che l’amministratore non lo consente, dunque nisba. Mi sono sentito un umilissimo bovino che prova a fare una foto a casa dei veri ricchi ma viene respinto con sdegno e deve ritirarsi in buon ordine.

Nota: voglio anch’io Darth Vader come portinaio al Righi. Non ho il portiere ma adesso lo voglio ed anche armato con un fucile M4.

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7 Responses to Nei quartieri belli.

  1. Mig1 says:

    Un quartiere bello con un condominio enorme… senza poggioli??? che brutta cosa non avere uno spazietto esterno!
    Sarà che la mia genovesità è così marcata che per me la casa ideale ha una terrazza immensa da cui si vede la costa da portofino a SV (e un box con 7 posti auto), ma una casa “figa” per me deve avere almeno un poggiolo grande!
    Dev’essere strano vivere a NY. Di più se sei nato e vissuto a Zena. Personalmente quando entro in autostrada per andare da qualche parte ho già una sensazione di nostalgia della mia città…sarò grave? 😛

    • admin says:

      I poggioli a NYC non sono frequentissimi, anche se ce ne sono. Quella casa nella foto credo sia anni 30, allora proprio non si usavano. Metti pure che a quell’epoca fosse anche una questione di estetica (i poggioli sono brutti?) più in generale il clima ed il traffico non rendono popolari i balconi quantomeno nei centri molto indaffarati. E poi tolgono luce, specialmente ai piani bassi, tolgono spazio insomma, capisco come possano essere considerati inutili, anzi dannosi. Non credo sia strano vivere a New York, credo sia solo molto specifico. Rispetto a Genova è un altro pianeta e proprio per questo penso sia difficilissimo, anzi inutile fare paragoni. Credo vada a gusti personali. Io vado avanti e indietro, non credo di poter essere obiettivo e poi ho 52 anni, sono fuori dalla corsa alla carriera ed alle soddisfazioni professionali, dove sono sto, come un tavolino o un soprammobile di quelli che non ricordi chi ti abbia regalato, non bello non brutto ma che sta li. Genova è un posto con tanti privilegi, ma se avessi dei figli e potessi scegliere cercherei di farli crescere a New York. A Genova starebbero benissimo da turisti, ma per affrontare il mondo prossimo venturo vorrei parlassero inglese perfettamente ed avessero una visione del mondo e della vita come la si vede da qui. Salvo errori ed omissioni…

  2. Molla says:

    Da noi i portinai non esistono.Ci sono portinaie. In realtà esseri asessuali che sanno tutto di tutti ma che, se hai avuto visite dai ladri, stranamente erano altrove.Quella di mia madre ha presidiato per 25 anni il portone per assentarsi nei 10 minuti in cui i ladri sono entrati. Per casa tua, come sai, ho giusto un M4. Saluti a tutti anche da Gas. Se attivi Latitude e cerchi gasgattogas hai la posizione in tempo reale del gatto.
    Auguri anche agli altri bradipi.

    • admin says:

      Ho cercato gasgattogas e mi dice che non esiste. Però non è detto che abbia fatto le cose giuste, dai per scontato che io abbia delle cognizioni in materia che forse non ho. Sei sicuro che devo mettere anche il tuorlo ?

  3. Mig1 says:

    Capisco benissimo perché faresti crescere i figli là e non qui, per fargli ammirare Zena da turisti. Certo che per parlare inglese si va a Londra, non negli USA, dove parlano masticando una palla da tennis… maledetti!!!
    Una volta ho fatto una conference call con gente del North Carolina (mi pare) e capivo una parola ogni 4. Lì per lì mi son detto: beh, sarà il telefono. Poi sono venuti a Genova per un workshop… ci ho parlato per due pomeriggi interi, abituandomi un po’ al loro strano accento. E’ stato curioso.

  4. admin says:

    Più che il miagolare, molti americani quando parlano non respirano. Ossia se ci fai caso per parlare bisogna mandare fuori aria dai polmoni. Il che comporta che ogni tanto devi riempire di aria i polmoni quando si sono svuotati altrimenti, terminata l’aria, non è più possibile parlare e si rischiano fenomeni legati alla anossia, ossia svenimenti, perdita di coscienza, emicrania. A quel punto la maggioranza degli esseri umani prende un attimo di pausa nel discorso e tira il fiato. E’ utile non solo perche consente a chi parla di evitare la cianosi ma anche perchè consente all’interlocutore di elaborare quanto ha appena ascoltato. Molti americani, specialmente in televisione, hanno invece elaborato una capacità che consente loro di parlare senza respirare, o parlare mentre si inspira, o inspirare dalle orecchie, non so, fatto sta che non si distingue una parola dalla successiva ed una frase dalla successiva. Mia moglie diventa matta perchè non riesce a seguire la televisione…

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