{"id":5914,"date":"2014-01-09T09:44:36","date_gmt":"2014-01-09T08:44:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanome.it\/blog\/?p=5914"},"modified":"2014-01-09T11:19:21","modified_gmt":"2014-01-09T10:19:21","slug":"facciamo-il-punto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.stefanome.it\/blog\/?p=5914","title":{"rendered":"Facciamo il punto."},"content":{"rendered":"<p>Copio &amp; incollo un commento su questa cittadina nella quale sono nato e vivo la maggior parte dell&#8217;anno. Difficilmente faccio dei <em>copiaincolla<\/em> da Internet, se l&#8217;ho fatto qualche volta \u00e8 solo per riportare delle sonore cazzate. Ma questa volta non \u00e8, purtroppo, argomento di derisione. Non vorrei perdere traccia di questo commento di Enrico Musso perch\u00e8 riassume alcuni punti che io ripeto a me stesso da anni. Esperienza diretta.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il sito web di Mente Locale; <a href=\"http:\/\/splashurl.com\/odbvfvn\" target=\"_blank\">Genova, crisi irreversibile ?<\/a><\/p>\n<p>E questo \u00e8 il copiaincolla.<\/p>\n<div class='dropshadowboxes-container ' style='width:630px;'>\r\n                            <div class='dropshadowboxes-drop-shadow dropshadowboxes-rounded-corners dropshadowboxes-inside-and-outside-shadow dropshadowboxes-lifted-both dropshadowboxes-effect-default' style=' border: 1px solid #dddddd; height:; background-color:#ffffff;    '>\r\n                            Martedi 7 gennaio 2014 ore 12:05 di Enrico Musso<\/p>\n<p>Tra capodanni, befane e carbone si annidano il tempo e i pretesti per i buoni propositi, per fare il punto, per azzardare bilanci. Ciascuno lo fa per s\u00e9, e purtroppo qualcuno lo fa per tutti, le citt\u00e0, i paesi, il mondo. Statistiche, inchieste, reportage, dotti commenti. E la sintesi \u00e8: uno, la crisi pare alla fine, molti paesi sono in piena ripresa. Due, l\u2019Italia ne \u00e8 lontana, se ne riparla fra un annetto. Tre, Genova \u00e8 in coma.<\/p>\n<p>Non lo dico io, purtroppo, ma una raffica di dottissime analisi su molte testate per lo pi\u00f9 di sinistra o di centro, nell\u2019insieme assai credibili. L\u2019ultima in ordine di tempo, a ridosso di San Silvestro, \u00e8 comparsa su uno dei maggiori quotidiani italiani. Titolo (per la serie la tocco piano): \u00abGenova, la citt\u00e0 polveriera dove muoiono i sogni e il futuro non arriva\u00bb. Alegher, alegher. E se per caso non fosse chiaro il concetto, il catenaccio aggiunge: \u00abUn passato di occasioni perse, gli scioperi e le polemiche: \u00e8 il lungo inverno dello scontento\u00bb.<\/p>\n<p>In principio, tre o quattro anni fa, un articolo del Financial Times, nell\u2019unica occasione in cui ha parlato di noi, ha descritto Genova come \u00abun sito storico condannato alla marginalit\u00e0\u00bb, caratterizzato da \u00abun caos di pianificazione patologica senza alcuna visione strategica\u00bb. Carini.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo anno si sono moltiplicati i reportage funerei da Genova, fino a quest\u2019ultimo. Il prossimo articolo lo facciamo scrivere direttamente al coroner. Genova come uno specchio che amplifica tutto quel che non va in Italia. Manca il lavoro perch\u00e9 le aziende private chiudono o scappano (di solito chiudono le piccole e scappano le grandi). Quelle pubbliche \u2013 in particolare quelle del Comune \u2013 sono in profondo rosso e vengono tenute in vita artificialmente con i soldi dei contribuenti, accelerando la crisi delle microimprese private e alimentando la spaccatura fra chi almeno mantiene un lavoro garantito e chi lo perde. Anche perch\u00e9 entrambi se la passano peggio di prima e non sono disponibili a dedicare troppa attenzione alle ragioni altrui.