Fare per fermare il diploma.

Anch’io ho studiato in una prestigiosa università americana, alla Columbia University Of New York, correva l’anno 1984. Avevo il mio badge con indicato il numero di studente e la mia foto. Mi sarebbe piaciuto poter dire ad una potenziale fidanzata o scopamica “sai… ho preso un master alla Columbia”. Sarebbe stata una balla colossale, giustificabile solo se ed in quanto mi avesse permesso di arrivare all’obiettivo che muove il mondo (far sesso con costei).  Se mi fossi limitato a dire “sai… ho studiato qualche mese alla Columbia di New York perchè ero una merda in inglese” sarebbe stata la sacrosanta verità anche se forse la fanciulla non me l’avrebbe schiodata così, senza discutere. Ho studiato inglese prima di mettermi a lavorare per una agenzia marittima a New York. La Columbia era per me un tempio dello studio, con il mio badge mi sentivo uno di loro, ma non avrei potuto nemmeno avvicinarmi ad un Master, perchè i miei credits scolastici erano sotto la soglia dell’udito per un eventuale tutor.

Infatti mi ero iscritto a Economia e Commercio ed avevo passato 2 o tre esami. Poi ho mollato in preda a depressione+sconforto+autostima azzerata+varie ed eventuali.

Prendi e porta a casa

Prendi e porta a casa

Per dare forza al mio gesto di stizza nei confronti del mondo ho fatto anche la “rinuncia irrevocabile agli studi” che credo sia un atto che nessuno negli ultimi 70 anni abbia mai fatto a parte me. Oggi sarei un semplice fuoricorso ed invece no, io persona seria e coerente, consapevole e responsabile delle proprie decisioni, gliel’ho detto in faccia e me lo sono fatto scrivere sul retro del diploma di ragioneria. Il mio unico titolo di studio.

Tuttavia nonostante il mio gesto plateale, anche oggi in molti mi continuano a chiamare “dottore”. Ad alcuni lo dico che “non sono dottore” ma talvolta vengo guardato come se avessi detto “non sono umano, vengo dal pianeta Cetriolo della costellazione della Frittata, sono in realtà una grossa seppia travestita.” Il mio parrucchere mi chiama dottore. Non sa come mi chiamo ma ritiene di dovermi dare questo titolo di studio che non ho. Conosco almeno una persona che s’è fatta chiamare dottore per una vita, fino a quando gli hanno dato una laurea honoris causa. Le possibilità che io un giorno possa avere una laurea sono analoghe a quelle che io succeda a Benedetto XVI.

Tornando alle nostre cose di oggi, sento gente che vota Berlusca perchè detesta Bersani, gente che vota Bersani perchè detesta Berlusca, gente che vota Grillo perchè detesta Berlusca e Bersani, gente che vota Ingroia perche detesta tutti. Ancorchè il sig. Giannino abbia fatto una figura tremenda, lo voto egualmente (o comunque la sua coalizione) intanto perchè non odio nessuno, ed anche se il caro Oscar è un contaballe, continuo a non sentirmi di votare i soprannominati figuri, perchè ormai li conosco bene e non mi fregano più e poi la loro campagna elettorale è inascoltabile, inaccettabile; una per l’altra, una collana di stronzate. Mi è anche arrivata una lettera che mi promette di restituirmi l’IMU. E’ grottesca, patetica, ma non mi arrabbio; solo al pensiero di chi si arrabbia veramente, mi torna il buonumore.

Update rimborso IMU.

In merito alla letterina di cui sopra, leggo or ora sul sito dell’ANSA:

ditemi che non è vero

ditemi che non è vero

Mi domando se:

  1. noi genovesi siamo davvero scemi
  2. noi genovesi siamo davvero taccagni
  3. noi genovesi siamo afflitti da demenza senile
  4. tutte le precedenti insieme
  5. la notizia è falsa e qualcuno all’ANSA odia i genovesi ( o Berlusca, o i genovesi che votano Berlusca)
  6. noi genovesi abbiamo un senso dell’ironia straordinario.

Magari fosse la numero 6.

 

 

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12 Responses to Fare per fermare il diploma.

  1. andrea says:

    Spettacolo! E io che pensavo di essere l’unico ragioniere al mondo che quando lo chiamano “dottore” si sente un pirla e corregge l’interlocutore…..
    In quanto a Giannino peccato perche’ (e questo non so’ spiegarmelo) e’ come se mi avesse “””fregato””” un amico…. per fortuna il voto va alla lista e al programma (loro almeno ce l’hanno…)

  2. Roberto says:

    Le code alla posta non le hanno fatte solo a Genova: i boccaloni sono equamente distribuiti lungo l’italico stivale (ormai declassato ad infradito).

  3. Roberto says:

    Stefano…mi consoli! Anche io ho fatto la rinuncia al proseguimento della carriera scolastica e quando lo racconto mi guardano come se venissi da marte! Adesso so che siamo almeno in due

  4. Roberto says:

    Scusate: c’è un altro besugo Roberto nel gruppo? Se sì, forse è meglio trovare un espediente per distinguere l’uno dall’altro, se non altro per non mescolare le minchiate di uno con quelle dell’altro. Esigo la paternità delle mie stupidate. In ogni caso, saluti.
    P.S. Anch’io mi iscrissi invano all’Università, ed anche senza laurea ho avuto lavoro e soddisfazioni.

