Secco.

Oggi quarto o quinto giorno di fila con temperature massime sopra i 30° a Basaluzzo.

E per passare il tempo provo qualche funzione nuova dell’ultima versione di WordPress. Ad esempio cambiare il carattere:

Posso scrivere in rosso, rosso e grosso.

Oppure piccolo in verde.

Ma questa facoltà, sebbene foriera di un potenziale miglioramento nell’esposizione delle cagate che scrivo, non attenua il mio crescente senso di disagio. Non è il virus, non è la situazione politica in Italia, non è Trump, non è il clima che stiamo modificando in peggio – secondo i miei personalissimi parametri. E’ tutto questo insieme che mi scompensa. E’ iniziato un periodo di confusione. Dico, faccio, scrivo cose che normalmente non farei. Devo stare estremamente attento perchè il mio livello di giudizio sulla lecitezza di assumere comportamenti fuori dalle righe scende e mi espone a brutte figure.

E sono certo che nessuno conosce la dinamica di queste mie fasi di scompensazione. Nessuno mi conosce abbastanza bene da riconoscere questi periodi grigi. Neppure chi vive insieme a me da decenni. Perchè io maschero bene, salvo brevissime fasi nelle quali la mia faccia assume una smorfia indefinibile e non me ne accorgo. Allora vengo immediatamente ripreso, mi do subito un contegno e nego che la mia mente un istante prima fosse talmente vuota che sentivo solo il rimbombo del mio sangue nelle vene. (anche nelle arterie, ma rende meno l’idea).

Depressione ? Non esattamente. Voci, pensieri, sensazioni forti e strane, improvvisi silenzi e poi invece mi sembra che la mia mente giri vorticosamente e rischi di cadere. E senza l’uso di droghe o bevande alcoliche o altre sostanze psicotrope. Non è depressione o ansia, è qualcosa di diverso che so di avere ma non riesco a mettere a fuoco, come il mio buco del sedere. So che c’è, lo sento, ma se dovessi descriverlo accuratamente non potrei, dovrei fare riferimento a contributi fotografici di altri buchi del sedere, immaginando che siano tutti uguali. Ma non è vero, come per le impronte digitali, non ci sono due buchi del sedere uguali, il mio non lo vedrò mai e so che è diverso da quello di chiunque altro.

Naturalmente sono conscio del fatto che potrei scattargli una foto con il telefono e poi studiarne ogni piccola sfumatura. Farne un ingrandimento e metterlo in un portafotografie. Metterlo in quelle immaginette che una volta si usavano in automobile, tipo “guida con prudenza, hai una famiglia ed un buco del sedere che ti guardano“. Ma ciò toglierebbe tutto quel simbolismo che a fatica ho tirato fuori nel precedente paragrafo. Penso mi sentirei abbastanza cretino ma questo non sarebbe un problema. In fondo mi sono già fotografato le balle e mandate in giro come auguri di Natale.

Si, il sacco nella slitta è il mio sacco scrotale. Me lo ero fotografato nel bagno in ufficio, mandato per e-mail a tutti i contatti, accidenti sono già passati 5 anni.

Comunque, per tornare all’argomento in oggetto, questo clima secco e rovente mi mette davvero in difficoltà. Vorrei piovesse e tornasse una temperatura autunnale. Le previsioni non danno molte speranze da qui a dieci giorni, siamo verso la fine di Settembre. Però sto ascoltando su YouTube School dei Supertramp e va un pochino meglio. Grande canzone.

https://www.youtube.com/watch?v=xaGwEe1VqwQ
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