Sulla via del ritorno.

iloveNYUn mese intero fuori Italia; erano diversi anni che non passavo così tanto tempo lontano dalle mura domestiche. Nel frattempo ascoltavo distrattamente le notizie nostrane, tutte cattive. Ho avuto notizie di altri americani che per tanti anni hanno vissuto in Italia e sono recentemente tornati in USA; non conosco i motivi ma sospetto che la situazione grottesca di un paese fuori da ogni controllo induca anche i più innamorati a non restare.

Anche qui in USA ci sono brutti segnali che lasciano intravvedere una diffusa, lenta decadenza della morale pubblica e dei valori civili di chi amministra e di chi è amministrato. Gli episodi sono numerosi. Ma tra USA e Italia c’è la differenza che ci potrebbe essere tra chi ha l’olio motore che inizia a surriscaldarsi e chi invece ha fuso il motore e spera in un divino carro attrezzi. Qui in USA ci sono forti correnti di pensiero che invocano alla correttezza, al rispetto dei principi di civiltà e pacifica convivenza. In Italia non ne vedo, ed è questa la cosa che più mi preoccupa. Possiamo benedire il fatto di essere strategicamente collocati in una zona calda per i rapporti tra occidente e medio oriente, altrimenti saremmo già in piazza come hanno fatto i greci, senza un soldo in banca e con i servizi congelati. Ci tengono in vita perchè conviene alla comunità mondiale. Credo che quei disgraziati che più o meno abusivamente occupano gli scranni del parlamento e del governo e che dovrebbero fare le riforme lo sappiano bene, ecco perchè – io credo – siano così indolenti o, per usare un termine ONU, “si fanno mangiare il belino dalle mosche”.

Tra diverse ore – se non perisco in Atlantico per causa di una improvvisa esplosione del vulcano Bungabunga in Islanda le cui ceneri dovessero travolgere l’aereo – atterrerò a Genova, nell’aeroporto simbolo dello squallore mentale ed ideologico di chi amministra Genova. Però devo annotare con gratitudine che hanno recentemente cambiato il bar dalle “partenze” rendendolo più ampio ed accogliente; per essere ottimisti bisogna cercare con il lanternino.

banana

E per finire lo sfogo ecco una foto della 5th Avenue all’altezza del Rockefeller Center; sarà una combinazione, una casualità inattesa. Ma la prossimità tra la scritta ITALIA e “Banana Republic” (un negozio di vestiti) salta gli occhi ed al naso.

 

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8 Responses to Sulla via del ritorno.

  1. Roberto says:

    Bentornato!

    Per me si va nella città dolente
    per me si va nell’eterno dolore
    per me si va tra la perduta gente
    Giustizia mosse il mio alto fattore:
    fecemi la divina podestate,
    la somma sapienza e ’l primo amore.
    Dinanzi a me non fuor cose create
    se non etterne, e io etterno duro.
    Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate

    Noi le speranze in questa città ed in questa nazione le abbiamo perse da un pezzo.
    I parassiti, prostituti e mantenuti di Stato che purtroppo ci governano ce le hanno bruciate sul nascere.
    L’Italia non è molto diversa dai gironi infernali danteschi: l’unica differenza è che difficilmente, alla fine, usciremo “a riveder le stelle”. Non siamo un popolo: al proposito qualcuno, credo Von Metternich, disse che l’Italia è un’espressione geografica. Niente più. Qualcun altro disse: “Fatta l’Italia, ora bisogna fare gli Italiani”. Siamo una grande opera incompiuta, eppure di tempo ed occasioni ne abbiamo avute…..tutte sprecate da una classe politica che negli ultimi decenni ha pensato solo a perpetuare sè stessa, fino ad arrivare al parossismo bulimico di arricchimento, potere e sfrontatatezza da garantismo dei giorni nostri.
    Tempo fa era bello sentirsi italiani, ora è avvilente. Non per i nostri mantenuti del bordello Italia.

