La nave.

La Concordia si è lungamente vista nella righicam di Ponente durante il percorso di fronte a Sampierdarena fino a Voltri.

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E’ quella lunga forma di luce nel mare. Qui si vede anche con la luce del giorno, solo circa le 7 della mattina di oggi, Domenica 27 Luglio.

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Ho salvato queste foto e le metto qui sapendo di rischiare di aggiungermi alla lista di individui che in qualche modo usano la vicenda a proprio beneficio. Il mio beneficio è di aver così rotto il ghiaccio con una domenica nella quale a Basaluzzo il sole fa una fatica boia a venir fuori ed ho bevuto il caffelatte senza latte (finito). Ogniuno ha i propri crucci.

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10 Responses to La nave.

  1. Retarded says:

    Bah, la curiosità non è un male, anche io ho visto la Concordia sia tramite la webcam che dal balcone di casa. Ciò che è veramente un riprovevole opportunismo è quello compiuto da pezzi di stato (tra cui Renzi e Pinotti) accorsi a sfilare per interesse personale, attribuendo allo stato (cioè a sé stessi) meriti che non gli appartengono, come nelle migliori tradizioni (sarebbe un peccato rottamarle).
    Quanto al latte, finisce o scade sempre quando ti serve, è un corollario della legge di Murphy. Certo, con tutto lo spazio che hai, potresti anche comprare direttamente una mucca.

    • admin says:

      Latte; un punto a favore per la mucca. Renzi ha mandato a cagare i Francesi, un punto anche per lui.

    • Retarded says:

      Mandare a cagare? Ai francesi abbiamo fatto una carezza, semmai, ma giusto perchè non c’era nulla di serio in ballo, altrimenti ci saremmo messi a novanta come abbiamo sempre fatto (anche di recente con i casi Libia, India ed Europa in generale). Renzi credo c’entri niente, le ultime generazioni di politici sono nate ladre quanto quelle precedenti ma via via prive di testicoli.

    • admin says:

      Non avevo ancora pensato a questa prospettiva dell’evoluzione della specie politica. Se quanto affermi è vero, le conseguenze mi sembrano tutte orrende, comunque si impostino le variabili.

    • Retarded says:

      Sono più che orrente, basta guardare la progressione degli ultimi 20-30 anni. Ma anche 50-60. Un tempo c’erano ladri mafiosi corrotti ma di un certo spessore, ora solo marionette che si vendono per due soldi. Non che Craxi o Andreotti fossero raccomandabili, ma cosa pensi che avrebbero fatto Prodi, D’Alema, Berlusconi, Monti, Letta o Renzi in un caso Sigonella? Cosa hanno fatto Prodi, D’Alema e Berlusconi di fronte alla strage del Cermis? Cosa hanno negoziato, qualche spicciolo per le vittime? Cosa ha fatto tutta questa gente quando l’Europa decide in casa tua, spingendosi fino al governo? Alcuni di loro sono pure scesi in piazza a festeggare. Negli ultimi anni, ad ogni livello, e ripeto ad ogni livello, non solo nel governo, c’è gente priva di qualunque personalità, capacità e spessore. Renzi poi è veramente l’evoluzione di questa specie di incapaci senzapalle, il vuoto spinto, spessore negativo.
      Alla fine, chi se ne frega se i francesi si fidano o non si fidano (ovviamente l’Italia non ha comunque avuto le palle di dire che dentro ai propri confini fa quello che cazzo vuole o ancora meglio di ignorarli totalmente), il problema è che gli italiani non possono fidarsi di altri italiani. Quando ci sono questioni politiche ed economiche importanti l’Italia non conta, non decide, non negozia, non propone, fa solo retorica, spettacolini e si svende per pochi spiccioli o in ogni caso al peggior offerente.
      Comunque, sbroccate a parte, in questi giorni stavo leggendo un po’ di discussioni su Quora, tipo queste:
      Traveling in the United States: What are the most unexpected / shocking / baffling things people encounter when visiting the USA for the first time?
      American (U.S.) Culture, Habits, and Behavior: What facts about the United States do foreigners not believe until they come to America?
      Countries: What is the hardest thing to get used to after coming to America?
      Sarei curioso di conoscere la tua opinione sull’America, visto che credo tu la conosca abbastanza bene. Ovviamente se ti va, quando ti va, nei modi in cui preferisci.

