Ho trovato quanto segue su Facebook alla pagina di Frate Ezio e le pillole di luce. Mi affascina immaginare chi lo avrà scritto, quando e dove e come è arrivato sin su facebook tramite qualche mio amico. Comunque sia, lo voglio salvare perchè mi piace. Non so se via tutto vero ed accurato, io lo do per buono.
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LA CRISI SPIEGATA IN MODO SEMPLICE…
Helga è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte.
Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing, consentendo loro di bere subito e pagare in seguito. Segna quindi le bevute su un libro che diventa il libro dei crediti (cioè dei debiti dei clienti).
La formula “bevi ora, paga dopo” è un successone: la voce si sparge, gli affari aumentano e il bar di Helga diventa il più importante della città. Lei ogni tanto rialza i prezzi delle bevande e naturalmente nessuno protesta, visto che nessuno paga: è un rialzo virtuale. Così il volume delle vendite aumenta ancora.
La banca di Helga, rassicurata dal giro d’affari, le aumenta il fido. In fondo, dicono i risk manager, il fido è garantito da tutti i crediti che il bar vanta verso i clienti: il collaterale a garanzia.
Intanto l’Ufficio Investimenti & Alchimie Finanziarie della banca ha una pensata geniale. Prendono i crediti del bar di Helga e li usano come garanzia per emettere un’obbligazione nuova fiammante e collocarla sui mercati internazionali: gli Sbornia Bond.
I bond ottengono subito un rating di AA+ come quello della banca che li emette, e gli investitori non si accorgono che i titoli sono di fatto garantiti da debiti di ubriaconi disoccupati. Così, dato che rendono bene, tutti li comprano.
Conseguentemente il prezzo sale, quindi arrivano anche i gestori dei Fondi pensione a comprare, attirati dall’irresistibile combinazione di un bond con alto rating, che rende tanto e il cui prezzo sale sempre. E i portafogli, in giro per il mondo, si riempiono di Sbornia Bond.
Un giorno però, alla banca di Helga arriva un nuovo direttore che, visto che in giro c’è aria di crisi, tanto per non rischiare le riduce il fido e le chiede di rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite.
A questo punto Helga, per trovare i soldi, comincia a chiedere ai clienti di pagare i loro debiti. Il che è ovviamente impossibile essendo loro dei disoccupati che si sono anche bevuti tutti i risparmi.
Helga non è quindi in grado di ripagare il fido e la banca le taglia i fondi.
Il bar fallisce e tutti gli impiegati si trovano per strada.
Il prezzo degli Sbornia Bond crolla del 90%.
La banca che li ha emessi entra in crisi di liquidità e congela immediatamente l’attività: niente più prestiti alle aziende. L’attività economica locale si paralizza.
Intanto i fornitori di Helga, che in virtù del suo successo, le avevano fornito gli alcolici con grandi dilazioni di pagamento, si ritrovano ora pieni di crediti inesigibili visto che lei non può più pagare.
Purtroppo avevano anche investito negli Sbornia Bond, sui quali ora perdono il 90%.
Il fornitore di birra inizia prima a licenziare e poi fallisce.
Il fornitore di vino viene invece acquisito da un’azienda concorrente che chiude subito lo stabilimento locale, manda a casa gli impiegati e delocalizza a 6.000 chilometri di distanza.
Per fortuna la banca viene invece salvata da un mega prestito governativo senza richiesta di garanzie e a tasso zero.
Per reperire i fondi necessari il governo ha semplicemente tassato tutti quelli che non erano mai stati al bar di Helga perché astemi o troppo impegnati a lavorare.
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Sono anche interessanti i commenti dei lettori:
“Helga è una troia” (Cristina G.)
Se la vicenda di Helga viene fatta leggere ad un bambino delle elementari, capisce subito il perchè della crisi finanziaria globale (USA in primis e poi italiana). L’ho capita pure io, che in fatto di finanza ne so meno di un frequentatore di asilo nido: mi accorgo solo che non riesco più a fare risparmi e sto iniziando ad erodere quei pochi che ho.
Non conosco il “mestiere” di Helga. So invece per certo che tutti coloro che credono in una forma di “economia” come quella descritta nella storiella sono dei veri coglioni e ci hanno condotto al punto in cui siamo !
PS. Ora che ci ripenso, saremo mica NOI i veri coglioni ? ?
“
Io mi faccio carico di una discreta dose di coglioneria e non posso affermare di aver fatto tutto quanto avrei potuto per cambiare lo stato delle cose. Ciò detto, il discorso è complicato, vengono sprecati fiumi di parole senza mai giungere ad una conclusione e tantomeno ad una soluzione. Questo blog visitato da 4 gatti non è il sito deputato ad affrontare e discutere di Helga. Fermiamo l’entropia.
Empio, non si può fermare l’entropia!
Bella la parabola di Helga. Siamo passati dal denaro, che era nato come una specie di lettera di credito (vi ricordate? “2000 lire pagabili a vista al portatore”) a un’economia avvolta su se stessa che si basa su crediti e debiti, senza niente sotto.
Siamo del gatto.
iniziamo NOI a non fare debiti: tutto parte da li’! (soprattutto per comprarci cagate inutili… l’alcool puo’ anche passare!!!)
ps: W la mussa (tanto per sdrammattizare e non parlare di entropia)
Questa è una pessima abitudine che abbiamo preso da un paio di decenni o poco più. Prima eravamo più risparmiatori.
gia’, ma il mondo correva troppo poco……..
(ora in compenso corre al contrario)