  2. Retarded says:

    La foto è fantastica! 🙂 Però diciamoci la verità, ora siamo tutti disgustati, ma è sempre stato un paese incivile e merdoso. O meglio gli italiani, che sono il principale problema del paese, tolto il fatto che purtroppo governano da tempo gli stranieri. È troppo facile dire che è colpa della classe dirigente, sicuramente pessima, molto meno riconoscere che la netta maggior parte degli italiani sono dei pezzi di merda egoisti incivili disonesti; chi in piccolo, chi in grande. Fin quando la disonestà e la prepotenza pagava anche per il popolino era accettabile, ora che la carne è finita casualmente non lo è più e si chiede equità fiscale, sociale e cazzi vari. Come se tutte le merdate fatte negli anni passati fossero eque (inserite nella lista quello che vi pare, dalle code a forma di cuneo ai prepensionamenti alle mazzette di normali impiegati agli stabilimenti artificialmente aperti in meridione ai geometri che costruivano intere vie con dubbie capacità e autorizzazioni, ecc ecc ecc). Purtroppo non si può cambiare la cultura e le abitudini di un paese in mesi o anni, però almeno dovremmo iniziare a riscontrare l’esistenza ti un problema in noi stessi oltre che nei politici.
    Quanto al resto, comprendo i tuoi sentimenti, tuttavia su alcune cose “I beg to differ”. È sicuramente vero che ci stanno tenendo in vita, ma nessuno fa niente per niente ed è tutto da dimostrare che l’interesse straniero sia per noi vantaggioso o utile. Anzi… I greci saranno anche scesi in piazza, ma se lo sono preso nel culo, punto e basta. Basti pensare che le banche tedesche si finanziano a tasso zero tramite la BCE ma contemporaneamente si fanno pagare interessi stellari grazie alla troika. E non sono liberi di fallire, come sarebbe bene, sono obbligati a pagare lo straniero, non hanno scelta. Soprattutto non dimentichiamoci che abbiamo già abbondantemente pagato il prezzo di essere in una zona calda per 50-60 anni. Specialmente negli anni 60-70-80 ne sono successe di cosette, tipo Gladio, Brigate Rosse, il caso Moro, attentati vari, Sigonella, e molto molto altro. Adesso, forse, il padrone si chiama più Europa che USA, ma nonostante la fine della guerra fredda questi ultimi non hanno mai smesso di controllare, anche pesantemente, l’Italia. Del resto si sa, gli americani non si fanno mai problemi a farsi i cazzi propri in casa degli altri. Anche questo, come l’Europa, ci ha giovato? Direi di no, per che cosa dovremmo ringraziare gli americani, per l’attentato ad Enrico Mattei, per quello Adriano Olivetti? Per Ustica o per la strage del Cermis? Dovunque vanno nel mondo (con che diritto?) portano armi, ma anche senza fanno casini enormi. Li ringraziamo per la crisi del 29, quella del 2007 o quella che ci sarà tra poco visto come stanno tornando ad andare le cose? È questa la loro civiltà? Qual è la loro etica, far governare i banchieri? Pagare 30,40,50 milioni di dollari alti dirigenti spesso senza scrupoli e sottopagare i commessi facendoli sopravvivere con le mance dei clienti è meritocrazia? Né il governo americano né il popolo americano sono poi migliori di altri, semplicemente al momento hanno più ricchezza, almeno sulla carta. Ma sta finendo (o meglio concentrandosi in poche mani), non appena finiranno i soldi i nodi verranno al pettine anche lì e saranno grossi guai, peggiori dei nostri.
    Io stesso a breve mi troverò a dover cambiare lavoro ed esasperato non ho intenzione di cercarne un altro in Italia. Sebbene non abbia mai amato gli americani come popolo, tuttavia ho sempre visto negli Stati Uniti il posto migliore per crescere professionalmente pur vivendo in maniera decente. Ma inizio ad avere seri dubbi, non so se l’America di oggi sia davvero un posto tanto migliore dell’Italia o se sia meglio guardare altrove (nord europa o Australia). Le cose che mi fanno paura sono davvero tante e a tutti i livelli. Dalla casa ai soldi al lavoro alla salute alla qualità delle persone e così via. Potrei fare davvero una lunga lista.