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 un solo settore produttivo in cui l\u2019occupazione sia aumentata. Il tasso di disoccupazione dei giovani ha raggiunto livelli record, mitigato soltanto \u2013 paradossi della statistica \u2013 dalla loro emigrazione (un metodo infallibile per non avere pi\u00f9 giovani disoccupati \u00e8 non avere pi\u00f9 giovani, chioserebbe monsieur de La Palice, e in effetti ci stiamo provando). Anche il prodotto pro capite \u00e8 tra i peggiori del Nord \u2013 per la gioia di chi voleva la decrescita \u2013 e la Liguria \u00e8 l\u2019unica regione del Nord per la quale, e da anni, il flusso dei soldi che arrivano da Roma a vario titolo (pensioni, sovvenzioni ad aziende, cassa integrazione, stipendi pubblici) \u00e8 maggiore del flusso di tasse che procede in senso opposto.<\/p>\n<p>Le tasse, dal canto loro, aumentano. Sia perch\u00e9 in questi anni hanno continuato ad aumentare quelle nazionali (non solo con i governi Prodi e Monti, che almeno lo hanno ammesso, ricordando il dovere di risanare la finanza pubblica, ma anche coi governi Berlusconi e Letta, che hanno spavaldamente raccontato il contrario), sia perch\u00e9, tutte le volte che potevano, i governi della Liguria e di Genova ne hanno aggiunte di proprie (tasse sulla casa, addizionali regionali, etc.) per sistemare bilanci non proprio virtuosi.<\/p>\n<p>Gli alti costi della politica non ne assicurano il buon funzionamento, anzi. Su tutte le grandi scelte decisive per il futuro della citt\u00e0 pesa l\u2019immobilismo, l\u2019indecisione e l\u2019ondivaghezza dei politici (e non solo), la tendenza a non prendere decisioni per non scontentare questa o quella lobby e non scompaginare coalizioni gi\u00e0 fragilissime, tenute insieme solo dall\u2019esercizio del potere.<\/p>\n<p>Dalla gronda autostradale alla gestione delle aziende comunali, dalla metropolitana all\u2019ospedale del Ponente. <span style=\"text-decoration: underline;\">Decidete qualcosa, una buona volta, qualcosa di sinistra, oppure di centro, oppure di destra, fate un po\u2019 voi. E poi, buon Dio, fatelo.<\/span> Invece no. E cos\u00ec, al costo vivo della politica si aggiunge quello delle sue non-decisioni, cos\u00ec come quello di una burocrazia dilagante e senza controllo, che rende impervia qualunque iniziativa privata, incluse quelle legate alla creazione di nuovo lavoro. E nella citt\u00e0 bloccata aumentano divisioni e intolleranza. Il che \u00e8 in parte una naturale patologia di un tempo di crisi: ciascuno, davanti ai sempre pi\u00f9 magri raccolti del proprio orticello, allunga lo sguardo e trova l\u2019erba dei vicini straordinariamente pi\u00f9 verde. Ma in parte \u00e8 anche il frutto avvelenato di patologie tipicamente genovesi, almeno nella Genova dell\u2019ultimo quarto di secolo: <strong>la citt\u00e0 dominata da un blocco di potere politico-affaristico, che ha tenuto in scacco le energie sane della citt\u00e0, facendole fuggire o costringendole a compromessi per essere cooptate nella stanza dei bottoni, e dei bottini.<\/strong><\/p>\n<p>In questo modo si mettono giovani contro anziani, privato contro pubblico, lavoratori dipendenti contro lavoratori autonomi, cittadini contro amministrazione, e (persino) destra contro sinistra. Un circolo vizioso cominciato ben prima dell\u2019attuale sindaco, ma che lui non aiuta certo ogni volta che \u2013 a corto di proposte concrete per la citt\u00e0 \u2013 si rifugia nella descrizione di se stesso come il politico onesto, puro e morale, distribuendo implicitamente agli altri, inclusi i suoi stessi alleati, patenti di falsit\u00e0 e disonest\u00e0.<\/p>\n<p>Se questi sono i bilanci \u2013 tracciati non da me, ma da autorevoli analisti di molte testate e confermati da oggettive statistiche economiche e sociali \u2013 sarebbe facile confinare i propositi d\u2019inizio d\u2019anno all\u2019invettiva e al vaffanculo. Incontro quasi ogni giorno cittadini che mi parlano male del sindaco, come se fosse tutta colpa sua, e lo qualificano come inadeguato (di solito usano vocaboli un po\u2019 meno British). A me tocca difenderlo. Un po\u2019 perch\u00e9 penso che il giudizio sia ingeneroso, e perch\u00e9 non ho comunque la prova che io avrei fatto meglio se avessi fatto il sindaco, cosa di cui si dicono invece sicuri i miei interlocutori, compresi quelli che hanno votato per lui.