Solo una nota a mio uso personale; GFS in queste ore si è prodotto in un RUN rispettivamente a 126 e 174 ore che ipotizza un evento meteo in due fasi dell’ampiezza di quello del 14 Gennaio 1985, anzi peggio, ben peggio. E’ ovviamente ancora presto e lo scenario può cambiare radicalmente, i modelli di previsione oltre le 72 ore sono solo una scommessa. Genova sembrerebbe nella posizione che da un punto di vista delle precipitazioni è il peggiore in termini di vorticità verticale. Se qualche giornalista sa leggere una mappa GFS (mi sembra improbabile, tuttavia non impossibile) potrebbe uscirsene preannunciando una catastrofe storica o qualche cosa del genere. E sbaglierebbe perchè c’è ancora molto tempo, le possibilità che questa mappa venga confermata fino a alla data evento è molto vicina allo ZERO. Ma questa dei geopotenziali me la sono salvata, è qualcosa di incredibile.
Cerca, cerca…
Baah.
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Dedicata alla nostra illustre prima cittadina.
Come Volevasi Dimostrare, i sedicenti “migliori” insediatisi sono quelli di sempre. Grazie trinariciuti genovesi, vi auguro tanta fortuna.

Ciao e con ritardo, auguri di buon anno !
Per gli auguri di Natale non sono arrivato in tempo, ma…………….sticazzi, ho visto il video con la canzoncina………….altro che gnam-ganm style ! Qui arriviamo direttamente al sticazzi style !! Complimenti a tutte e due per la performance!
Ho letto le avventure a New York con un pò di invidia ed in effetti , sto già convincendo forzatamente la prole ad imparare bene l’inglese per una loro futura spedizione negli states, visto la situazione da noi . Sono ancora piccoli, ma con calma verranno istruiti a dovere, anche se credo capiranno da soli che forse è meglio trovare altri lidi per il loro futuro.
Torno al tuo post meteo: puoi spiegare in termini da perfetto ignorante in materia il perchè dell’eccezzionalità di questa mappa meteo. Mi incuriosisce parecchio, ma non capisco una mazza di geopotenziali e RUN !
PS
A proposito di Global warminng: ho pensato a quanto riportato in alcuni tuoi post quando la scorsa settimana, a 1.600 mt, stavo per togliermi il maglione in stile “vacanze estive a Cortina”. Mai sentito un caldo simile negli utimi anni a quella quota.
1. Grazie degli auguri che contraccambio e poi SI, ebbene sono sicuro di avere un futuro come cantante insieme a mia moglie.
2. Primo ed ultimo consiglio su bambini (che io non ho e dunque puoi saltare al punto 3.) Prima una persona impara una lingua e più gli verrà facile perfezionarla. Non so in che scuola vanno i tuoi piccoli, ma sarebbe bello avessero un insegnante di madre lingua, la differenza è quella che c’è tra il giorno e la notte. Io faccio e farò sempre fatica, conosco dei bambini totalmente bilingua, che invidia per loro.
3. Ho copiato ed incollato qui sotto una descrizione del vortice polare e dello split del vortice polare (grosso modo rappresentato da quella carta) scritto da Lorenzo Catania, un vero appassionato che sta facendo carriera nel mondo professionale della meteorologia ma conserva un linguaggio facile per non addetti ai lavori (come sono io). Se hai tempo, leggilo.
Il Vortice Polare (di Lorenzo Catania)
Il Vortice Polare è una grande struttura che si forma in autunno, quando il Polo e le vicine latitudini cadono in una notte che le accompagnerà fino alla primavera. Con il passare delle settimane l’aria si raffredda rapidamente senza essere più scaldata dal Sole, e lentamente nel giro di poco tempo viene ad organizzarsi una estesa zona di aria gelida alta diversi chilometri ed estesa solitamente fin verso i 60-65 gradi di latitudine.
Più passa il tempo più questo grande blocco freddo diventa esteso, si raffredda, e prende una forma tondeggiante.
Tuttavia se si guarda una mappa delle temperature al suolo spesso si può essere ingannati, perché il Vortice non si può riconoscere dato che ci sono diverse regioni della Terra (come la Groenlandia, ed in pieno inverno la Siberia ed alcune zone del Canada) che lentamente possono diventare ben più fredde del Polo!
Basta però alzarsi di 2-3 km che il Vortice prende rapidamente forma, ed assume una sua struttura autonoma dai 5 km salendo sù sù fino addirittura ai 40-50 km.
E’ quindi enorme, un vero e proprio serbatoio di aria gelida. E’ lo stesso serbatoio al quale attingono le perturbazioni fredde che normalmente solcano anche le nostre latitudini.
Ma ci sono condizioni particolari (anche se non eccezionali) che possono portare ad un fenomeno curioso: lo split, appunto.
