Ci risiamo.

Questo autunno sta facendo come gli autunni di quando ero ragazzo, con gli interessi. Basaluzzo sembrerebbe nella fascia tra 70 e 80 millimetri di accumuli totali, spero distribuite sulle 24 ore.

La nuova luce crepuscolare a batteria solare fa fatica e restare accesa a lungo perchè non c’è sole. E’ una discriminante importante perchè in genere queste trappole funzionano se c’è il sole, lo dice il manuale. Ci vorrebbero 8-10 ore di sole per caricare la batteria completamente. Da quando l’ho installata di ore di sole ne avrà fatte 3. E che cazzo.

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E’ tornato il lumino.

Devo regolare meglio il “guadagno” perchè la foto notturna è rumorosa. Non so cosa sto dicendo.

La luminaria esistente era fulminata da chissà quanto tempo. Ho acquistato per €27 una nuova luce noturna alimentata da pannello solare, arriva dalla Cina, Wuan, la stessa città dalla quale dicono sia arrivato il COVID 19. Anche questa è dotata di telecomando per regolare le diverse funzioni disponibili.

Oggi ho fatto il vaccino antinfluenzale. Adesso vedo draghi e parlo il Cantonese. Miriam invece è di buon umore, anche se dice che di vaccini ce ne sono due tipi. Noi abbiamo fatto il modello standard, pare ce ne sia uno con il booster, contiene un derivato chimico copiato da qualcosa che hanno gli squali. Pare che amplifichi l’efficacia del vaccino.

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Domenica uggiosa.

Siamo a metà Ottobre, bene che sia così. Ed ora un po’ di immagini con il consueto commento inutile.

Ho il sospetto che ci sia una società deputata a gestire le autostrade che ha preso per il culo l’Italia intero, e lo sta facendo ancora. Non è certo colpa loro se un cambio perde il carico in galleria, ma tant’è…
Il mio innesto di erba selezionata, dopo qualche stagione sta lentamente cedendo spazio al trifoglio.
Negli ultimi 90 giorni il pozzo ha fornito circa 2.100 litri al giorno di acqua. Sono soddisfatto.
Carta geografica dell’Istituto Geografico Militare trovata on line su un sito web tedesco.

La carta geografica, 60×80 centimetri, recita che è stata aggiornata per l’ultima volta nel 1932. Quest’ultima foto merita due commenti. Il primo è che si vede in alto al centro un piccolo ghiacciaio, sul quale io andavo d’estate da bambino per fare a palle di neve, lo si raggiungeva con una strada carrabile e c’era anche un piccolo impianto di risalita per amanti dello sci estivo. Di ghiaccio e di neve estiva non ne è rimasta traccia, tutto sciolto. L’impianto è rimasto per diversi anni desolatamente abbandonato ed arrugginito, poi è stato rimosso.

La seconda nota è strana. Sulla sinistra si vede il monte Chaberton. Il confine di stato nel 1932 corrispondeva allo spartiacque Italia-Francia, dunque la vetta era condivisa con i vicini mangia rane. Poi arrivò la seconda guerra mondiale e noi con ardita strategia politica e militare, attaccammo la Francia. Il nostro milione di baionette servì a poco, fatto sta che la Francia, come ricompensa per le offese subite, nel 1944 si prese quasi tutto il monte, ed il confine venne modificato, ora non passa più dallo spartiacque ma diverse centinaia di metri più in basso sul versante italiano. In questa mappa sembrerebbe che il confine di stato sia segnato come è ora, dopo il 1944, il che ovviamente non avrebbe senso. Però potrei sbagliarmi. Ho provato a fare un confronto con una mappa attuale, ma non sono riuscito a risolvere la questione.

Sembra quasi che su Google Map ci sia il confine ante 1944. Mi sbaglio sicuramente

Allora, nonostante questo elemento sia già stato inserito nella categoria “sticazzi“, se e quando ne avrò voglia proverò a cercare informazioni su qualche sito che parla di queste cose. Molto probabilmente qualcuno salterà fuori a dirmi che sono un nostalgico, fascista reazionario. Perchè i trinariciuti sono ovunque.

Qui invece sembra di vedere chiaramente il confine che passa ben sotto la vetta dello Chaberton.
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L’aurora boreale vista dalle webcam

Ecco la serie completa delle immagini spettacolari salvate dalle webcam mentre era in corso l’aurora boreale di cui han parlato tutti i media.

Alta valle Susa ovvero Sauze di Cesana
Genova Brignole
Genova Lido
Questa non ricordo dove cazzo era.
Basaluzzo Verso il paesello.
Palo.
Pozzanghera.
Il fenomeno a New York era verde, perchè New York è New York.

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I misteri delle Mobotix

Ecco un interessantissimo quesito; ecco le webcam di Brignole.

Questa è la foto “piccola” 640 per 480.

Questa è la foto “grande” 1280 per 960 pixel. Il settaggio delle due immagini è, o almeno credo sia lo stesso, non c’è la possibilità di fare due settaggi diversi. E allora come mai una è più chiara dell’altra? La stessa cosa capita per la Mobotix di New York, dove la differenza è enorme al punto che la foto grande è quasi sempre sovraesposta, inguardabile.