    • admin says:

      Immagina un filtro particolare che mi impedisce di vedere le cose brutte e negative di una civiltà occidentale decadente, lasciandomi la possibilità di vedere solo le cose positive. E’ una droga potente ma fammi finire; in USA il Congresso è in mano alle lobbies financial-weapons-oil. Un bambino su 5 nella città di New York è al limite della fame. Il razzismo non è mai finito. Ma io attivo il magico filtro e mi accorgo che restano ancora tanti esempi di civiltà evoluta, di cittadini e di istituzioni oneste, di ripartizione delle risorse, di buona volontà, di voglia di costruire qualcosa di utile per i cittadini. Ho tempo e qualche soldo da mettere in qualcosa di tangibile e positivo ? Posso farlo. Se attivo il filtro qui in Italia quel che mi resta da vedere è davvero poco. C’è il volontariato, c’è ancora brava gente e ci sono ancora cose che funzionano, ma sono una minima parte rispetto alla massa negativa. Se io decido di far finta di non vedere, in USA posso essere massa attiva e vedere i risultati, in Italia è molto più difficile. In USA se hai una buona idea che serve alla gente o comunque che fa del bene, che crea progresso vieni ascoltato, trovi entusiasmo, trovi le istituzioni. Magari non sempre ma è più facile che la risposta sia positiva. In Italia ? lascia perdere. Per un cittadino bovino e con una corta vista prospettica in USA si sta bene, certo non bisogna pensare a quello che combinano come politica estera, ma che ci puoi fare, nel piccolo delle tue minime risorse ? Cerchi di rispettare e costruire il tuo ambito ristretto e che coinvolge una piccola comunità, che è meglio di nulla. Sai quante volte ho scritto per migliorare la qualità estetica del Righi a beneficio dei turisti e sai quante volte mi hanno risposto ? Zero. Ho scritto 2 lettere ad altrettante piccole istituzioni newyorkesi proponendo qualcosa di minimo ma tangibile; risposta immediata, richiesta di incontro, un sacco di ringraziamenti, coinvolgimento, partecipazione. Ed io sono un turista, uno zero, uno dei 40 milioni di visitatori che annualmente visitano New York. Saranno dei geni nel marketing, ma ti fanno sentire cittadino. Ti spennano in altri modi ma se metti un dollaro in qualcosa di utile ti considerano, ti consultano, ti informano. Sono un piccolissimo contributore della High Line; mi invitano alle inaugurazioni, mi scrivono tutti i mesi, mi tengono informato. Potrei fare davvero una lunga lista. Intanto il mondo finirà a breve, l’ho letto da qualche parte.

    • Retarded says:

      So bene cosa vuoi dire e francamente è una delle cose che io vorrei vedere qui, ma, a parte il fatto che confrontare solo i pregi non è onesto, il positivo che tu descrivi lo considero comunque marginale: questi pregi sono niente confronto ai problemi enormi che loro stessi hanno creato. Va bene per parlare, ma pensa di mettere su famiglia, con figli, davvero saresti così tranquillo? Io non tanto, come non lo sono a farlo qua, intendiamoci; oltre al fatto che non so se riuscirei a diventare altrettanto bovino. La politica estera, come quella interna, puoi anche non guardarla, ma oltre a mostrare la loro inciviltà, disonestà e immaturità, ha ripercussioni in grande sul paese stesso, se non l’interno mondo (e prima o poi il conto da pagare per le scelte sbagliate arriverà anche a loro!). Mi fa piacere che nel piccolo si riesca anche a fare qualcosa, ma è più o meno ciò che avviene qui e limita l’Italia. Del resto anche loro mi sembra che non abbiano capito che cosa rende veramente grande un paese.
      Poi, detto questo, se gli Stati Uniti mi daranno la possibilità di entrare e lavorare (e fare un po’ di soldi, di altri vantaggi ne vedo pochi) ne sarò contento e grato, ma non mi impedirà di essere critico verso tutto quello che di sbagliato fanno o hanno fatto, così come per gli italiani. I quali invece, una volta tanto, dovrebbero farsi un bel nodino per tutte le inculate prese dagli “alleati” d’oltreoceano. Tra l’altro all’orizzonte ce n’è una nuova, la guerra contro Mosca con il vincolo per tutta la NATO di spendere un “po'” di soldi, anche a rate, per (scadenti) forniture militari americane. Chissà cosa ne pensa l’americano medio…