Senza andare troppo nello specifico, l’innevamento della Siberia, alcuni tratti di Oceano particolarmente caldi, l’attività del Sole in termini di macchie solari, ed altre cose ancora possono portare delle enormi bolle di aria calda ad “infilarsi” dalle zone equatoriali e tropicali verso il Polo. Il Vortice allora tende a deformarsi, talvolta rimanendo intero ma vedendosi costretto a cambiare zona di residenza (ed allora si parla di “dislocamento” o displacement), altre volte viene letteralmente “strizzato” su due fianchi opposti dalle bolle di aria calda e sbriciolato in due o più parti, generando una “rottura” (o split).
In entrambi i casi il Vortice Polare quindi abbandona il Polo e scende verso latitudini più basse, ma è soprattutto in presenza di split che zone come l’Europa, E/O la Russia, E/O gli Stati Uniti rischiano ondate di gelo più o meno persistenti, ma spesso particolarmente crude. Difatti i pezzi di serbatoio gelido (i cosiddetti lobi), costretti a lasciare i luoghi di nascita, si fionderanno direttamente sulla testa degli abitanti di questi scomparti d’Emisfero, generando tanta instabilità e venti via via più freddi che daranno luogo a nevicate e – in zone non troppo ristrette – a conseguenti ulteriori raffreddamenti dovuti all’irraggiamento dal suolo innevato.
E’ anche vero però che contemporaneamente ci saranno altre zone che non risentiranno affatto di queste dinamiche, o addirittura subiranno il richiamo più umido e caldo generato dalle basse pressioni nate dall’attività anomala.
Quindi in generale uno split del Vortice Polare NON NECESSARIAMENTE porta un’ondata di gelo, questo è bene sottolinearlo. Ma la speranza di tanti meteoappassionati, si sa, è sempre quella di essere nella parte giusta 😉
La normale incertezza che riguarda le previsioni del tempo diventa ancor più accentuata in caso di split, perché i dati meteorologici che provengono dalla stratosfera sono molto scarni, rarefatti, e di conseguenza una dinamica che coinvolga questo settore sarà ancor più indecifrabile del solito.
Ecco che allora nella stragrande maggioranza dei casi la sicurezza di avere un’ondata di freddo dovuta a split arriverà solo quei 2-3 giorni prima dell’evento.
Comunque, per dare un’idea chiara di come nasce uno split, osservate questa gif animata: al centro della figura c’è il Polo Nord, poi via via che si va verso l’esterno ci si muove in direzione delle medie latitudini ed infine – sul bordo – dell’Equatore. Quindi è come se fossimo sulla verticale del Polo; in particolare siamo a circa 30 km di altezza, ed i colori indicano un parametro che non è la temperatura, ma possiamo approssimativamente supporre che sia così, per semplificare in maniera estrema (non si dovrebbe fare, ma per rendere l’idea va bene lo stesso).
L’immagine scorre rapidamente i primi 2 mesi del 2009, quando da uno stato di Vortice Polare ben strutturato e freddo (colori blu) si passa a … beh, guardate voi 🙂
http://www.meteo.mcgill.ca/~pmartineau/updated_graphs/svw_anim/2009_01_29/2009_01_29.gif
Punto 2) ti tralascio la situazione scolastica dove vano i due pupi, scuola elemenatre pubblica: altro che insegnante madrelingua, è più il tempo che non si presenta a scuola che quello che insegna di inglese. Non parliamo poi della seconda lingua straniera, il francese; tra sfighe varie capitate all’insegnante, dopo circa un anno e 1/2 di lezioni, sanno a mala pena contare fino a 20 e tradurre i colori ! No comment.
Punto 3) Fantastica la spiegazione di Lorenzo Catania: semplice ed esaustiva. Praticamente da quello che ho capito, la carta meteo che hai postato, visualizzerebbe uno split del vortice polare con discesa di aria fredda sulla Francia e parte del nord-Italia, ovvero una bordata di neve sul nord-Italia.
La situazione scolastica dei nostri figli è la peggiore delle predizioni dell’Italia che sarà. Noi siamo irrecuperabili, e le prossime generazioni ?
linettapallinilinettapallinolinettapallino!!
Bravo Lorenzo, neh ? L’ho conosciuto, un gran bravo ragazzo, ce ne vorrebbero di studiosi e divulgatori come lui.
Comunque lo scenario previsto 12 ore fa si è ribaltato in questo ultimo RUN di quasi 180°, questo la dice lunga sulla attendibilità dei modelli. Il gelo è diventato freddino, resistono in parte le precipitazioni con uno zero termico in precipitosa risalita – precipitazioni che sono quelle comunque necessarie alle quali io tengo di più. Temo che l’arco alpino piemontese potrebbe alla fine vedere solo le briciole. In questo mondo globale io sono, meteorologicamente parlando, estremamente campanilista.