In attesa del “nevone”

La selezione di Google News sul telefono di Miriam prevede soprattutto notizie rese ansiogene da un linguaggio da B-movie catastrofico americano.

“La più importante nevicata da vent’anni”, “allerta rossa sulle Alpi” (in realtà l’allerta diramata dall’ARPA è di livello giallo). “Accumuli spaventosi” e così via. Per fare due nomi, 3B meteo e Meteogiugliacci una volta erano siti web di informazioni ed usavano modalità serie e moderate. Ma anche loro hanno iniziato ad usare aggettivi da tregenda e toni da fine del mondo, mi sembra chiaro che sempre meno gente legge i loro siti a favore di quelli catastrofici, perchè la qualità della “gente” sta precipitando a valori pre cro-magnon.

Si, le mappe mostrano l’arrivo di una intensa perturbazione atlantica, ci saranno slavine, qualche strada interrotta, qualche disagio. Ma succede dai tempi di Guthemberg ed allora nessuno se ne veniva fuori a rompere i coglioni con proclami “moriremo tutti”.

Se poi mentre rientriamo su Genova veniamo travolti da una gigantesca slavina che ci trascina nel fiume e moriamo tra le lamiere contorte, imparerò ad essere meno polemico contro gli urlatori di internet.

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Troppa Grazia.

Questo modello vede tanta, ma tanta neve in Val Susa ma anche qualche fiocco a Basaluzzo e qualcosa anche in certe aree a Genova. Tra i vari modelli questo è l’unico che vede la neve così in basso, gli altri vedono neve dalle parti di Santo Stefano d’Aveto e sulle Marittime ma nulla a quote più basse. L’inverno arriva a Marzo, moriremo tutti e la NATO vuole la guerra mondiale, oltre alle scie chimiche e la Terra piatta.

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Altri 35 mm.

La Pozzanghera ormai tracima da diversi giorni, il terreno è bello impregnato di acqua, per qualche mese possiamo vivere di rendita. Tra 36 ore dovrebbe arrivare una nuova perturbazione atlantica, alcuni previsori sono spiazzati e annunciano cataclismi in Piemonte. Poi ci sono quelli che usano parole meno roboanti e dicono che pioverà intensamente, ma i loro articoli vengono letti poco. I vincitori nella classifica dei click sono quelli che scrivono “… domenica 3 sarà una data da ricordare, un ciclone di forza tragica si fionda sul Tirreno”.

Eh no, contro il logorio dei coglioni moderni bisogna fare uno slalom tra i trinariciuti, i complottisti, gli urlatori ed i venditori di fumo corrosivo.

Dopo una ventina di ore di pioggia continua, scende la nebbia sulle ridenti colline.

I semi acquistati in Cina e messi in terra sulla collinetta sperimentale sono di “koelreuteria bipinnata”. Su Wikipedia italiana c’è una scarna descrizione, su quella inglese invece c’è qualcosa di più dettagliato:

They tolerate nutritionally poor soil including: clay, sand, well drained alkaline loam; they require full sun but not a lot of watering. They tolerate wind, air pollution, aerosol salt (spray), heat, and drought

Da quando ho messo i semi nei vasetti con la terra buona, non ha quasi mai smesso di piovere. Forse marciranno, e se così fosse sarebbe un evento strabordante di ironia.

Si, ne ho messa una pressoché identica pochi giorni fa. A parte l’aspetto singolare, forse però dovrei mettere un riparo sulla webcam perché la lente non dovrebbe essere influenzata dalle condizioni meteorologiche.

Stessa foto taroccata pesantemente con un semplice ma efficacie programma di foto-ritocco.

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Fango; il film.

Le copiose piogge dei giorni scorsi hanno provocato quel versamento di fango. Ecco il GIF animato. Per la prima volta – se non ricordo male – da quando esiste la Pozzanghera, ho trovato un pesciolino morto che galleggiava a pancia in su. Si tratta di un esemplare del Lemme, non mi ricordo che marca e modello, era quello con la macchietta sul lato. Circa tre centimetri di lunghezza. Ignote le cause del decesso. Sarà meglio tenere la situazione sotto controllo, adesso le epidemie sono di moda, molto trendy.

C’è anche la versione full size del GIF. Qui non posso caricarlo perchè eccedere la massa lorda trasportata consentita. Il link è questo: Gif ENORME

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Aggiornamento da Basaluzzo.

Giornata dedicata a verificare la situazione dopo la pioggia. Il pluviometro era più che pieno. Il terreno è fradicio di acqua. Camminare nel prato allagato è una sensazione meravigliosa. Ho messo a dimora in terra tre alberelli alti circa un metro, sono bagolari. Fanno parte di un exchange scheme con un mio vicino. Ci scambiamo alberelli contro semi. Condividiamo informazioni su come rovinare il paesaggio con scavi e pozzanghere artificiali, come piantare alberi con poche probabilità di sopravvivenza e mettere semi di piante tropicali che neppure germoglieranno. Lui ha anche animali da pascolo geneticamente modificati, sono molto invidioso.

Le due buste contenenti semi di Flame Tree contenevano due serie di semi non proprio uguali. Ho stabilito, arbitrariamente, che quelli dell’albero sono i più grandi, mentre ho sparpagliato in giro sulla collinetta – laboratorio quelli piccoli, non ho particolari aspettative.

