Per un po’ l’ho chiamata clitotac o krisnatac. Giovedì, dopo essere stato abbondantemente purgato, cercherò di capire perchè mi fa male la pancia da qualche mese.

Quando avevo l’età in cui fu scattata questa foto non avevo idea di cosa mi sarebbe capitato di bello e di brutto nella vita. Se nel momento in cui, 47 anni fa, mentre posavo leggero ed ignaro per questa foto, avessi sentito una vocina che mi sussurrava “… sei bustine di isocolan e smetti solo quando le scariche sono trasparenti, sei allergico al liquido di contrasto ?” probabilmente non avrei capito. I cuccioli di tartaruga dopo pochi minuti dalla nascita hanno già capito tutto della vita; rischiano di morire attraversando la spiaggia e devono procurarsi da mangiare. Noi umani invece passiamo decenni e decenni senza capire un cazzo di quello che ci accade e sopravviviamo non perchè lo vogliamo noi, ma perchè ci viene concesso da altri che governano le nostre vite.
Ecco; ho detto delle cose banali ed opinabili ma era l’occasione per mostrare questa immagine che era in un portafotografie “storico” che aveva composto mia madre nella notte dei tempi ed era finito nella casa di mio fratello che ha deciso di regalarmelo. E’ un regalo inatteso e delizioso che mi ha lasciato senza parole, tuttavia nelle altre 5 foto foto avevo una faccia da culo terribile. In questa ho le manine nella posizione di Fantozzi sulla poltrona di fronte a Gianni Agus, “…mi rifaccia la domanda”.

Questa invece è mia madre. Io non me la ricordo così; malauguratamente i miei ricordi impressi nella memoria sono quelli dei miei genitori vecchi e malati. Ai tempi di questa foto le signore sembrava andassero non dal parrucchiere ma dal gommista il quale chiedeva “signora a quanto la vuole la pettinatura ? facciamo 1.8 anteriore e 2 posteriore ?”.
Anche qualche giorno fa ho incontrato una persona che mi ha detto che io sono il ritratto di mia madre, seguito da aggettivi tipo “impressionante” “incredibile” o anche “transgenico”.
Io non ho mai avuto questa percezione di essere così identico a mia madre, forse come forma di autodifesa stante che per un bambino sentirsi dire costantemente “ma come assomigli a tua mamma” potrebbe essere il viatico per una vita alquanto complicata in fase adulta.
Infine ecco una foto con i miei genitori, sempre dal medesimo porta fotografie. Non mi sembra di avere molte foto con i miei genitori. Qui si aprirebbe un capitolo da “sticazzi disfunzionali” ma non ci penso nemmeno; devo tutto – ma proprio tutto – a quelle due persone adulte qui riprese.

Mia madre è pettinata come un pallone sonda meteorologico e mio padre fissa un punto lontano che vede solo lui. Io ho i pantaloni ascellari ed ammetto che li indosso ancora adesso perchè se li porto alla vita, la pancia mi deborda e mi faccio schifo.
Altro argomento. Ho GIURATO questa mattina a Miriam che oggi non avrebbe piovuto. Invece da qualche minuto piove, le previsioni erano chiare. Prima o poi il cellulare suonerà ed io dovrò rispondere.
Anche se più giovane di me, appartieni anche tu alla generazione dei ricordi in bianco e nero http://www.placidasignora.com/2008/06/10/la-generazione-dei-ricordi-in-bianco-e-nero/