    • Roberto says:

      Mi è venuto un dubbio: che l’espediente sia l’icona accanto al nome?

    • admin says:

      Non so come funziona l’icona. Ma non credo sia riconducibile a chi scrive, penso sia assegnata casualmente dal sistema, altrimenti dovrebbe riconoscere l’IP e questo dovrebbe essere fisso, non variabile con la brematurata come se fosse antani come questo.

  5. ersi says:

    Saluto e chiarisco la questione della rinuncia al proseguimento degli studi universitari. Per poter sostenere gli esami universitari è necessario sia depositato alla segreteria di facoltà l’originale del titolo abilitativo; se per qualsivoglia ragione uno dovesse interrompere il ciclo di studi, se è consapevole che, dopo essere stato fuori corso per un certo periodo sempre magari pensando di ricominciare, proprio non riesce o può riprendere, chiede la restituzione del diploma e contestualmente rinuncia al proseguimento del corso di laurea. Ciò significa rinunciare a quel corso ma nulla osta acché si riprenda un corso di studi universitari naturalmente partendo dall’inizio e sostenendo esami già sostenuti che non avrebbero validità alcuna. Dico quanto sopra perché a me è capitato non una ma due volte! (i casi della vita…)
    Fuori tema: palo x righicam4 – Poiché vedo le immagini dal giugno 2007 e mi diverte leggere il blog, che è passato da una diatriba con la società telefonica a una straripante esternazione del suo pensiero (non so cosa siano i social media), mi permetto di sconsigliarle l’utilizzo delle zanche e il palo agganciato al camino perché sarebbero del tutto insufficienti e probabilmente partirebbe la cam4, il palo e il camino oltre al rischio di gironzolare sul tetto che proprio non è da sottovalutare vedendo le foto pubblicate; la cosa più sensata sarebbe quella di agganciare un palo per antenne sovradimensionato al muro fissato con zanche poderose e controventate tipo “tubi innocenti” e far fare il tutto da un bravo antennista.
    Fuori tema2: mi saluti il micio girovago e pensi che il liquidambar o l’ampelosys non soffrono per una grattatina.

    • admin says:

      Grazie Ersilio. Non ricordavo più il tecnicismo della “rinuncia agli studi”. Chissà cosa avevo in testa, forse ho ritirato il diploma perchè volevo iscrivermi a qualche università americana, tipo la “Trippa In Umido University of Kansas”. Magari mi iscrivo alla università della terza età come mia suocera, lei è molto contenta.

      Palo; hai ragione ad essere prudente circa il sostegno delle ipotetica W4. Tieni presente però che la webcam pesa 300 grammi ed è minuscola, dunque offre una resistenza al vento molto limitata. I pali di ferro zincato che si usano per le antenne televisivi sarebbero perfetti, ma ho il vago timore che possano attirare i fulmini. Ho cercato di documentarmi su come funzionano (i fulmini) ma non ho capito se la presenza di questa nuova punta potrebbe rappresentare un rischio. Non ho capito se devo mettere una messa a terra, una puntazza. Allora ho cercato di reperire un palo di vetroresina, ma senza risultati. Ho pensato al legno, ma per avere un palo di legno di 4 metri, questo deve avere un diametro tale che il tutto peserebbe troppo, secondo me. Dunque sono al palo, letteralmente.
      Il micio; che noioso. Adesso è fuori dal ballatoio che aspetta, ma io sono febbricitante a casa e fuori ci sono 0.3° ed una tramontana sostenuta, il ballatorio è esposto a NNE, il che rappresenta un rischio, se esco ho paura di peggiorare la mia condizione fisica e poi… vabbè, adesso mi vesto come Amundsen e gli allungo dei croccantini. Comunque hai ragione, il felino al Liquidambar non può nuocere, dicevo così, tanto per dire.

      Grazie ancora del prezioso e gradito commento.

  6. Roberto says:

    Ho capito: dipende dalla supercazzola con scappellamento a destra. Va bene. Vedremo come butta.

  7. Mig1 says:

    Tra l’altro, nessuno ha ancora detto quanto sia geniale il titolo di questo post? Grandioso, davvero!

    Ai due Roberti (non quelli che amava il FAletti degli anni di “Drive In”, bensì i besughi) consiglio di trovarsi un nickname… fa molto gggggiovane e nerd, ma aiuta! 🙂

    • Roberto says:

      Seguendo il tuo consiglio, e parafrasando l’ottimo Faletti, uno potrebbe essere il Roberto sinistro e l’altro il Roberto destro, ma quì sorgono, per i maliziosi, implicazioni politiche. Però, siccome un Roberto già esisteva, forse è il secondo che dovrebbe avere un nick. Ma non voglio fare questioni di primogenitura e ius primae noctis. Se sarà utile avere entrambi un nick mi inventerò il mio nick. L’importante è essere d’accordo. Aspetto risposte dall’interessato e da eventuali moderatori, Gran Besugo in primis.

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