
Dei pezzetti di toma su un crostino di focaccia sotto la griglia.
Ieri visita a Cheese, esposizione di formaggio biennale che si tiene a Bra. In rete girano molte foto o selfies di anglosassoni che arrivano a Bra e si fotografano sotto il cartello stradale perchè Bra in Inglese vuol dire reggiseno e taluni non resistono alla tentazione di fare una cosa così esaltante e spiritosa e che il cielo li aiuti. Passando tra i banchi ci sono degustazioni ed assaggi, tra i tanti mi ha attirato un formaggio caprino ultrastagionato che tengono al guinzaglio perchè se ti avvicini ti abbia e morde. L’esercente ne ha tagliata una fettina che ho pinzato con le dita dal coltello. Sono sicuro che la cosa sia illegale perchè non rientra nei canoni dell’igiene che ci chiede la CEE. Il formaggio in questione mi ha immediatamente anestetizzato la lingua ed i miei occhi hanno iniziato a lacrimare, ma ne ho acquistato una fetta perchè nella proporzione 5 parti per milione può insaporire un risotto per 10 persone e se lo conservo bene durerà decenni e ne potrò lasciare ai miei nipoti che sono i primi in linea ereditaria.
Dopo l’assaggio mi sono incidentalmente annusato le dita; non so bene come descrivere la sensazione, ma devo andare sul grossolano e trivale; se mi immagino qualcosa di paragonabile, direi che avevano l’odore come se avessi metto le dita nel culo ai maratoneti di New York alla fine della gara. O a tutte le vacche dell’Arco Alpino. Anzi, la cosa assume livelli professionali. Aspetto i 55,000 maratoneti immediatamente dopo l’arrivo e piazzo a tutti due dita nel sedere. A tutti spiego che è un esperimento comparativo commissionato da una indusria casearia locale. Poi mi chiudo la mano nella plastica termoretraibile. Volo dal JFK fino a Malpensa ed inizio a girare le Marittime, Cozie e così via. Le due dita, tolte dalla protezione, vanno poste nel sedere di ogni singolo bovino e senza mai lavarmi. Ecco, dopo una settimana, arrivato alle Giulie, questo rende l’idea delle mie dita dopo aver assaggiato il temibile.
MOLTO PIU’ importante del formaggio, l’acqua di Basaluzzo. Questa notte ha piovuto un poco. La mattina l’aria era proprio autunnale, ma i 5 millimetri non certo risolvono la carenza di acqua ormai cronica e critica, dunque è arrivato il titolare di una ditta che scava pozzi, con il rabdomante. La ditta è seria perchè ho svolto delle ricerche tramite persone che so per certo essere serie e che mi hanno parlato di questa ditta. Il rabdomante dopo l’ispezione sostiene di aver trovato acqua in buona quantità in due vene separate a 45 e 110 metri sotto. Allora, ci credo o non ci credo ? La ditta di scavi lo utilizza sistematicamente e la rabdomanzia ha la fama di essere una facoltà che, al lato pratico, funziona spesso.

Un rabdomane anni 50, credo.
Mentre lui andava in giro per i campi e i dirupi con il bastoncino di larice da fiume, io lo seguivo e quando il bastoncino si muoveva, cercavo di capire se lo muoveva lui con un abile movimento di polsi oppure se c’era altro. Certi movimenti sono spiegabili qualora ci sia la volontà di muovere il bastoncino. Su certe rotazioni di 360° che ogni tanto partivano improvvise, ho qualche dubbio su come si possa fare artificialmente.
Ad un certo punto mi ha detto di reggere uno dei manici del bastoncino mentre sosteneva di passare sopra un vena d’acqua. Il bastone si agitava e non mi è parso che lui muovesse il polso, ossia il bastoncino si muoveva, apparentemente, di moto proprio. Insomma, posso anche credere che senta, come dice lui, il campo magnetico generato dallo scorrere di acqua sottoterra, ma non voglio indagare oltre, a me sta bene qualsiasi cosa e l’importante è che, nel punto segnato, quando la ditta farà il buco, esca acqua.