Ecco appunto le due foto di New York, scattate a distanza di circa 2 secondi l’una dall’altra. Questa sotto è la piccola.

Questa sotto è la foto grande.

Queste sono due delle tre Mobotix residue insieme a quella di Sauze di Cesana.

In realtà era solo per occupare dieci minuti sel mio tempo, perchè non solo non me ne frega un picocazzo di capire il perchè di questa circostanza, ma anche perchè quando queste webcam si guasteranno, verranno sostituite da altre di marca diversa. Le Mobotix sono state il mio primo amore, mi hanno regalato immagini splendide, emozioni irripetibili. Ma da quando avete iniziato a far costruire accessori in Cina non siete più lo stesso.

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La Pozzanghera ha esondato.

E’ la seconda volta in quindici anni. Nel frattempo io ero in autostrada, laddove un camion si è incastrato in galleria assicurandomi tre ore per arrivare da Genova a Milano.

In questa si vede una carpa; spero che le altre non siano state risucchiate dal tubo che porta l’acqua in eccesso in una roggia che dopo un po’ di giri finisce nel torrente Lemme. Dovrò fare un censimento.

Basaluzzo segna 91.5 millimetri. Come spesso accade, la valle Stura primeggia con accumuli da alluvione.

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Il sottile piacere.

Quando so che sta arrivando la pioggia, vengo spesso assalito dalla necessità di tagliare l’erba. Per essere più precisi, devo assolutamente ordinare alcune zone dove l’erba è incolta, cresciuta in modo disordinato, dove necessita di essere resa omogenea, regolare.

Una volta che ho assecondato il mio disordine compulsivo, sento una forma di soddisfazione, una forma di pace interiore. Quando infine la pioggia arriva, ho la sensazione che tutto è pronto, che la pioggia trova armonia e che il prato ne ha un vantaggio ben maggiore rispetto a quando era prima della sistemazione.

Qualche verità pratica? Se l’erba si taglia, molto spesso se ne stimola la ricrescita, se piove dopo che è stata tagliata, dovrebbe crescere più in fretta. Non è così per tutte le famiglie di erba e simili, per alcune non ricordo sia proprio così. Ma il punto è che se quando arriva la pioggia il prato è bello omogeneo, mi sento meglio. Io, non il prato intendo dire.

La pioggia (poca) che è caduta fino ad ora fa parte del vecchio, caro prefrontale che prende la Liguria e tocca appena il versante padano degli Appennini. Il fronte vero e proprio in queste ora sta entrando sulla penisola iberica e Francia occidentale. Gli accumuli potrebbero essere molto abbondanti.

Del modellame, questo mostra lo scenario peggiore. Gli altri mostrano accumuli inferiori.

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Che bello, piove.

Nella pioggia battente, Gastone probabilmente sta pensando ai pescetti che vede a pelo d’acqua. Roba buona da mangiare, ma prede difficili.

E’ andato avanti così, ivorticato tra Piemonte e Liguria, per buona parte della giornata.

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Il cartaceo usatelo al gabinetto.

Il portalettere è anche stato incidentalmente visto mentre si aggirava dal cancello pedonale, dove c’è la cassetta della posta ed il citofono. A fare in culo manderei per cominciare il latore della lettera, ho la PEC, informatevi, è pubblica ed ufficiale.

E poi il postino, che come ormai abitudine consolidata, lascia gli avvisi senza neppure sognare di suonare il citofono.

Entrambi, vedetevi in un bar e mandatevi a cagare reciprocamente, bravi.

Sembrerebbe ben distribuita, 36 ore di pioggia non forte, ma moderata e costante.

A Genova invece la pioggia sembrerebbe durare senza sosta per una sessantina di ore. L’allerta per il momento è gialla.

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Autunno vecchio stile?

Quest’ultima mappa fatta sovrapponendo brutalmente le due mappe originali è una mezza patacca. E’ solo indicativa della concomitanza della serie di eventi piovosi in arrivo nei prossimi giorni, con evidenziate le differenze di durata ed intensità delle precipitazioni tra Genova e Basaluzzo. In teoria si potrebbe disquisire sui diversi impatti che ha un fronte perturbato in due aree geografiche vicine ma divise tra una barriera montuosa (gli Appennini Liguri) e con l’invorticamento provocato da una seconda catena montuosa (le Alpi Occidentali) posizionata dove arriva il flusso atlantico. La convergenza tra il libeccio e la tramontana. La potenziale insorgenza di temporali autorigeneranti. L’ombra di un sempre possibile buco pluviometrico che si capisce 24 ore prima dell’evento. Non ultimo, in questa mappa costruita c’è un errore; la scala della pioggia è diversa tra le due mappe originali, l’altezza delle colonne della pioggia, giallina per Basaluzzo, azzurra per Genova, non è la stessa.

Tutto ciò per dire; che bello l’autunno di una volta, quando il flusso atlantico portava con se un treno di perturbazioni inserite nelle correnti zonali che scendevano fino alle nostre latitudini. Mi godo questo scampolo di normalità, ascolto silenzioso con un mezzo sorriso ebete le inevitabili lamentele, le allerte gridate, le carte colorate di giallo, forse di arancione.

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