Niente Jet Stream

Quanto compare in questa pagina è il risultato della mia prima volta con il nuovo editor ove mi tocca aggiungere quella piccola immagine con la scritta “I love NY”.

Visto come editor è diverso, sembra persino un lavoretto fatto bene. Ma dal vivo l’impaginazione fa abbastanza schifo. Io sarò anche particolarmente esigente ma se mi fate un’atra volta lo scherzo di cambiare l’editor, mi tingo i capelli di nero.

Dico questo perchè oggi sono stato dal mio parrucchiere russo. Per fortuna c’era un tipo pronto e non ho dovuto attendere uno dei lavoratori che quando sono entrato dormiva su una poltrona e che quando si è alzato barcollava vistosamente perchè probabilmente era ubriaco della vodka che fa in cantina con il distillato degli scarti del dopobarba.

Eleven Bee

Con il tipo che mi ha tagliato capelli ho leggeri problemi di comunicazione, ma se non ho inteso male, mi ha passato il rasoio nel retro del collo in via eccezionale perchè e tempo di festa. Devo assumere che in tempi normali sarei uscito con il collo peloso, tipo australopiteco. Poi mi ha cosparso di quel dopobarba gusto vodka marsalata ed infine mi ha passato uno strofinaccio rovente sulla faccia, ho fatto fatica a non urlare. Immagino questa pratica sia stata mutuata da vecchi manuali del KGB.

I miei capelli tagliati che si sono posati sul lenzuolo sopra le mie gambe avevano l’aspetto di quello che si trova nel sacchetto di un’aspirapolvere. Stanno diventando sottili e vaporosi, ecco perchè farli colorare di nero mi darebbero un senso di testosterone che mi manca. Ne ho parlato con Miriam ma non è daccordo.

Siamo atterrati a Newark da Milano Malpenza con più di mezz’ora di anticipo perchè non abbiamo avuto vento contrario, come normalmente è volando da ovest verso ovest. (nota sticazzi di valore 4 su 5)

Tra i fumi del jet lag ho letto alcune pagine di un libro che parla dei gatti che vivono nei negozi a New York. Le foto sono belle e le storie sono accattivanti per gli amanti del genere. Mi viene però il sospetto che il livello delle mie letture stia inesorabilmente scendendo verso gli abissi. Potrei anche vederla come l’anchilosarsi delle sinapsi, l’appiattimento dell’encefalogramma.

Miriam ha dimenticato una medicina a Genova. Le mie riguardano le mie patologie note ed esistenti, quelle di Miriam comprendono anche quelle che potrebbe avere o contrarre. Per recuperare la medicina mancante, domani andremo da un medico per farcela prescrivere. Visto che ogni tanto Miriam mi dice che teme le dovranno far brillare l’utero come hanno fatto con quello di sua madre, le ho detto che qui a New York possono sfilarglielo dal naso. E’ una tecnica nuova che si fa in ambulatorio ed è stata copiata da un manuale per idraulici. Non credo se la sia bevuta, a me sembrava una tecnica plausibile.

Sua mamma le ha regalato per natale un bel pigiama intero di cartongesso, stesso materiale che viene paracadutato alle popolazioni dove fanno troppi figli perchè uno solo di quelli è in grado di ridurre a zero la libido di tutti gli abitanti maschi di un villaggio rurale di medie dimensioni.

Verdissima

Siamo stati 4 giorni in un posto pieno di erba e palme e sabbia. Hotel tutto compreso, cibo e bevande. Ho messo su un chilo a furia di gin tonic.

Miriam ed un gatto. Ho tolto dall’inquadratura il volto di Miriam perchè se viene a sapere che metto una sua foto sul blog, si incazza.

La notte di capodanno per noi è iniziata verso le 6 di pomeriggio quando siamo andati a cena. Cercando di tirarla per le lunghe ci siamo accomodati in un soffice giaciglio sotto un gazebo sulla spiaggia, Miriam a scanso di sorprese ad a disprezzo delle temperature, era vestita come se avesse potuto iniziare a nevicare da un momento all’altro. Poi si è presentato un gatto che senza troppi complimenti si è accovacciato sul piumino. Miriam dopo 60 secondi ha iniziato a starnutire perchè notoriamente allergica ai gatti. Alle 11:00 eravamo a dormire. A mezzanotte hanno sparato dei fuochi e Miriam ha provato a svegliarmi per farmi gli auguri, ma dormivo profondamente. Così impara a mettersi i pigiami anticoncezionali.

