“Una nube a sviluppo che si sviluppa” suona abbastanza orrendo, ma questo cumulonembo savonese era particolarmente spettacolare:

Mentre con molta fatica mi trastullo per riuscire a raggiungere una qualche forma di stabilità di funzionamento dei miei ricettori dopa-sensibili, il tempo estivo versione 2014 mostra caratteristiche insolite. Ma Basaluzzo è verdissima e questo mi basta; in sintesi, la quintessenza dell’espressione “badare solo al proprio orticello”.
Per il resto nulla o poco da segnalare. O meglio, il concetto di “poco” già di per se soggettivo, viene ulteriormente esasperato da fattori chimici con il risultato che se anche avessi scalato l’Everest, avrei provato la stessa emozione di star seduto su una sedia fissando un muro vuoto. Però ormai riesco a dissimulare molto bene il mio stato recando – credo – ben poco disturbo alle persone che mi circondano, inoltre devo segnalare che la funzionalità “ironia” per ragioni che non conosco è quasi sempre attivata, e percepisco che l’ironia svolge sul mio umore la funzione delle gocce di Olio Gomenolato nel naso quando si ha il raffreddore.

C’è anche questa foto da cellulare del nuvolone di ieri. Il Savonese sconvolto dalla caduta di un meteorite, l’inizio dell’estinzione della vita sul pianeta, o almeno nel ponente ligure.


PS. Aggiungo questa foto senza nessun tipo di commento:

PS2. Oggi sono stato in un ascensore. Prima di me dev’esserci stato un cane. Morto, a giudicare dall’esagerato odore, ho dunque immaginato una signora anziana che da qualche settimana si trascina al guinzaglio il cadavere del cane morto circondato da un nugulo di mosche, però lei non se ne è accorta perchè ci vede poco. Anche il marito non se ne è reso conto ma perchè dorme in salotto, da circa un anno, probabilmente è deceduto pure lui. Oddio che storia triste.
PS3. La cucina italiana vista dagli stranieri.

Poutaneska. Ci sarà qualcosa di polacco. Con il pollo ed il file a la cream è inquietante. E poi spaghetti con la pizza, un must.
Le foto del cellulare sembrano scattate alla Madonna del Monte.
E lo sono.