Nuovo liscio.

Mi riferisco ad un temporale che s’è fatto solo sentire ieri sera, esteso da nord a sud per un centinaio di km, quasi un groppo, che dalle Alpi Cozie è sceso in pianura e s’è diretto di gran lena verso est, dunque nella traiettoria c’era anche Basaluzzo. Poi però in vista delle secche colline si è spezzato in due, la parte più intensa è sfilata a nord, un frammento è passato sugli Appennini e dunque dalle mie parti la precipitazione è ammontata a zero virgola zero, un picocazzo insomma.

E’ un film visto innumerevoli volte e siamo nel pieno del seccume tipico di questa stagione, nel terreno si formano crepe dove si può infilare una mano, o altro se si vuole imitare un rito della fertilità che si usa in certe zone dell’Africa. Estate di merda.

Almeno il finesettimana è trascorso in un posto davvero bello e fresco, questa è la vista dall’alberghetto dove abbiamo dormito. La mascherina è abbastanza utilizzata nei luoghi chiusi, eravamo in Valle d’Aosta dove il COVID è stato sconfitto dalla fontina e dalla grolla; combinati a cena impediscono di dormire perchè in fase di digestione la temperatura corporea sale al punto da uccidere qualsiasi virus, solo raramente anche il paziente.

Miriam si lamenta perchè l’erba di fronte a casa in certi punti è gialla, direi proprio secca. Mi porta come esempio encomiabile una famiglia di amici che vivono a pochi km da qui che invece hanno l’erba verdissima. Loro innaffiano 1 ora al giorno, io 20 minuti ogni 3 giorni. Tutte le volte che me lo rinfaccia le dico che si tratta di una scelta filosofica; siamo a Basaluzzo e non a Largs, un paese a caso in Scozia che ricordo solo perchè è gemellato con Barga, paese in Toscana. Insomma li piove anche d’estate, qui no. Li c’è freddo ed umido anche d’estate, qui in estate è secco e rovente. Io dedico tempo, acqua e risorse alla cura degli alberi, sotto i quali incidentalmente l’erba cresce meglio. Nel Firth of Clyde in North Ayrshire, Scotland, l’erba cresce senza bisogno di innaffiarla, gli alberi anche.

E proprio perchè sotto gli alberi l’erbetta trova riparo dal sole estivo che abbiamo messo una quercia adulta, parente di quella salvata dal taglio selvaggio di due settimane fa. Il buco, perfettamente rotondo, opera delle truppe rumene.

Questa Quercia dovrebbe garantire ombra in una zona del giardino dove nei giorni peggiori la temperatura arriva a sfiorare quella del nucleo di Chernobyl.

I fiorellini gialli del Cerchio Inutile sono diventati semi, sotto forma di una pallina pelosa pronta ad essere ghermita dal vento e portata nelle narici di qualche ignaro asmatico anche a centinaia di km di distanza.

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