Il posto annoverava molta gioventù, in altri temini, c’era della figa. Miriam ha notato il mio sguardo bovino verso una tipa decisamente arrapante. Le ho detto di non preoccuparsi perchè per quanto mi riguarda, l’unico modo di procurare piacere sessuale a quella tipa sarebbe stato regalandole un vibratore.

Quegli stronzi di Dolce e Gabbana

Aeroporto di Miami, FL

Appunto. Non ho letto nei dettagli come siano riusciti a fare incazzare i cinesi, ma questa pubblicità irrita me e come me credo chiunque, italiano, cerchi di dimenticare questa icona dell’italiano medio primo dopoguerra, mangia spaghetti con la moglie vestita fine ‘800 e con quelle facce ultramediterranee che è meglio lasciar perdere. Cari miei stilisti, andate a cagare, ma solo roba liquida e gassosa, in modo che il coinvolgimento dell’alvo rettale non possa in alcun modo comportare un qualche interesse da parte vostra.

E poi ho cancellato uno dei miei tre acconti Google. Il primo che avevo mai fatto; agli albori di Google non mi ero registrato con nome e cognome perchè pensavo non si facesse, ossia secondo me nessuno si registrava con le proprie generalità bensì con pseudonimi di fantasia tipo cicciobello65 o gnagnaxx99. Così uno era libero di guardare il porno o iscrivesi a chat compromettenti o insultare chiunque o scrivere cazzate senza essere identificato. Poi invece dopo qualche tempo ho capito che era opportuno iscriversi con Nome-Cognome e così feci, per perdere immediatamente la password. Allora mi sono iscritto nuovamente ma siccome il mio Nome-Cognome era già preso (da me) dovetti iscrivermi con Cognome-Nome. Poi ho scoperto come recuperare la password del secondo account e dunque per diversi anni ho avuto tre account, facendo confusione tra user e password e youtube e contatti. Bene, adesso ho solo 2 acconti e proverò a passare tutte le informazioni da uno all’altro per poi cancellarne uno ed avere il mio unico, univoco acconto.

Questo post è un coacervo di sticazzi come raramente mi è capitato di scrivere. In aeroporto ho aiutato una signora che forse eveva qualche lieve problema di comprensione del mondo circostante. Era gentile e chiedeva informazioni come se fosse disorientata pur nell’evidenza che le informazioni che lei cercava fossero ben reperibili su cartelli e schermi televisivi. Mi ha fatto tenerezza, era sul nostro stesso volo e ci ha seguito fino al ritiro bagagli. Visto che il nostro volo di rientro era in ritardo, ci siamo fermati a mangiare un boccone in un ristorante non lontano dalla nostra uscita di imbarco. La ragazza che ci serviva ci ha chiesto se parlavamo spagnolo. Alla nostra risposta negativa ha chiesto “italiani ?” ed abbiamo capito che questa parla di madre lingua inglese e spagnolo ed ha un ottimo italiano, il suo sogno è andare a Venezia per il carnevale. Quando i nostri occasionali vicini di viaggio apprendono che siamo italiani, veniamo a sapere che tutti sono stati in Italia, o hanno parenti italiani, o vorrebbero venire a vivere in Italia. La domanda che tutti ci fanno è “da che parte dell’Italia venite”. E non tutti sono stati solo a Sorrento – Roma – Firenze. molti sono stati alle Cinque Terre. Genova infine non esiste, ma è vicina a Portofino e Milano e con queste note geopolitiche, più o meno il nostro interlocutore capisce dove siamo di casa.

OK ho già scritto queste cose abbondantemente. Mi spiace per chi fa di tutte le erbe un sol fascio, ma io non mangio esclusivamente spaghetti tenendo in mano la forchetta come fosse una maracas ed il mandolino lo ficcherei nel culo a chi lo suona. Che cazzo

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