{"id":6265,"date":"2014-02-12T08:26:42","date_gmt":"2014-02-12T07:26:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanome.it\/blog\/?p=6265"},"modified":"2014-02-12T08:26:42","modified_gmt":"2014-02-12T07:26:42","slug":"64","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.stefanome.it\/blog\/?p=6265","title":{"rendered":"64"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; la seconda volta in due giorni che percorrendo via Cabella mi trovo di fronte il 64. Nella cabala dei numeri questo vuol dire &#8220;stai attento alla carta moschicida&#8221;. \u00a0Certo che il guidatore del 64 deve avere un buon occhio per passare a pelo delle auto posteggiate. A parte quella che era finita gi\u00f9 dalla scarpata qualche anno fa perch\u00e8 fatta di qualche droga. Vorrei ringraziare il mio spremiagrumi della Girmi che anche oggi si \u00e8 fatto 7 arance. Ho calcolato che da quando lo abbiamo acquistato nel lontano 2001 ad oggi ha spremuto circa 10.780 arance. Credo che la Girmi sia una di quelle ditte che ha fatto la fortuna dell&#8217;Italia nel dopoguerra, non come quei mezzi delinquenti della famiglia FIAT, parlo di piccole medie aziende che hanno dato lavoro e prodotto manufatti che funzionano. Insomma STICAZZI!<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanome.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/current_g3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6266\" alt=\"current_g3\" src=\"http:\/\/www.stefanome.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/current_g3.jpg\" width=\"1280\" height=\"960\" srcset=\"http:\/\/www.stefanome.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/current_g3.jpg 1280w, http:\/\/www.stefanome.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/current_g3-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.stefanome.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/current_g3-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho salvato questa foto mattutina perch\u00e9 il sole sfiorava in quel momento le case pi\u00f9 alte di downtown Genova. Altro che Manhattan.<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 24px;\">A proposito, ieri ho comprato un biglietto per una serata di beneficenza al ristorante Otto di New York. Il ristorante appartiene a Mario Batali, un mito della ristorazione in USA. Ha lanciato una raccolta fondi per la sua cuoca che deve affrontare un difficile (e costosissimo) intervento per cercare di sopravvivere ad una brutta forma di cancro che la ha colpita. La serata della cena io non sar\u00f2 a New York ma ho dato il mio contributo col cuore, in qualche modo mi sento parte della comunit\u00e0 degli\u00a0<\/span><em style=\"line-height: 24px;\">expat<\/em><span style=\"line-height: 24px;\">\u00a0italiani a New York, anche se io non sono un\u00a0<\/span><em style=\"line-height: 24px;\">expat<\/em><span style=\"line-height: 24px;\">\u00a0in nessun modo. Per\u00f2 per la mia cultura ed educazione c&#8217;\u00e8 qualcosa di innaturale, sbagliato in questa vicenda; che un cittadino americano che ha lavorato una vita duramente debba chiedere la carit\u00e0 per essere curato mi sembra una cosa dell&#8217;altro mondo. Se non fosse per la notoriet\u00e0 delle persone protagoniste e per le modalit\u00e0 di divulgazione della faccenda, penserei ad una bufala clamorosa. Ma non credo proprio che lo sia, e se penso a quei milioni di Repubblicani del cazzo che non voglio la Obama care, beh vi auguro di vivere a lungo e guarire, per\u00f2 solo dopo aver passato lo stesso inferno che sta passando Gina.<\/span><\/p>\n<p>Oggi alle ore 10 incontro Di Mackey con la quale andiamo a trovare Giovanni Fravega nel suo studio nei vicoli. Di lo intervista per il libro su Genova che sta scrivendo. Fravega \u00e8 una persona squisita, \u00a0personaggio davvero singolare e direi unico, lo assimilerei al &#8220;patrimonio storico culturale di Genova&#8221; per le cose che sa e racconta sulla citt\u00e0. Io faccio da interprete nei momenti di difficolt\u00e0. Poi andiamo sulla &#8220;Terrazza Martini&#8221; come si chiamava un tempo, adesso non so come si chiama, c&#8217;\u00e8 la sede di Primocanale ed \u00e8 un punto di osservazione di Genova che per una fotografa professionista in pi\u00f9 innamorata persa di Genova, dev&#8217;essere una bella esperienza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-4551\" alt=\"happy birthday una sega\" src=\"http:\/\/www.stefanome.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/esti.jpg\" width=\"200\" height=\"50\" \/><\/p>\n<p>Oggi dovrebbe arrivare la webcam, ed anche gli adesivi; mi sento fortunato a parte dei dolori alle articolazioni che mi fanno ricordare come io abbia doppiato da anni ormai la boa della met\u00e0 corsa ed anzi sto percorrendo l&#8217;ultimo bordo verso la morte. la cosa mi stizzisce ed anzi, odio tutti indistintamente e vi auguro una poderosa serie di starnuti collosi senza alcun fazzoletto nelle vicinanze.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; la seconda volta in due giorni che percorrendo via Cabella mi trovo di fronte il 64. 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