Scarico.

Dramma in cucina, lo scarico del lavandino perde. C’è una valvola di non ritorno che ritorna, una guarnizione che non guarnisce ed ora ho fatto una foto per andare domani da un negozio di idraulica ed acquistare un ricambio.

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Una volta i negozi di idraulica, insieme a quelli di elettricità, erano, per persone come me, un luogo infernale dove vigeva una feroce legge della jungla. Ero messo a dura prova quando mi recavo dai grossisti  per acquistare qualcosa. Intanto non c’erano i numeri che permettevano un ordine di arrivo; gli artigiani grossi, incazzati e pelosi passavano avanti con arroganza bloccando un commesso per ore con la richiesta di materiali complessi o articolati all’inverosimile, impossibili da trovare e dunque da ordinare con un sistema di numeri di codice articolo, sottocodici e inevitabili telefonate al grossista di Pesaro che a sua volta doveva sfogliare un catalogo di 800 pagine scritto in tedesco antico e ci metteva ore per rispondere. Per non parlare delle amicizie e complicità tra clienti assidui e commessi compiacenti tra i quali nascevano conversazioni interminabili aventi per oggetto le rispettive attività sportive, sessuali, i funghi al mercato e tutto fuorchè comprare il maledetto ricambio del cazzo e portar via i coglioni lasciando servire il cliente successivo.

Una volta raggiunto faticosamente il bancone, l’atteggiamento del commesso era codificato; maleducato, supponente e già pronto a non trovare l’articolo chiesto con scuse idiote, come se quel particolare oggetto non fosse mai esistito, o fosse fuori produzione da decenni, o era esaurito e si doveva ordinare con la prospettiva di aspettare un mese.

Spero che domani non mi aspetti un episodio del genere; ho fotografato con il cellulare il pezzo in oggetto da mostrare al commesso, sperando che non faccia finta di non capire e non mi ponga domande tecniche. Forse cercheranno di vendermi il raccordo nella foto, ma anche una nuova lavastoviglie e 15 km di tubo annesso per arrivare fino al lago di val Noci, dove c’è l’invaso che raccoglie l’acqua che arriva in casa da me. E lo scarico fino al depuratore di Punta Vagno, anzi il tubo fino al centro del Tirreno. Potrei anche scoprire che quel diametro di tubo è fuori produzione dal 2001 e devo cambiare quartiere. Oppure il pezzo è in corso d’ordine, arriva domani, anzi dopodomani a meno che la carovana in arrivo dal nord della Cina non venga attaccata dai predoni mentre attraversa la zona del Mustang e dunque potrei aspettare il ricambio anche per diversi anni fin quando i ribelli non si mettono daccordo con le autorità del Kazakistan. Se fallisco chiamo un idraulico.

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2 Responses to Scarico.

  1. Roberto says:

    La foto non serve a niente. Devi fornire le misure di tubi, raccordi, gomiti, guarnizioni, flange, il pedigree del lavello soprastante, l’anno, il mese ed il giorno di produzione di tutto l’ambaradan fornendone una distinta, fornire adeguate raccomandazioni di personaggi influenti (assessori, finanzieri, insigni poeti del tubo…) e poi attendere di essere ricevuti dal Gran Magazziniere e Gran Mogol delle Giovani Marmotte che ti assicurerà che il pezzo (una guarnizione di 2 millimetri di volgare gomma) è stato messo in ordine appositamente per te e fra un paio di settimane, salvo scioperi, crolli di borsa e sciagure aeree, sarà disponibile, ma non è detto che sia della giusta misura. Lasciare un anticipo, please.

    • admin says:

      Hai colto esattamente il senso. Non ho pensato a portare un calco in gesso del lavandino, scommetto che me lo chiedono.

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