Focaccette fritte.

Ieri ad una serata a buffet è andato tutto bene fino a quando non hanno servito delle minuscole focaccette – della dimensione di 4 cm. per 4 cm. – ripiene di stracchino in forma liquida, rovente. Quando si prende dal vassoio l’attraente focaccetta tra le dita non sembra pericolosa, si avverte del calore ma evidentemente la pasta con cui sono fatte è molto coibente, dunque la si addenta avventatamente, provocando la repentina fuoriuscita dello stracchino ad oltre 150°. La pressione dei denti sulla struttura della focaccetta ne provoca la deflagrazione su tutti i lati e dunque lo stracchino schizza in tutte le direzioni. Mentre si ha la percezione del disastro che sta capitando, si deve mettere in piedi una unità di crisi che comprende la gestione della parte di stracchino che sta ustionando la lingua, il palato e le gengive. In una civiltà medievale forse ci si potrebbe piegare in avanti, sputare tutto per terra urlando dal dolore ed imprecando nei confronti di vari soggetti a scelta. La serata non lo consente e dunque si cerca di mantenere un contegno soffiando aria dalla bocca semiaperta e cercando di metterla sul divertente. Ma intanto il resto della focaccetta, restata tra le dita, cola liquido incandescente sulle dita, sulla stessa mano, inizia a puntare verso il polso e finisce sul pavimento. E considerando che l’altra mano stringe un bicchiere, la situazione è sempre più complicata. Io ho infilato il residuo di focaccetta fumante nel bicchiere, poi sono andato a cercare un fazzoletto di carta con il quale mi sono pulito la mano, ho messo il fazzolettino nel bicchiere ed ho nascosto quest’ultimo su un tavolino appartato. Ho immaginato il disgusto e la sorpresa del cameriere che ha trovato questo reperto al momento di rassettare il tavolo.
Molti altri avventori hanno avuto avventure analoghe. Ne ho visto uno la cui focaccetta morsicata ha percolato lo stracchino incandescente sul vestito della signora che aveva di fronte. La colata di stracchino fuoriuscita da una focaccetta inavvertitamente morsicata da un altro signore si è scaricata sulla sua cravatta e sulla giacca. Ovunque nella sala si sono notate persone che si sono trovate in analoghe condizioni. Bocca e dita ustionate, stracchino rovente su vestiti, scarpe, colletti, mani, pavimento.
Ma la serata ha fruttato molti soldi alla causa; “Medici senza frontiere” ed un canile che rischia di venir smantellato, i cani messi su una chiatta che viene mandata in mare aperto ed affondata da un u-boot tedesco al largo di Portofino.

Altro Argomento. Questo è il lavoro di una artista, Isadora Bucciarelli, lavoro esposto al Palazzo Imperiale qui a Genova. Bravissima.

polpo

 

Altro Argomento. Mi è stato gentilmente chiesto se voglio fare il “rappresentante di lista” alle prossime elezioni. Ecco la mia riposta.

Caro (…) vorrei ma preferisco di no e ti spiego perché. In occasione delle ultime elezioni mi capitò che quando entrai nella scuola dove c’è il mio seggio, mi apprestai a salire le scale per raggiungere le urne al primo piano. Tre persone chiacchieravano amabilmente nell’androne ma, pur con tanto spazio disponibile, erano messe in modo tale che per passare bisognava necessariamente chiedere se cortesemente si potevano spostare in modo da consentire l’accesso allo scalone. Queste persone mostravano in bella mostra un grosso badge della loro appartenenza politica. Insomma era evidente che la loro posizione era studiata per obbligare chiunque a chiedere loro di spostarsi e dunque notare il pataccone sui loro vestiti. Al momento di uscire dopo aver votato, le medesime persone erano nella medesima posizione. A distanza di un metro in tutte le direzioni avrebbero potuto collocarsi e chiacchierare senza intralciare. Per passare non ho chiesto permesso, ho dato una runsa a due di quelli abbastanza brusca da far quasi cadere uno dei due. Ho chiesto scusa ma li avrei presi a schiaffi.  Ecco; se io devo fare il rappresentante di lista e scontrarmi contro questi imbecilli, va a finire che finiamo alle mani e questo non è bello. Scusa, ma non posso assumere ruoli perché non sopporto questi individui ed i loro metodi di propaganda all’ultimo momento.

 

 

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2 Responses to Focaccette fritte.

  1. Mig1 says:

    Probabilmente a Crevari fanno dei corsi per gustare le focaccette senza ustionarsi o ricomprire di stracchino chiunque sia a distanza inferiore ai tre metri! 🙂

    Carino il…. cioè la… quel… ecco, dunquq…. luce, polipo, palazzi. Bello!

    Ma perché i rappresentanti di lista devono farsi vedere per forza? Maniman non li pagano???

    • admin says:

      Anche a Megli fanno dei corsi simili, ed anche sopra Sori. Questi sono pagati dalla Regione, c’è anche un corso avanzato specifico su come mascherare il dolore quando lo stracchino sta ustionandoti la lingua. A sori le focacce sono più grandi. Belli quei lavori, ce n’erano tanti altri, davvero belli. I rappresentanti di lista non credo siano pagati, servono per impedire che i rappresentanti di altre liste marmellino i risultati. Qualcuno deve aver cominciato a fare mastrussi con le schede all’inizio del tempo iniziando una reazione a catena. I mastrussi ci sono sempre stati, qui e altrove.

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