Le Cincia di Basaluzzo.

Neppure a farlo apposta. Ricevo e pubblico.

Le foto degli uccellini che becchettavano nel mangime riguardano tre specie di cince: la cinciallegra (in genovese parissoa), la cinciarella (con la testina azzurra, in genovese mesa-parissoa, perchè più piccola), la cincia bigia. La cosa curiosa è che su un libro che io amo e consulto spesso perchè ritrae gli uccelli d’Europa, disegnati con fedeltà incredibile (Bertel Bruun) ritrae assieme proprio le tre specie che svolazzavano ai piedi della tua mangiatoia, specificando che frequentano volentieri le mangiatoie specialmente in inverno!

cincia

cincia

In effetti è curioso. I semi per terra sono quelli che i pennuti in qualche modo fanno uscire dalle mangiatoie, non so perchè.

Altro argomento. Non credo fosse necessario aprire un post apposta, dunque lo metto qui e sticazzi: ho cambiato la suoneria di Miriam, ossia sul mio cellulare quando mi chiama Miriam il telefono suona così: (mettere il volume a manetta, svp)

E lei è stata la prima a saperlo. Mi ha detto che sono un maleducato. 🙂

 

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One Response to Le Cincia di Basaluzzo.

  1. roberto says:

    The hunter (che nick inquietante!) ha l’occhio lungo degno del suo nome ed ha visto giusto, ed effettivamente quel testo da lui citato è un po’ una bibbia-manuale-codice-minienciclopedia per il riconoscimento dei volatili che frequentano le nostre latitudini, sia stanziali che di passo, e che io personalmente caccio con binocoli e fotocamera. Per inciso, frequento ogni tanto un’ottima pizzeria nel levante ligure che si chiama “Cinciarin”, che mi dicono vuol dire “cinciarella” nel dialetto locale. Le denominazioni dialettali di the hunter sono tutte esatte; mi piacerebbe sapere se anche “cinciarin” ha un riscontro veritiero. Ah, se fosse ancora al mondo Vito Elio Petrucci!

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