Oggi sono andato a farmi tagliare i capelli e sticazzi, ho capito che questo è sticazzi, tutto quello che scrivo qui è sticazzi. Quando mi sono seduto sulla poltrona ho ritenuto probabile che la mia testa sarebbe stata rasata a zero, oppure tagliata a spazzola ma solo localmente. E probabilmente il parrucchiere mi avrebbe reciso uno o due orecchie, troncato di netto anche il naso ed infine mi avrebbe infilato la forbice nella carotide, uccidendomi in un minuto.
Perchè quando sono entrato era in corso una lite furibonda tra il parrucchiere capo, due impiegati, due della Guardia di Finanza ed un cliente. Il volume di voce era quello del mercato rionale quando arrivano le cassette con il pesce, e parlavano tutti insieme.
Da come ho inteso, il cliente è uscito dal negozio lasciando la ricevuta sul bancone, ha percorso qualche metro ed è stato fermato dalla GDF, che gli ha riscontrato che non aveva la ricevuta. Il cliente avrebbe anche affermato di aver pagato il conto di €20 con due banconote da €10. La ricevuta era ancora sul bancone ed è stata mostrata ai due della GDF, ma era di €27 e questo ha confuso ancora di più le idee di tutti, anche perchè il cliente non aveva pagato con due banconote da €20 come aveva originariamente affermato, bensì con una da €50 ed aveva preso il resto lasciando €10 di mancia.
Fatto sta che io sono entrato nel mezzo del “lei moderi i termini” e “lei è stato arrogante“, ho fatto finta di nulla, ho guardato in silenzio uno dei parruchieri e quello mi ha fatto segno di accomodarmi. A quel punto però gli animi erano surriscaldati ed ho temuto per la mia vita; vuoi vedere che domani sono sul giornale come vittima innocente di un litigio tra la GDF ed un negoziante ? Il mio parrucchiere si incazza ed in un moto di stizza mi taglia inavvertitamente la gola, io mi accascio in un lago di sangue e nessuno si accorge di me, muoio tra il disinteresse mentre tutti litigano.
Mentre iniziava a tagliarmi i capelli ha cercato di spiegarmi lo svolgimento dei fatti; mi sollecitava evidentemente un commento, ma io non sapevo proprio cosa dire. Ho pensato a qualcosa tipo “non ci sono più le mezze stagioni” ma mi sembrava di essere provocatorio, impensabile produrre un commento serio in quella bolgia. Mi sono limitato a fare delle espressioni con gli occhi del tipo “che cosa ci vuol fare, questo è il paese in cui viviamo e noi tutti siamo contestualmente vittime e carnefici di un sistema perverso che sottrae energie in quanto sottende ad un rapporto malato tra stato e cittadini, entrambi convinti che la parte avversa sia in malafede, bla bla bla e ancora bla”. Non so se abbia capito.
Comunque alla fine si sono messi d’accordo; non è stato elevato alcun verbale, ma entrambe le parti hanno ritenuto e comunicato espressamente alla platea di sentirsi parte lesa, le vittime di un meccanismo cosmico che non funziona, della reciproca prevenuta assunzione di colpevolezza, che si è chiuso non uno, ma due occhi sulla opposta scorrettezza, prevaricazione ed arroganza. E che, soprattutto, non esistono più le mezze stagioni ed il pecorino stagionato da fossa è più buono di quello prodotto industrialmente. Ed io fortunatamente non sono stato mutilato anche se sembro pronto per la Legione Straniera. Pagando prima di uscire ho chiesto se volevano che facessi un bonifico per una maggiore tracciabilità del corrispettivo, ma alla fine hanno preferito i contanti. Mi hanno fatto la ricevuta, come fanno sempre devo dire senza bisogno di chiederglielo.
Poi per arricchire ulteriormente la mia giornata ho comprato un casco da moto. Quello che usavo aveva ormai l’odore di fonduta di formaggio con crauti e bagna cuda, l’ho dovuto buttar via in un cassonetto di nascosto per non rischiare una denuncia dall’ARPAL. Credo di essere l’unico che acquista un casco senza guardarsi istintivamente allo specchio, quando la titolare del negozio mi ha detto di specchiarmi ho chiesto perchè. Devo usarlo in moto, non sulla passerella di Missoni Veste Tanardis. Ho comprato il primo che mi ha fatto provare, €50, che mi ha assicurato essere molto di moda. “Guardi, questo non lo vuole nessuno perchè fa venire la faccia da pirla, anzi nel suo caso specifico molto più da pirla in quanto lei già di suo ha la faccia da pirla, e stante che appunto lei è un pirla sono convinta che lo comprerà”.
Sembra una via di mezzo tra il casco di Darth Vader e quello di un pilota di elicottero, è nero opaco e pare si debba pulire con l’alcool perchè il sapone lo rovina. Mi manca la spada laser e sono a posto.

Non andare mai in quella barberia il giorno di San Valentino: una regolatina alla sfumatura a suon di Thompson può essere esteticamente carina, ma vallo a spiegare alla vedova.