Londra

Londra è una bella città. Ma a me deprime, appena arrivo non vedo l’ora di ripartire. Miriam questa volta mi ha accompagnato.

La prima sera siamo andati a cena da un giapponese. A fine pasto, prima di ricevere il conto, ho preso sakè rovente. Quando il conto è arrivato ero ubriaco, ho firmato felice ed incosciente senza leggere. Tutto sommato se non prendi vino riesci a cavartela con poche ferite da taglio. Gli inglesi ti fanno pagare il vino come se fosse un lusso straordinario. Il sakè invece viene preparato con l’acqua dei tombini e dunque costa poco.

La mattina dopo io invece avevo da vedere delle persone e dunque Miriam si è infilata in un museo. Dopo anni di frequentazioni americane ha chiesto ad un addetto dov’era la “restroom” ed è stata guardata come se avesse chiesto la stanza di lancio dei missili nucleari. “Toilet” è la parola da usare. Mi ha scritto un SMS pieno di considerazioni velenose sugli inglesi.

Io ero ad una riunione annuale dove uno decide per tutti, alla bulgara. Viene gente da 3 continenti per sentire una relazione di 5 minuti alla fine della quale l’azionista di riferimento, forte dei numeri oltre che del suo innegabile carisma, dice quello che si deve fare, tutti felici, nessuno replica e la riunione si conclude a tarallucci e vino.

La sera successiva siamo andati in un pub. Nei pub si mangia bene spendendo poco. Alle 6 di pomeriggio ho mangiato un enorme pesce fritto con le immancabili patatine ed una, no due – e mezza – pinte di birra.  Alle 8 eravamo già in albergo, io decisamente alterato dalla birra. Alla televisione c’era Transformer. Ne abbiamo guardato 10 minuti poi siamo giunti alla conclusione che era una stronzata. Ma io non avevo voglia di dormire ed al buio sono diventato Disturber, in piedi sul letto cantando “Ho scritto ANO sulla sabbia, bong bong bong bong, da da, da daaa”. Oppure “Non ti scordar BIDET, la vita mia legata a teeee”.

Avendo ricevuto una critica negativa sulle mie doti di interprete di canzoni anni ’60, riluttante ed offeso ho cercato di dormire. Ma ho avuto la sensazione che il pesce nel mio stomaco riprendesse la propria forma originale, si animasse e mi uscisse dallo stomaco come nel primo, indimenticabile “Alien”. Ho sognato che io ero un Transformer e il belino mi si trasformava in un  bouquet di fiori esplosivo che lanciavo ad un matrimonio. Poi il mio sedere diventava il pneumatico di un trattore e vincevo un premio Associazione Agricoltori del Righi.

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3 Responses to Londra

  1. Sg says:

    Appunto, quanto ADORO queste relazioni dettagliate.
    Tutto il resto (riunioni, assemblee, appuntamenti) sono nient’altro che un necessario contorno.
    Ero stufo di vedere quella cavolo di casetta per uccelli in ghisa e chewingum.
    Questa è vita!

  2. Mig1 says:

    “Non ti scordar BIDET, la vita mia legata a teeee” mi accomapgnerà per tutta la giornata di domani, lo so.
    Grazie!

    …cercherò, invece, si ignorare belini/bouquet esplosivi.

    • admin says:

      Ora che mi ricordo, ce n’era un’altra che cantavo a scuola: (Bobby Solo o simile)

      Ti lacriman gli occhi,
      e noi sai perchè ?
      Da quant’è che non fai un bidet?
      Te smangia la guersa,
      e non sai perchè,
      sarà che devi fare un BIDET.