Il metodo per mettere i semi a dimora è frutto della mia immaginazione, fa parte di una patologia maniacale che sottende alla perfezione della pratica, ma non ha nessun fondamento o riferimento in letteratura. Metto un fondo di terriccio da prato in un vasetto biodegradabile, sopra ripongo il seme e poi completo il riempimento del vasetto rigorosamente bio con altro terriccio. Leggera compressione con il pollice.

Pratico poscia un foro nel terreno, inserisco il vasetto e poi ricopro tutto con abbondante terriccio. Cercherò informazioni sul tipo di albero per determinare una eventuale percentuale di successo. Ne ho messi dodici al netto dei tre oggetto di scambio con i bagolari del vicino.

Concludo l’esposizione con una foto di Sauze di Cesana. E’ difficile stabilire quanta ne è venuta studiando il tetto, ma da voci e fotografie reperite on line, stiamo parlando di almeno 50 cm, tendenti al metro un po’ più in quota.

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Quasi cento.

Salvo & metto qui perchè domani molte delle precipitazioni saranno uscite dal grafico.

Salvo e metto qui perchè domani potrebbero pulirsi parzialmente i tetti, e poi c’è un minuscolo candelotto (stallatite) di ghiaccio che domani potrebbe essere sparito.

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Piove bene.

Un emissario della Pozzanghera fa quello che fa il Po nell’Adriatico, o il Bisagno nel Mar Ligure quando vengono forti piogge. Siamo a quasi 80 millimetri da inizio evento, sono davvero contento. Quando smette di piovere si fanno i conteggi e mostrerò un numero esagerato di documenti.

Ho trovato i semi dell’albero invadente acquistati in Cina, erano in un cassetto che normalmente non utilizzo per custodire i semi di alberi esotici.

In quel cassetto tengo molte cose tra cui cinque castagne d’india che mi diede mia madre perchè portano fortuna ed un robo del platano di fronte a casa. In realtà quella palla è formata da centinaia di acheni dalla forma conica, ogni acene contiene un solo seme e un piccolo ciuffo di peli per la dispersione anemofila. Non sono sicuro di aver capito ma ho copiato da Wikipedia.

Mentre guardo sereno dalla finestra dell’ufficio la pioggia che cade incessante, ho messo le scarpe sul calorifero nel tentativo di asciugarle dopo che sono rientrato dal dentista. Il dentista mi ha montato degli spessori su alcuni denti perchè avevo la mandibola storta che faceva uno scatto e faceva anche male, a tratti. Prima mi ha messo gli elettrodi e mi ha elettrificato la faccia, poi mi ha incollato dei feltrini ed infine mi ha scattato alcune foto ricordo. Potrei utilizzare questa come auguri di buona Pasqua.

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Le bolle.

Piove bene, gli accumuli sono buoni ma prima di invadere lo spazio con le mappe, aspetto che l’evento sia terminato. Sto anche salvando immagini delle varie webcam, ma questo è un post interlocutorio. Solo una immagine; la Pozzanghera con le bolle provocate da gocce di pioggia di moderata dimensione. Un toccasana per l’acqua che così si ossigena. O almeno, io credo che sia così, però non cerco notizie ufficiali che possano confermare o smentire la mia illuminata affermazione fatta in casa.

Noto con una certa eccitazione che questa configurazione delle correnti sembra voler durare per diversi giorni.

Questa mappa è tra 6 giorni e mostra una situazione molto simile ad oggi e domani, però più fredda. A 144 ore può cambiare tutto, con la bagascia alta africana sempre in agguato non si può mai dire.

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Queste si devono salvare.

Domenica 25 febbraio; il modellame per le successive 48 e 72 ore. Accumuli totali di pioggia e di neve. E poi l’allerta emessa da ARPAL, gialla ma che comprende tutto lo scibile meteo. Manca solo il disagio fisiologico che però verrà percepito sicuramente da Miriam e da tutto l’esercito di metereopatici.

E domenica mattina un classico temporale estivo, perchè adesso i temporali estivi vengono a fine Febbraio, comunque basta saperlo.

Seguiranno aggiornamenti perchè (secondo me) la prima mappa è da allerta almeno arancione.

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Altra giornata con residui ricchi di fosfati.

I modelli hanno ritrattato la quantità delle precipitazioni previste per la perturbazione in arrivo nei prossimi tre giorni, un taglio del 50% circa. Poi però hanno messo tanta pioggia tra dieci giorni, insomma la solita storia triste.

Però ho fatto attività fisica portando un paio di carriolate di letame, primo taglio del prato del 2024 e prima innaffiata, non serviva per scopi irrigui ma solo per verificare se dopo la pausa invernale ci fossero stati dei problemi. La pompa che non pompa, gli irrigatori che non irrigano, la corrente che non arriva, la porta del casotto che non si apre, si spezza la chiave nella serratura. La prova ha avuto esito positivo.

Qui si potrebbe aprire un dibattito sull’opportunità di rimuovere le foglie dello scorso autunno per avere l’erba in ordine, oppure lasciarle per fare strato di nutrimento per la stessa erba e gli alberi. Ho nuovamente scelto l’opzione 1 per il praticello lato sud, quello che frequentiamo abitualmente. Per il resto della zona erbosa ho scelto di frantumare le foglie e lasciarne una discreta dose sul prato. Tutti gli anni è lo stesso quesito risolto in modo ambiguo e parziale.

Ho anche disseminato nella Pozzanghera i semi di ninfee, una trentina. Alcuni sono affondati, altri sono restati a galla. Si accettano scommesse.

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