    • admin says:

      La tua analisi sull’Italia mi convince e la condivido, purtroppo.
      Quanto agli USA, in effetti io mi limito a conoscere un po’ New York perchè ci ho vissuto anni addietro e perchè ci passo diverse settimane all’anno. C’è chi dice che New York non è America; forse ha ragione.
      Ho letto quello che mi hai linkato (non completamente, ma quasi). Non ho la capacità per addentrarmi in una analisi di un paese complesso come gli USA, ma a naso direi che c’è tutto, mi pare un ritratto veritiero in moltissimi suoi elementi e tienilo per buono al 90%. Ma la realtà è molto disomogenea a seconda degli Stati.
      Stato di New York e Texas per esempio sono abitati da persone che hanno visioni spesso totalmente opposte in termini di religione, politica, armi, sanità, immigrazione. Sembrano a volte facenti parte di due culture diverse.
      Seguo abbastanza le news locali per cercare di capire qualcosa di più; New York è una città molto complessa e ci sono tutti gli elementi di qualsiasi metropoli, con peculiarità tipiche che sembrano molto diverse da noi, ma invece a volte ti viene da dire “tutto il mondo è paese” per come hanno questioni identiche alle nostre italiote.
      Comunque è un paese molto complesso. Per capire qualcosa bisogna accuratamente evitare le fonti di natura Repubblicana, come il network Fox, secondo me da cancellare dalla lista dei canali. I Repubblicani americani sono indescrivibili e battono anche i peggiori trinariciuti, cocciuti ed accecati integralisti politici nostrani. Sono i fondamentalisti del Calvinismo, è opinione diffusa e politicamente ostentata che chi è povero può anche morire di fame o di malattia perchè se è così povero, vuol dire che se lo merita. I liberali sono tendenzialmente diversi e molto più critici sulle contraddizioni: ad esempio 30.000 cittadini americani muoiono all’anno perchè non possono permettersi cure ospedaliere. Per i GOP questo è OK, per i Liberals è semplicemente inaccettabile ed immorale.
      Anche qui la politica si sta deteriorando rapidamente a tutti i livelli. Si assiste ad episodi di bassezza e ipocrisia che forse 30 anni fa non sarebbero stati concepibili. Anche qui in USA il confine tra inammissibile e tollerabile si sta facendo sempre più confuso.
      Ho detto una sequela di banalità sconcertanti, lo so. A mia discolpa c’è che l’argomento è complesso ma se ti interessa approfondirlo l’Huffington Post mi sembra una buona fonte di informazioni obiettive su come girano le cose in USA.

  2. Roberto says:

    Si dice che i cittadini scontenti dei nostri governantucoli abbiano “l’arma” del voto per cambiare le cose. Però grazie a leggi elettorali architettate ad hoc, quell’arma è simile ad una fionda per cacciare rinoceronti. Non c’è via di scampo, se ne esce solo in maniera cruenta, e questa è una prospettiva che fa paura. Altrimenti, stando così le cose, si va verso un inevitabile default, e la cosa è comunque cruenta, almeno per il popolo suddito, non certo per chi governa e sa dove mettere al riparo il maltolto e goderselo alla faccia di noi italioti. Un vecchio satiro quando era al governo predicava ottimismo ed intanto ha menato per 20 anni ad usare lo Stato per gli affari suoi: ecco il risultato.

