Questa foto è carina ma nulla di più. Certo, io l’apprezzo particolarmente perchè è uno dei miei adorati alberi, ma foto di alberi in autunno ce ne sono a trillioni, molto, ma molto più belle di questa. Eppure se io la metto su Instagram ricevo apprezzamenti sotto forma di “likes” o non so bene cosa. Io non conosco la razio di Instagram; se uno vuole vedere delle belle fotografie non segue me ma un fotografo professionista. Oppure io seguo un amico che mette le foto sue, della famiglia, dei bambini (anche se sticazzi alla massima potenza) della sua casa e di cose che ci uniscono nell’amicizia. Ma un anonimo albero del cazzo, perchè riceve così tanti segni di apprezzamento ? E poi, quelle persone che non conosco e mi seguono, perchè mostrano considerazione per una mia foto bruttina ? Amici di amici che si sono sentiti per WhatsApp e si sono scritti “segui menada che mette delle foto bellissime”. Non credo proprio. E poi, ultimo dei misteri, alcune gnocche che si sono messe a seguirmi, il loro profilo è privato e per vedere le loro foto dovrei seguirle a mia volta. Escort ? Atleti bielorussi di lotta Greco-Romana travestiti ?
E poi c’è Facebook, dove molte persone mettono le foto mentre mangiano la polenta, mentre sono in una città d’arte, la loro gita sui monti, il cane il gatto. Piuttosto che una anonimissima quercia sarebbe più comprensibile mettere una foto mentre taglio l’erba con il trattorino. Nemmeno a Miriam interessa, Facebook è un immenso serbatoio di cose in buona parte inutili se non dannose. Caratteristica di questo blog è che la mia ostentazione è davvero orientata solo a me stesso, ed incredibilmente riservata ad un pubblico inatteso che decide scientemente di leggere queste pagine inutili. Non è una piattaforma con 3 miliardi di iscritti, è una cagata letta da un numero di persone che non credo superi le 10 unità. Persone che rispetto e ringrazio, ma che sono destinate a leggere e vedere foto veramente inconsistenti.

E non solo una banale quercia, ma anche la foto che mi riprende mentre sono sul trattorino e taglio l’erba. Sembra che io stia per travolgere la Metasequoia. Sono anche ingobbito. La faccia è quella di sempre e non può migliorare.