    • admin says:

      Io credo che tutto ciò che attribuisci come colpe agli americani sia totalmente, assolutamente vero. Molti americani sono guerrafondai, ignoranti e presuntuosi sulla propria superiorità basata sulla prepotenza. Ne ho conosciuti; li trovo incredibili ed insopportabili ed apparentemente idioti come pochi nella galassia. E sono ampiamente rappresentati nel Congresso e sono potenti. Però non sono d’accordo sul fatto che se NON ci fossero gli americani il mondo sarebbe un posto migliore, se è questo che tu sostieni.
      Io non so se il bilancio dare/avere USA/resto del mondo sia così in rosso come tu sembri sostenere, e non mi interessa fare dei calcoli in merito. Mi concentro sul fatto che non tutti gli americani sono così bestie; esiste ANCHE una diffusa e non marginale consapevolezza delle nefandezze compiute ed in via di compimento dalla attuale amministrazione; c’è una ampia fetta di gente contraria a qualsiasi intervento militare USA, contrario alla insufficiente politica energetica, negativo sulle scelte ambientali, favorevole ad una sanità su modello europeo, contrario alle politiche che favoriscono le rendite finanziarie speculative, favorevoli ad una redistribuzione dei redditi e rialzo delle paghe minime.
      Esistono voci importanti ed organizzate che hanno una visione del mondo molto simile a quella che potremmo avere noi eurpei socialmente orientati. La quasi totalità dei networks televisivi hanno anchorman e conduttori che criticano in modo feroce e mettono a nudo i difetti americani che tutto il mondo conosce. Anche su internet esistono siti che sviluppano i temi senza nessun condizionamento politico, lobbistico. Insomma non tutti gli americani sono drogati nella loro retorica che li rende invisi in buona parte del mondo.

      Putroppo io in Italia non trovo questa larga fetta della gente nella quale riconoscermi, non trovo le intenzioni, non trovo l’ideologia, non trovo le lenti a contatto. Trovo una opposizione sgangherata e distratta, urlatrice e spesso ipocrita, qualche trasmissione coraggiosa ma con pochi ascoltatori perchè in onda insieme alle partite di calcio, non trovo alcun gruppo di persone che abbia voce nazionale che sia portatrice di una civiltà e di valori che condivido. Mi sono illuso diverse volte per scoprire che riponevo fiducia in ciarlatani, improvvisati e spesso falsi e disonesti arruffa popoli. Non trovo il senso della nazione; “Pulisco le strade intorno a casa perchè sono italiano, genovese e perchè sono convinto che il quartiere del Righi potrebbe diventare una mecca per i turisti stranieri”. Risposta generale: “ma vaffanculo che cazzo vuoi ma chi te la fare, pirla (e fascista perchè parli di nazione)

      Non so cosa dirti (balle perchè ho scritto per mezz’ora, è solo un modo di dire) ma l’argomento è troppo ampio, dibattuto dai tempi di Cristoforo Colombo e, soprattutto, io sono bovino vero e conosco poco il mondo e lo 0,0001 degli USA anzi di New York.

      Ah, tre anni fa ho provato a fare la convenzione con il Comune di Genova per pulire le aiuole vicino a casa; è una presa per il culo ed allora, invece, vado a pulire il bosco ceduo di Basaluzzo.

    • Retarded says:

      Buon per il tuo bosco!
      No, non intendevo dire quello, assolutamente. Piuttosto che se è vero quanto dici sull’Italia, è anche vero gli USA sono comunque poco invidiabili, pur per motivi diversi. Mi fa piacere che ci siano le realtà che descrivi, ma intenti e buoni propositi a parte, dal punto di vista pratico, io non vedo differenze sostanziali. Il brutto dell’america rimane ben visibile e ben poco intaccato. Le cause, come per noi, sono da ricercarsi prima di tutto in loro stessi. Ma è la mia opinione e/o percezione. Tutto qua.
      Nella speranza che ora sia più comprensibile, mi silenzio.

    • admin says:

      No, non ho capito niente ma per favore non silenziarti.

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