    • admin says:

      “L’ottimismo è il sale della vita”. O forse è il sesso, adesso non ricordo. Si, non riesco a opporre resistenza alla tua analisi, il problema è un problema di cultura umana. Alcuni Stati sovrani resistono ancora ma sono pochi e poco influenti globalmente, dunque il loro resistere al decadimento delle istituzioni e della morale civica è invano. Ci possiamo consolare con il nuovo calendario del campionato di calcio e le sue eccitanti sfide incrociate.

  3. Roberto says:

    Un paio d’anni fa ho letto questo raccontino faceto ed allegorico circa la crisi che ci ha colpiti e che gode ancora di ottima salute. Se non lo conosci già ti farà fare un risolino con la bocca storta. Se non lo ritieni degno di essere considerato anche dagli altri besughi, bannami pure, non mi offendo.

    LA CRISI SPIEGATA IN MODO SEMPLICE…
    Helga è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte.
    Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing, consentendo loro di bere subito e pagare in seguito. Segna quindi le bevute su un libro che diventa il libro dei crediti (cioè dei debiti dei clienti).

    La formula “bevi ora, paga dopo” è un successone: la voce si sparge, gli affari aumentano e il bar di Helga diventa il più importante della città. Lei ogni tanto rialza i prezzi delle bevande e naturalmente nessuno protesta, visto che nessuno paga: è un rialzo virtuale. Così il volume delle vendite aumenta ancora.

    La banca di Helga, rassicurata dal giro d’affari, le aumenta il fido. In fondo, dicono i risk manager, il fido è garantito da tutti i crediti che il bar vanta verso i clienti: il collaterale a garanzia.

    Intanto l’Ufficio Investimenti & Alchimie Finanziarie della banca ha una pensata geniale. Prendono i crediti del bar di Helga e li usano come garanzia per emettere un’obbligazione nuova fiammante e collocarla sui mercati internazionali: gli Sbornia Bond.

    I bond ottengono subito un rating di AA+ come quello della banca che li emette, e gli investitori non si accorgono che i titoli sono di fatto garantiti da debiti di ubriaconi disoccupati. Così, dato che rendono bene, tutti li comprano.

    Conseguentemente il prezzo sale, quindi arrivano anche i gestori dei Fondi pensione a comprare, attirati dall’irresistibile combinazione di un bond con alto rating, che rende tanto e il cui prezzo sale sempre. E i portafogli, in giro per il mondo, si riempiono di Sbornia Bond.

    Un giorno però, alla banca di Helga arriva un nuovo direttore che, visto che in giro c’è aria di crisi, tanto per non rischiare le riduce il fido e le chiede di rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite.

    A questo punto Helga, per trovare i soldi, comincia a chiedere ai clienti di pagare i loro debiti. Il che è ovviamente impossibile essendo loro dei disoccupati che si sono anche bevuti tutti i risparmi.

    Helga non è quindi in grado di ripagare il fido e la banca le taglia i fondi.

    Il bar fallisce e tutti gli impiegati si trovano per strada.

    Il prezzo degli Sbornia Bond crolla del 90%.

    La banca che li ha emessi entra in crisi di liquidità e congela immediatamente l’attività: niente più prestiti alle aziende. L’attività economica locale si paralizza.

    Intanto i fornitori di Helga, che in virtù del suo successo, le avevano fornito gli alcolici con grandi dilazioni di pagamento, si ritrovano ora pieni di crediti inesigibili visto che lei non può più pagare.

    Purtroppo avevano anche investito negli Sbornia Bond, sui quali ora perdono il 90%.

    Il fornitore di birra inizia prima a licenziare e poi fallisce.

    Il fornitore di vino viene invece acquisito da un’azienda concorrente che chiude subito lo stabilimento locale, manda a casa gli impiegati e delocalizza a 6.000 chilometri di distanza.

    Per fortuna la banca viene invece salvata da un mega prestito governativo senza richiesta di garanzie e a tasso zero.

    Per reperire i fondi necessari il governo ha semplicemente tassato tutti quelli che non erano mai stati al bar di Helga perché astemi o troppo impegnati a lavorare.

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