<\/p>\n<p>Ma soprattutto perch\u00e9 se \u00e8 davvero inadeguato il problema sono i genovesi che lo hanno eletto, non lui che si \u00e8 legittimamente e meritoriamente messo a disposizione. C\u2019erano 13 candidati sindaco, ce n\u2019era per tutti i gusti. Chi ha votato per lui pu\u00f2 essere contento o scontento, ma prima di tutto di se stesso. Almeno fino alle prossime elezioni.<\/p>\n<p>Vorrei invece che, complice il periodo, fossimo capaci di trarre buoni propositi sia dal terrificante rosario di sfighe evocate da tutti quelli che parlano di noi, sia da questa mortifera ricerca del capro espiatorio attraverso la quale tutti cercano di non fare i conti con la propria incapacit\u00e0 di cambiare. Di realizzare, o, come diceva Gandhi, di essere essi stessi il cambiamento che vogliono vedere in questa citt\u00e0. Che palle, la morte dei sogni e anche il shakespeariano inverno del nostro scontento (ma non dovrebbe a un certo punto esser mutato in radiosa estate dal sole di York, e tutte le nuvole che incombevano minacciose esser sepolte nell\u2019oceano eccetera? che poi Riccardo III era uno che di politica se ne capiva).<\/p>\n<p>Gli esperti in buoni propositi di Capodanno, sempre per tenerci su di morale, assicurano che ci ricorderemo di seppellirli pi\u00f9 o meno il primo luned\u00ec di febbraio, uscendo al mattino con una settimana di lavoro davanti, un cielo plumbeo sopra e gi\u00e0 qualche delusione dietro, e speriamo solo quella. E concludono, i guru dei buoni propositi, che bisogna concentrarsi su uno solo.<\/p>\n<p>Proviamo con questo: smettiamo di lamentarci di quello che non va e degli altri che non sono capaci; chiediamoci come possiamo, noi, noi insieme, noi tutti insieme, far ripartire questa citt\u00e0. Cominciamo a farlo qui, oggi, da Mentelocale (io scrivo qui ogni due settimane e vi giuro che non vi mollo), dalla rete, ma anche dai bar e locali ancora aperti, dai campetti e dalle palestre, dall\u2019universit\u00e0, dagli oratori, dai centri sociali, dalle piazze. \u00c8 un buon proposito che li contiene tutti, o quasi. Abbiamo un anno davanti. E, a dire il vero, forse non molto di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Enrico Musso \u00a9 copyright Mentelocale Srl, vietata la riproduzione.\r\n                            <\/div>\r\n                        <\/div>\n<p><em>Copiraigt<\/em> una sega; per una volta che trovo qualcosa di ben scritto e che riflette il mio pensiero senza sbavature, lo copio e lo incollo.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Altro argomento.<\/span> Siamo sicuri che per acquistare un maxi-scooter non si deve prima fare un test per comprovare la propria imbecillit\u00e0 ? Oppure scendendo dal Righi incontro sempre gli stessi motocoglioni con il loro stile di guida che mi spingerebbe a mettergli la marmitta su per il culo ? Just asking&#8230;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Altro argomento.<\/span> Non ho pulito o asciugato le lenti delle webcam Levante e Centro; si sono sistemate da sole. Io vorrei andare a controllare entrambe, ma il tetto \u00e8 sempre umidiccio ed \u00e8 ricoperto ora da una intera puntata di Focus sui licheni ed altre piante mono o pluricellulari note per quanto son viscide. L&#8217;ultima volta che sono salito sul tetto ho rischiato sul serio di cadere, stavolta cadrei di sicuro.\u00a0 Sticazzi privi di grip.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Copio &amp; incollo un commento su questa cittadina nella quale sono nato e vivo la maggior parte dell&#8217;anno. Difficilmente faccio dei copiaincolla da Internet, se l&#8217;ho fatto qualche volta \u00e8 solo per riportare delle sonore cazzate. 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