Uno, due.

Inattesa e pessima notizia; due persone che conosco si apprestano a lasciare questo paese per andare all’estero. L’ho saputo un giorno dopo l’altro. Due persone che avevano investito del denaro in Italia ed ora non ce la fanno più. Se ne vanno perchè hanno intorno un ambiente sempre più ostile e con un futuro sempre più incerto. Agli occhi degli stranieri stiamo diventando un paese dove le garanzie per chi fa impresa stanno velocemente scomparendo. Non solo devi dare il 60% del tuo guadagno allo stato, ma lo stesso stato ti intralcia se cerchi di guadagnare. Lacci e lacciuoli, normative sempre più assurde e complicate, oneri improvvisi e privi di ogni logica.

Forse sto parlando per demagogia, luoghi comuni, situazioni contingenti personali. Magari in parte è anche così, eppure due insospettabili piccole realtà imprenditoriali condotte da persone innamorate di questo paese hanno deciso, silenziosamente, di levare le tende. E non tornano mica nel loro evoluto paese di origine. Vanno in due nazioni non troppo dissimili dall’Italia, ma senza gli italiani e soprattutto senza chi li amministra. Vanno in paesi dove, ancora, chi fa impresa viene apprezzato e sorretto dal sistema amministrativo. Provo un generale senso di tristezza ma non dovrei; lamentarsi non fa bene “…e sempre allegri bisogna stare, che il nostro piangere fa male al Re...”

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6 Responses to Uno, due.

  1. Roberto Bis says:

    Stefano, ti capisco. Ma soprattutto capisco loro! Io non sono un imprenditore, ma conosco quella realtà abbastanza bene e ti giuro che li capisco al 100%. Ti confesso che sono profondamente innamorato dell’Italia ma sono stufo. Sono uno di quelli che si commuovono davanti al tricolore e a sentire l’inno nazionale, e amo profondamente il mio paese, la sua storia, la sua cultura che poi sono la mia storia e la mia cultura ma da qualche tempo il mio sogno è poter tornare in Italia da turista, con un altro passaporto. E questo non fa che far aumentare la rabbia nei confronti di tutti quelli che hanno la responsabilità di aver fatto nascere in me un sentimento del genere a causa del loro comportamento, a tutti i livelli.

    • Roberto says:

      Roberto Bis, hai pienamente ragione, ma contesto un tuo passaggio: dove dici “E questo non fa che far aumentare la rabbia nei confronti di tutti quelli che hanno la responsabilità di aver fatto nascere in me un sentimento del genere a causa del loro comportamento….”. Non usiamo il termine “responsabilità”, perchè i politici non hanno nessuna responsabilità, non pagano mai i loro errori. Parliamo piuttosto di colpa generica, di causa ed effetto negativi del loro operato per i cittadini, senza conseguenze per gli “onorevoli” che le hanno causate. Responsabilità significa pagare di persona, civilmente o penalmente, per errori o scelte sbagliate. Hai mai avuto notizia di un politico che sbagliando (scientemente o meno) ha impoverito la popolazione e ci abbia mai rimesso un centesimo di tasca propria? Io no. E tu?

  2. Massimo says:

    Stefano e Roberto Bis, anch’io sono imprenditore, e come quasi la maggioranza di questa categoria bistrattata, se potessi, ovvero se riuscissi a svolgere le mie attività di consulenza anche all’estero, non cipenserei un attimo e prenderei passaporti, moglie e figli, sparendo dall’Italia, magari mostrando il dito medio mentre salgo la scaletta dell’aereo.
    Qui ormai non rimane più nulla: il bel paese è ancora bello per le categorie di lavoratori pubblici (per il momento) e per i pensionati (quelli con almeno € 1.000,00 di pensione mensile, la maggioranza).
    Fintanto non verranno toccate queste categorie, le aziende posssono anche morire di stenti che il problema non si pone.
    Purtroppo, siamo una nazione di anziani e senza togliere nulla a loro, i giovani non riescono a a fare quasi nulla.
    Non credo comunque che la situazione reggerà ancora molto, anche se penso che i politici italiani siano come i napoletani, ovvero si inventino giorno per giorno escamotage per poter tirare a campare il più a lungo possibile!
    Roberto, anch’io amo questo paese e le sue bellezze, ma come te, ormai lo preferireri vedere da turista.

    • Mig1 says:

      Beh, la riforma delle pensioni è stata fatta, ma non puoi mica pensare di togliere la pensione a chi ce l’ha già! Ormai i fortunati che hanno quella retributiva se la godono (anche giustamente, imho)… mentre noi poveraccio che abbiamo appena cominciato a lavorare (io ho meno di 10 anni di contributi) ce lo prenderemo nello stoppino con la pensione contributiva. Il sistema ha un’inerzia altissima, ma piano piano l’INPS abbasserà i costi.
      Sono d’accordo che le piccole e medie aziende facciano fatica; in effetti lo Stato non dà abbastanza aiuti/agevolazioni; si, ci sono contributi per startup e giovanissimi, ma non penso che bastino.
      Io sono un dipendente (non statale) e finché c’è lavoro sto bene. Quando non ce ne sarà, vedremo.

  3. Roberto says:

    Gentile Massimo, ma tu pensi davvero che la vita sia bella in questo paese per un pensionato con 1.000 euro al mese? O forse ti è scappato un refuso in termini di virgole e di zeri….

    • Massimo says:

      Caro Roberto, leggo solo ora il tuto post.
      No, non sarà bellissima, ma ti posso assicurare che mio padre, che campa con € 1.200,00 di pensione al mese, non avendo più figli da mantenere, nessun mutuo da pagare, vive benissimo.
      Certo che € 1.000,00 non ti fanno arrichire o pasteggiare a caviale e champagne, ma in una situazione economica disastrata come la nostra, fanno la differenza, eccome.

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